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Avventure di una mamma blogger


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Madeira cake per lo Starbooks REDONE. Una versione gluten free.

Prima delle vacanze estive avevo proposto una ricetta per il Redone, che però è arrivata l’ultimo giorno utile per partecipare. Questo mese, con la ripresa settembrina, ho deciso di “giocare” d’anticipo sulle mie già affollate tabelle di marcia. Con questa torta che vi propongo tratta da Salt is Essential di S. Hill, avevo anche partecipato alla sfida del British tea, ma era nata per il Redone, perciò ve la presento, ringraziando chi mi ha preceduto nella realizzazione dell’originale, la bravissima Patty del blog Andante con gusto. Ecco a voi la mia Madeira cake (senza glutine).

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Ingredienti

170 g di burro non salato, a temperatura ambiente + per imburrare lo stampo
170 g di zucchero semolato
la scorza grattugiata di 1 arancia ed un limone + un cucchiaio di succo di limone
4 uova
170 g di farina 00  senza glutine per dolci Amo Essere
un cucchiaino scarso di lievito in polvere
un pizzico di sale

Preriscalda il forno a 170°/150° ventilato. Imburra uno stampo da 225 g.
Monta a crema il burro con lo zucchero e le scorze degli agrumi – un robot da cucina o uno sbattitore elettrico andranno benissimo – quindi aggiungi le uova, una alla volta.
Per ultimo, aggiungi il succo del limone, la farina, il lievito ed il sale.
Versa a cucchiaiate l’impasto nello stampo preparato e cuoci per c.ca 1 ora.
Lascia raffreddare per un poco prima di trasferire la torta su una gratella.

Considerazioni

Sono stupefatta dalla bontà di questa torta che si presta a tante variazioni. Per necessità l’ho dovuta realizzare senza glutine, sostituendo la farina ed il gioco è riuscito alla perfezione.

 

PROMOSSA 

 

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Il mio Hamburger di ceci e buns senza glutine per il Club del 27

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Può sembrare un paradosso, ma d’estate ho ancora più voglia di cucinare e usare forno e fornelli, che nelle altre stagioni.

Le ferie sono ancora lontane, ma un piccolo assaggio di mare e spiagge lo abbiamo già fatto e in ottima compagnia.

Il Club del 27 invece anche a Luglio è attivo e fecondo, come potete ben vedere. Attingendo dalla sfida n.49 del MTChallenge, io vi propongo gli hamburger di ceci delle sorelle Calugi, cui ho dovuto necessariamente abbinare dei buns senza glutine di mia invenzione, ma il resto è preso pari pari da loro, le mitiche curatrici del blog La cucina spontanea.

Per 2 buns senza glutine

80 g di farina senza glutine per pane

20 g di farina di ceci

3o g di farina di grano saraceno

sale qb

60 g di latte

3 g di lievito di birra fresco

10 g di burro

miele di acacia bio

semi di sesamo

1 uovo

Nonostante la difficoltà, ho realizzato i buns cambiando le farine,ma seguendo il procedimento descritto dai post delle sorelle Calugi e la ricetta di Arianna.

Sono risultati eccessivamente fragili per la presenza del grano saraceno, che vi consiglio di omettere.

Il resto è riportato di seguito.

Per la polpetta:

230g di ceci

1 scalogno piccolo

1 carota

½ gambo di sedano

1 cucchiaino di paprika

Per la marmellata di pomodori:

120g di pomodori oblunghi

30g di cipolla rossa

10g di zucchero di canna

1 cucchiaio di aceto

1 peperoncino piccolo

½ cm di zenzero fresco

200g di peperoni

8 fette di scamorza

Per gli anelli di cipolla fritti

4 cipolle medie

Farina di ceci

Farina 00

Olio di semi

Erbe aromatiche

Per i panini seguire la ricetta di Arianna riportata qui.

Per la marmellata di pomodori: lavate i pomodori e fateli a tocchetti. Tritate finemente la cipolla. In un pentolino fate soffriggere la cipolla, dopodiché aggiungete il pomodoro e fatelo appassire. Aggiungete lo zucchero, il peperoncino tritato e lo zenzero grattugiato. Aggiustate di sale.

