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Avventure di una mamma blogger


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Courgette, orange and almond cake per il Redone di Ottobre

 

Non vedevo l’ora di dire a mio figlio che avevo superato l’esame -si, a quarant’anni suonati son lì sempre a studiare- e niente, sapete cosa mi ha candidamente risposto? “Brava mamma, cosa hai vinto?!” 

Sono gli interrogativi peggiori, questi. Cosa ho vinto? Capite bene che avevo bisogno di un dolce per riprendermi, e, perché no? fare come fa mia suocera, che nasconde verdura in ogni piatto, anche il più pensato, però, così oltre non si era mai spinta.

COURGETTE, ORANGE AND ALMOND CAKE WITH SWEET YOGURT FROSTING per il Redone di Ottobre

da Bazaar di S. Ghayour

Ingredienti per uno stampo da 23 cm di diametro traduzione di Patrizia Malomo
3 uova grandi
150 g di zucchero semolato
la scorza finemente grattugiata di 3 arance non trattate
300 g di mandorle macinate
300 g di zucchine grattugiata grossolanamente
150 g di burro fuso e intiepidito

Per il frosting
150 g di yogurt greco
50 g di zucchero a velo setacciato
la scorza di una arancia non trattata grattugiata finemente per decorare

Scaldate il forno a 180° e foderato uno stampo a cerniera con carta da forno.
Mettete le uova e lo zucchero in una larga ciotola (o planetaria) e sbatteteli bene fino ad ottenere un composto chiaro e leggero. Aggiungete quindi la scorza di arancia, le mandorle, le zucchine e per finire il burro fuso e tiepido ed impastate fino a che il composto non sia morbido ed omogeneo.
Versate l’impasto nello stampo preparato e cuocete per 1h20 minuti quindi togliete dal forno e lasciate raffreddare nello stampo.
Per fare il frosting, mescolate gli ingredienti in una ciotola.
Con cautela togliete il dolce dallo stampo e sistematelo su un piatto di portata.
Spalmatevi sopra la glassa e cospargete con la scorza di arancia.
Il dolce si conserva due o 3 giorni in frigo ma portatelo a temperatura ambiente prima di servire.

Note mie

  • Avevo fatto una versione di prova, con le carote, al posto delle zucchine ed ovviamente avevo ottenuto un gusto più neutro. Qui le zucchine sono protagoniste e risulterebbero eccessive se non ci fosse l’olio essenziale della buccia d’arancia a profumare il tutto. Inoltre le zucchine hanno troppa acqua e, a mio parere, bisognerebbe metterle a colare sotto un peso prima di aggiungerle all’impasto.
  • L’effetto sorpresa è garantito. Nessuno, dico nessuno, sospettava ci fossero le zucchine. Il frosting, invece, è opinabile, non necessario o, almeno, non ha incontrato il gusto di tutti. Personalmente questo genere di decorazione è quella che preferisco.
  • Il mistero di questa torta resta tale. A 55 minuti è già piuttosto dorata e pensi stia per bruciare, in realtà può rimanere ancora 15 minuti, e dopo aver areato un po’ il forno. Resta davvero un dilemma capire quale sia la soluzione migliore.
  • Ho usato uno stampo in pyrex da 26 e ho ottenuto comunque una bella altezza, anzi, in cottura era cresciuta e gonfiata tanto, poi è tornata giù.

RIMANDATA

 

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Tortini di patate per il Redone di Settembre

Settembre sembrerebbe il periodo giusto per un anticipo di buoni propositi.

Io so che dovrò prendere delle decisioni, come tutti, e tra queste vi è l’accompagnamento degli arrosti!

Perciò vado al dunque e, approfittando del Redone, scelgo ancora SALT IS ESSENTIAL di Shaun Hill.

Ecco il risultato.

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Tortini di patate alle olive 

da Salt is essential

500 g di patate novelle

50 g di olive verdi in scatola alle acciughe

1 cucchiaio di prezzemolo tritato

1 uovo intero  battuto per la panatura

1 tuorlo

100 g di pangrattato (per me gluten free)

olio d’oliva

Lessate le patate in acqua salata, sgocciolate, passate in un passatutto (o schiacciatele con una forchetta) e lasciate raffreddare. Fate attenzione a non prolungare il tempo di lessatura o sarà difficile gestirle. Tagliuzzate le olive ripiene e aggiungetele alle patate, insieme al prezzemolo ed al rosso d’uovo. Formate gruppetti di palline da “golf” e passatele nell’uovo battuto e nel pangrattato. Forgiatele appiattendole e surgelate fino a quando ne avrete bisogno.

Friggete i tortini utilizzando una quantità d’olio che ricopra la padella per almeno mezzo centimetro.

Serviteli come accompagnamento ad un arrosto, ad esempio di agnello, insieme ad una salsina ottenuta con il liquido di cottura dello stesso.