Fate andare a fuoco medio, aggiungendo acqua se necessario, fino a quando il pomodoro non si sarà ammorbidito. Sfumate con l’aceto a fine cottura. Per avere una salsa più omogenea frullate il tutto con l’aiuto del minipimer.

Per la polpetta: tritate la carota, la cipolla ed il sedano e preparate un soffritto. Scaldate i ceci precotti in acqua leggermente salata. Scolateli e frullateli con il minipimer. Aggiungete alla purea di ceci il soffritto e mescolate bene. Aggiungete la paprika e il sale. Mescolate, dopodiché formate con l’aiuto di un coppa pasta le polpette. Infarinate le polpette con la farina.

Tagliate i peperoni a filetti e arrostiteli su una griglia ben calda. Una volta cotti, eliminate la buccia e conditeli con un filo d’olio e del sale.

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Credit Mai Esteve #quelgrangeniodellamai

Composizione del panino: In una padella antiaderente, cuocete la polpetta di ceci, stando attenti perché molto morbida. Tagliate il pane a metà, stendete la salsa di pomodoro, adagiateci i peperoni arrostiti, le fette di scamorza ed infine la polpetta.

Per gli anelli di cipolla fritti: In una ciotola preparate la pastella mescolando una parte di farina 00, una parte di farina di ceci, le erbe aromatiche e l’acqua minerale fino ad ottenere un composto liscio e non troppo liquido. Aggiustate di sale.

Tagliate la cipolla a fette spesse mezzo centimetro nel senso della lunghezza. Separate gli anelli prestando attenzione a romperli e passateli nella pastella. Scaldate in una padella in ferro abbondante olio di semi, quando sarà ben caldo immergete gli anelli di cipolla. Friggeteli fin quando non saranno belli dorati e traferiteli su della carta assorbente.

Salateli e servite caldi.


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Grissini senza glutine ai semi di sesamo e tahini per un’estate stuzzicante.

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La tahini è magica, o comunque ha a che fare con i legami, nel bene e nel male. Tempo fa, cioè lo scorso inverno, ne ho preparata un po’ in casa con dei buoni semi di sesamo. Oggi torna di nuovo sulla mia tavola estiv, per festeggiare i legami di famiglia, quelli che le distanze non separeranno mai. Non solo. Evidentemente la tahini è anche contagiosa, perché mentre realizzavo questi grissini senza glutine, ieri sera in terrazzo, avevo un pezzo della famiglia con gli occhi puntati addosso, incuriositi e piacevolmente coinvolti, tanto che hanno avuto lapazienza di aspettare le due infornate non solo per poterli gustare, ma anche gioire con me del bel risultato e fotografarli in maniera eccellente! Ringrazio Giusy – la mia cugina “sorella”- per l’entusiasmo come sempre coinvolgente e per la sua presenza immancabile ogni estate in mezzo a noi.

INGREDIENTI

250 g di farina senza glutine
125 ml di acqua tiepida
1/2 cucchiaino di lievito di birra disidratato
2 cucchiai di tahina**
2 cucchiai di miele
1 cucchiaio di olio di semi
1/2 cucchiaino di sale
semi di sesamo ErbaVita qb

*il procedimento è quello usato da Alice

Setacciate la farina, il lievito per torte salate e il sale in una ciotola.
Mettete l’acqua appena tiepida in una ciotola capiente, unite il lievito di birra, mescolate appena con una forchetta e fate riposare 10-15 minuti.
Unite la tahina, il miele e l’olio nella ciotola con l’acqua e amalgamate. Unite la farina a poco a poco, incorporandola con una forchetta e impastate per pochi minuti.
Mettete l’impasto in una ciotola pulita, unta d’olio, copritelo con pellicola a contatto e fate lievitare nel forno spento, appena tiepido, per circa 2 ore o fino al raddoppio del volume.
Trascorso questo tempo, stendete l’impasto su un piano leggermente infarinato, aiutandovi con un matterello, fino a formare un rettangolo di circa 20 x 20 cm.
Spennellate con acqua e cospargete con i semi di sesamo.
Tagliate i grissini (circa 1 cm di larghezza, quindi ne verranno una ventina) e disponeteli su una teglia foderata di carta da forno. Fate lievitare altri 15 minuti.
Cuocete a 170°C per circa 20-25 minuti.

**Come fare la tahini in casa qui.

Per altre ricette col sesamo vi propongo questo articolo.


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Coconut honey cakes per lo Starbooks di Giugno. Una versione gluten free.

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È trascorso un bel po’ di tempo dall’ultima volta che ho provato a riprodurre una ricetta per Starbooks Redone. Non chiedetemi perché. Perché non saprei darvi una risposta esatta. Le passate esperienze, evidentemente, non hanno convinto. Prima di tutto non mi hanno convinto. Ho preso una pausa. Ma se pensate che io sia migliorata, vi sbagliate. Il merito è solo di Starbooks e dei suoi supporters. Grazie alla pagina Facebook riesco a seguirli con una certa assiduità negli ultimi mesi. E la voglia di riprovarci è cresciuta, superando la forza che tiene sollevato il freno a mano. Così, ho tolto questo benedetto freno, e sapete cosa ho fatto? Folle. Ho messo un po’ a folle questo benedetto cambio virtuale. Ho revisionato un po’ qua un po’ là..ho mantenuto il motore alla velocità di rodaggio, controllato i filtri e ho ripreso la strada. Questa volta spero di averla imboccata nel senso giusto. E riparto da qui, ringraziando Biagio, Alessandra, Patrizia, Mapi, Annarita, Araba, e tutti tutti tutti. Tutto lo Staff.

Non posso fare a meno di togliere il glutine, per il resto seguo pedissequamente.

Questi dolcetti mi hanno conquistata.a2bredone

Li ho scelti perché nei commenti avevo promesso che li avrei realizzati in versione gluten free.

E ora che li ho scelti, ho bisogno di un motivo per non mangiarli, ma non c’è, se non averli già finiti.

Coconut honey cakes  dal libro di Justin Gellatly & Co

Ingredienti

310 g di latte intero

1 cucchiaino e ½ di miele – per me di acacia bio

1 cucchiaino di olio di cocco

buccia grattugiata di 1 arancia

i semi di 1 baccello di vaniglia

250 g di farina di cocco

125 g di zucchero

75 g di farina 00 – per me gluten free

2 cucchiaini di lievito in polvere

2 uova grandi

1 tuorlo

Versare il latte con il miele, l’olio di cocco, la buccia d’arancia e i semi di vaniglia in un pentolino e portare il tutto a una leggerissima ebollizione.

Togliere dal fuoco e mettere subito da parte.

In una terrina mescolare la farina di cocco, lo zucchero, la farina, il lievito e aggiungere, lentamente, il contenuto del pentolino, ormai raffreddato, facendolo incorporare agli ingredienti secchi. Poi sbattere le uova e il tuorlo, uno per volta. Non appena il composto risulta ben amalgamato, coprire e mettere in frigo per una notte.

Il giorno dopo, preriscaldare il forno a 220° C.

Versare in formine da cupcakes-muffins delle cucchiaiate da circa 40 grammi del composto e infornare per 15 minuti rivestendo la parte bassa della teglia con cartoncino affinché la parte inferiore non si bruci.

Aspettare pazientemente che si raffreddino e gustare.

Ho riportato la procedura copiando spudoratamente quella di Biagio, che ringrazio ancora.

Qualche modesta osservazione,prima del verdetto:

– meglio diminuire, anche se di poco, i liquidi per gli impasti senza glutine. Io non ho voluto farlo, ma ho dovuto raddoppiare i tempi di cottura, da 15 a quasi 30 minuti.

– il diametro dei pirottini non è indicato, perciò li ho usati da 4 cm (quelli che avevo).

– ho notato che 40g per pirottino sono assai, in alcuni ne ho versati 35 g e secondo me è la quantità giusta

– il riposo in frigo di solito per il gluten free è controindicato; ho provato in due modi. 1 senza riposo, si spatasciano un po’ ma sono ben cotti. Col riposo di una notte restano umidi, ma ugualmente cotti. In medio stat virtus..proverò con un riposo breve, e a più intervalli di tempo. Insomma, avete capito:ogni occasione è buona per prepararli.