-Ho scorporato questa ricetta da quella “principale” di un arrosto di agnello, perché mi è sembrato un accompagnamento versatile e trasversale, tanto più che lo chef invita a prepararli con anticipo e tenerli in freezer.

-Apparentemente possono sembrare delle banali crocchette di patate, ma lasciatemelo dire, sono sensazionali.

– Anche se molte cose sono affidate al senso pratico, vi assicuro che la ricetta è validata al mille per mille.

-Per completezza, aggiungo che originariamente questi tortini erano di accompagnamento ad un arrosto di agnello, la cui marinatura era fatta con filetti di acciughe all’aglio, perciò usare le olive ripiene di acciughe (in scatole) non è un sacrilegio e neppure mangiare questi tortini tal quali, senza arrosto, ve lo garantisco!

Come avrete capito la ricetta è:

PROMOSSA

 

 

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Malfatti per il Redone di Marzo

ERANO CINQUE,

CINQUE COSI MALFATTI.

IL PRIMO …

…Esordisce così un libro per bambini, che si propone di”spiegare la diversità” tra gli esseri..ma più che ai bambini,oggi bisognerebbe spiegarlo agli adulti.

Però oggi, in realtà, vorrei presentarvi la ricetta per il REDONE di Marzo, scelta sempre da Salt is Essential, come la precedente che ha pure vinto (UAU)!

I Malfatti sono collocati dall’autore tra le prime pagine del libro, a sottolineare forse l’importanza della cucina italiana per questo chef…

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Ingredienti per 4 persone

4 cucchiai di trito di cipolla

10 g di burro

115 g di spinaci già puliti e senza gambi

340 g di ricotta fatta sgocciolare almeno due ore

55 g di Parmigiano grattugiato

1 uovo intero ed un tuorlo

1,5 g di noce moscata in polvere

1,5 g di buccia di limone grattugiata

4 cucchiai di farina 00 ed un po’ per spolverare l’impasto – per me gluten free

sale e pepe macinato al momento

Per la salsa

900 g di pomodori a pezzettoni

100 g di burro non salato

4 rametti di basilico

2 gocce di salsa al Tabasco

scaglie di Parmigiano per guarnire

olio d’oliva

Lasciate soffriggere la cipolla nel burro senza farla bruciare. Aggiungete gli spinaci e cuocete per pochi minuti fino a farli appassire. Regolate di sale e pepe, poi metteteli a scolare nello scolapasta per raffreddarli.

Tagliuzzate per bene il mix di spinaci e cipolla. In una ciotola capiente, unite la ricotta, il Parmigiano, l’uovo intero e il tuorlo, la noce moscata ed il limone. Per ultimi, aggiungete gli spinaci, poi mescolate delicatamente insieme alla farina fino ad ottenere un composto ben compattato.

Usate due cucchiai bagnati in acqua calda per arrotondare i malfatti. Adagiateli su un vassoio infarinato. Fate in modo che non si uniscano. Mette in congelatore per due ore.

Per preparare la salsa, scaldate i pomodori in una padella, aggiungete il burro 5 g alla volta. Pulite il basilico e metteteci le foglioline. Regolate di sale, pepe e Tabasco, poi fate andare per il tempo necessario.

Portate a bollore 4 litri d’acqua. Versateci dentro i malfatti. Quando risaliranno in superficie, dovranno cuocere altri 7 minuti. Tirateli fuori con un mestolo forato. Scaldate la salsa e metteteci sopra i malfatti. Guarnite con le scaglie di Parmigiano e spruzzate con dell’olio d’oliva.

la ricetta è

PROMOSSA

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NOTE MIE:

  • Permettetemi di iniziare con un mea culpa! Questa ricetta appartiene alla tradizione italiana, ma per la sottoscritta è la prima volta sia realizzarla, sia mangiarla! Shaun Hill dimostra ancora una volta di essere superlativo nel riconoscere il valore della tradizione italiana, pur occupandosi prevalentemente di cucina nell’area mitteleuropea…e per fortuna, direi!
  • Nel testo della preparazione di questa ricetta non c’è una parola fuori posto, non c’è un orpello, è tutto perfettamente spiegato, con maestria, tanto da portare per mano anche il più impreparato dei cuochi.
  • Le quantità sono perfette. Ho realizzato i malfatti grossomodo grandi come una noce e, lavorando con metà dose, ne ho ottenuti una ventina. Perciò direi che la dose intera può sfamare anche 5 o sei persone.
  • Ogni volta in queste ricette noto il meraviglioso equilibrio delle spezie, che, usate con queste misure,aggiungono il “quanto basta”, non coprono mai gli ingredienti principali, né eccedono, in qualche modo nel dare sapore. Insomma, ancora una volta, sembrerebbe una magia!

 


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Saffron layer cake. La mia versione gluten free per il Redone di Gennaio.

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da SCANDIKITCHEN CHRISTMAS di Bronte Aurell

Qui trovate la versione glutinosa originale, che oggi io ho rifatto senza glutine per inaugurare la serie compleannosa della nostra famiglia e partecipare con un bis al Redone di Gennaio 2019.