– muoiono divinamente col caffè.

P R O M O S S A


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I miei Fig paste Open Sandwiches per Il Club del 27

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Di Open Sandwiches di Trine Hahnemann, la squadra del Club del 27 ha veramente saputo interpretare lo spirito con  la realizzazione di queste meraviglie per gli occhi e il palato. Si tratta, per lo più, di ricette per condire il pane di segale, che potreste gustare nei Paesi Scandinavi durante quello che viene denominato uno SmÖrgåsbord buffet.

Il mio pane, purtroppo, essendo gluten free, non poteva essere a base di segale, ma non mi sono data per vinta. Ho messo a punto una ricettina per ottenere un pane “nero” altrettanto gustoso, ed eccola qua:

Pane nero al cardamomo

150 g di farina di grano saraceno

150 g di farina senza glutine per pane

175 ml acqua tiepida

6 g  di lievito di birra in polvere

1 cucchiaino di zucchero di canna

un pizzico di sale

8 g di cardamomo in polvere

1 cucchiaino di olio d’oliva

[Gli impasti senza glutine non amano le lunghe lievitazioni, perciò potrete procedere ad infornare immediatamente dopo averli impastati.]

Unite gli ingredienti secchi, e versate il lievito e lo zucchero in acqua tiepida (mai eccedere nella quantità di acqua utilizzata). Se avete una impastatrice, azionatela per pochi minuti e sicuramente meno di dieci. Utilizzate poi dei guanti in lattice per manipolare l’impasto così ottenuto, conferendo la forma desiderata. Io ho messo il mio panetto in uno stampo da plumcake, ma ho ottenuto una cottura disomogenea. Infornando a fuoco forno freddo, senza preriscaldare, sarà sufficiente la placca del forno, ben foderata. (scegliete la modalità anche in base al vostro forno). Prima di procedere vi lascio qui un’alternativa alla mia ricetta, la troverete qui.

PASTA DI FICHI da Open Sandwiches di Trine Hahnemann (trad. a cura di Claudia Primavera)

250 g fichi secchi

200 g datteri denocciolati

2 cucchiai di cocco essiccato non zuccherato

Procedimento:

Tagliate ogni fico in quattro parti, mettetelo in una ciotola e versatevi sopra acqua bollente fino a coprirli.

Lasciate riposare per 30 minuti quindi scolate bene.

Mettete i fichi e i datteri denocciolati in un robot da cucina e frullateli bene fino ad ottenere una pasta uniforme.

Formate con la pasta una salsiccia di circa 5 cm di diametro.

Mettete la noce di cocco su un piatto, rotolate il rotolo di pasta di fico sul piatto fino a che non sia tutto ricoperto con la noce di cocco, quindi avvolgerlo in un foglio di carta forno e lasciarlo riposare in frigo tutta la notte.

Tagliate la pasta di fico a fette e metteteli sulla superficie dei vostri open sandwiches.

Credit Mai Esteve

 

 


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Mighty Salads su Mag ABOUT Food di Giugno

 

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Per Mag ABOUT Food di Giugno ho avuto il piacere di realizzare questa fantastica “insalata” di verdure e legumi che ha deliziato il palato dei miei ospiti – di quelli dai gusti un po’ difficili! Perciò vi invito oggi sul sito di MTChallenge dove troverete nei dettagli questa Hoppin’ John salad e tantissime altre insalate che in realtà fanno da sole una cena completa. Provate per credere!


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Quasi un tiramisù di riso nero e pistacchi per MTC S-Cool.

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La proposta di oggi è la seconda di tre importanti appuntamenti con cui provo ad essere ammessa ad una scuola un po’ particolare, l’MTC S-Cool senza H.

E’ questo il motivo per cui ho voluto creare una continuità, almeno di pensiero, con la ricetta dello scorso MTC. Come? Affondando l’acceleratore sul pedale della creatività.

Ignara di come potrebbero accogliere queste sperimentazioni dalle parti di Singapore, capitale del cibo e delle tendenze legate ad esso,eccovi di seguito il risultato di quanto,a queste latitudini, mi hanno suggerito i quattro ingredienti scelti tra quelli a disposizione: limone, riso nerone, pistacchi e caffè.

Quattro, come noi quattro figli a casa di mamma e papà: io -il limone!- e i miei tre bellissimi fratelli!Un ingrediente per ognuno. Approfitto, infatti, dell’occasione -e chissà se ne avrò più- per omaggiare noi quattro, visto che finora non lo avevo fatto mai.

Per 6 biscotti rotondi al riso e pistacchi

65 g di riso nerone

25 g di pistacchi

1 uovo (dispensa)

40 g di zucchero di canna (dispensa)

1 cucchiaio di farina deglutinata (dispensa intolleranti)

6 cocotte da forno singole

carta da forno

Per il mascarpone home made – ricetta della Franci trovata qui

500 ml di panna fresca (dispensa)

succo di un limone 

un canovaccio

un colino

Per la bagna di caffè al cardamomo

caffè in polvere qb- miscela arabica Quarta

acqua sufficiente per una moka da sei tazze

1 cucchiaino di cardamomo in polvere (dispensa)

zucchero (facoltativo)

buccia di limone (in alternativa un liquore al cacao)

acqua per diluire la bagna (facoltativo)

Per il caviale di caffè 

30 ml di caffè preparato per la bagna

250 ml di acqua

2 g di agar agar

olio di semi

un colino

un contagocce o siringa senza ago

Procedimento

Bisogna anticipare il lavoro e organizzarsi per preparare il mascarpone. Successivamente procedete realizzando i biscotti. Ecco come ho fatto io:ho frullato riso e pistacchi. L’ideale sarebbe ottenere quasi delle polveri, ma per esigenze varie ho frullato grossolanamente. A parte, ho lavorato tuorlo e albume, il primo con lo zucchero e il secondo a neve. Prima di unirli, ho versato le granelle nella crema di tuorlo e zucchero, continuando a mescolare e poi ho incorporato l’albume.

Ho rivestito le cocotte di carta forno e suddiviso l’impasto un po’ in ciascuna, livellando con una spatola di silicone.

Ho infornato a 170 °C per circa 20 minuti. Poi ho fatto raffreddare completamente.

Per la farcitura, ho portato a bollore del latte con qualche goccia di vaniglia.

A parte, ho lavorato due altri tuorli con lo zucchero ed un cucchiaio di farina deglutinata. Ho unito il latte caldo, ho trasferito tutto su fiamma fino a 80°C per addensare.

Ho lasciato intiepidire e ho incorporato il mascarpone che nel  frattempo era rimasto in frigo. Ho messo la farcitura a riposare in frigo.

Nel frattempo ho preparato il caffè al cardamomo (mettendo la spezia in polvere direttamente nel filtro del caffè).

Ho aggiunto al caffè, una volta pronto, della buccia di limone per aromatizzare e “legare” alla farcitura (il succo del limone è stato utilizzato nella preparazione del mascarpone).Ho tolto la buccia quando si è intiepidito.

Parte del caffè servirà per la sferificazione.

Montaggio

Bagnare i biscotti solo da un lato, quello che sarà all’interno dopo aver farcito e aggiunto lo stecco. Farcire e montare a coppia. Riporre in freezer.

**Ho avuto qualche problema con la sferificazione del caffè, ma vi riporto il procedimento utilizzato perché è quello che ho trovato più frequentemente da più fonti:

Aggiungere il caffè (una tazzina) in 250 ml di acqua e far bollire. Aggiungere agar agar e frullare con un frullino a immersione. Prelevare con un contagocce (o forse meglio con una siringa senza ago!) piccole quantità di liquido che farete cadere nell’olio di semi (portato a 4°C). La sferificazione dovrebbe essere pressoché istantanea…togliere con un passino e sciacquare subito. Il problema è farli durare per le foto. Non durarono, perciò niente foto del caviale di caffè. Ho sprecato quasi un litro di olio di semi e tuttol’agar agar disponibile.

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Partecipo così a questa ulteriore selezione per MTC S-Cool!

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#quelgrangeniodellaMai

La fantasia è la pazza di casa. T. d’Avila