Nati in inverno, festeggiamo senza il sole…ma grazie allo zafferano, un po’ di colore lo recuperiamo ugualmente. Questa torta, poi, si presta un po’ a tutto, anche all’inzuppo nella tazzina di caffè del giorno dopo. Anzi, ve lo consiglio!!

Se volete realizzarla con rigore geometrico, procuratevi da subito gli stampi giusti:ve ne occorrono 3. Io ho usato quelli usa e getta in carta da forno, ma poi per impilarli uno sull’altro, la geometria va a farsi friggere. Il diametro è da 18 cm.

per la torta
50 g di burro
100 ml di latte
1 pizzico di zafferano pestato al mortaio, per me lasciato in infusione.
4 uova
325 g di zucchero semolato, fine**
300 g di farina 00*
2 tsp di lievito per dolci
1/2 tsp sale
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
50 g di yogurt bianco, greco o simile
frutti rossi brinati per decorare, per me ribes
per il frosting
75 g di marzapane
300 g di zucchero a velo
150 g di burro morbido
latte
limone, a piacere
Accendete il forno a 180 gradi. Fate sciogliere il burro in un pentolino, poi unitevi il latte e lo zafferano, a fuoco spento. mescolate e lasciate in infusione, mentre vi dedicate alla preparazione della torta. Montate le uova con lo zucchero, con le fruste elettriche, fino ad ottenere un composto soffice e spumoso. Mescolate da parte la farina con il lievito e il sale e setacciateli. Uniteli poi al composto di uova, incorporandoli dal basso verso l’alto perché non smonti. Profumate con la vaniglia. Aggiungete lo yogurt e il latte allo zafferano, incorporandolo con una spatola, sempre con movimenti dall’alto verso il basso, fino ad avere un composto liscio e semi fluido. Dividetelo in tre parti uguali nei tre stampi precedentemente preparati e infornateli a forno caldo per 12-14 minuti (nel mio forno 15, in modalità ventilata).
Sfornate, lasciate intiepidire 5 minuti negli stampi, poi sformate
e fate raffreddare sulla gratella.
Nel frattempo, preparate la crema
Stemperate il marzapane in una ciotola, con 2 cucchiai di acqua calda: servirà ad evitare i grumi. Setacciate lo zucchero a velo in un’ampia ciotola, unite il burro e montate con le fruste, fino alla massima velocità. Unite il marzapane e montate ancora, fino a quando avrete una crema liscia e spumosa. Se dovesse essere troppo densa, allungatela con un cucchiaio di latte. Se per i vostri gusti fosse troppo dolce, bilanciatela con l’aggiunta di qualche goccia di  succo di limone.
Montate la torta: mettete il primo strato sul piatto da portata e spalmatevi sopra uno strato di crema. Sovrapponete il secondo strato, spalmatelo con la crema e fate lo stesso con il terzo. Se volete, potete anche spatolare la crema tutto intorno, come nella foto, per dare un effetto “frozen” 😉
Note:
-E’ sempre azzardato reinterpretare senza glutine una qualsiasi ricetta nata col glutine, però io faccio di necessità virtù…ho sostituito la farina 00 con l’amido di mais, ma ho sacrificato un uovo. Questo “bilanciamento” mi consente di valutare altri aspetti, come tempi di cottura, ecc.
-Ho utilizzato zucchero di canna per la torta. Inizialmente avevo pensato alla stevia, ma con i volumi non avrei ottenuto un risultato decente. Mi è sembrato un buon compromesso tra salvezza del girovita e salvezza del palato 😉
-Ho fatto il marzapane partendo da mandorle intere già pelate e tenute in ammollo, frullando insieme allo zucchero semolato, in parti uguali. Ne ho preparato un po’ di più per tenerlo disponibile. Prima di utilizzarlo per il frosting, l’ho tenuto in frigo a riposare.
-Ho usato anche il limone, per paura che la torta risultasse troppo dolce e ho lasciato il ribes al naturale sempre per lo stesso motivo.
-Ovviamente non ha la sofficità di una torta con la maglia glutinica, ma ci ha davvero soddisfatto con questo aroma così gustoso e diverso dal solito
-La sua bontà è mantenuta anche inzuppata nel caffè, un sacrilegio possibile. Fidatevi.
-Le foto sono pessime, fuori pioveva ed era in corso la festa di compleanno,però vi lascio anche quella dell’interno per farvi vedere gli strati.
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Marmelade meatballs with cider vinegar glaze per il Redone di Gennaio

da Dinner – Changing the game

di Melissa Clark

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Il primo post del Nuovo Anno è per il Redone!!!

La ricetta che ho scelto è un’esplosione di gusto e di insospettabili ingredienti.

Guardatevi bene dal rivelarli prima dell’assaggio, ai vostri ospiti: il pregiudizio, si sa, è duro da sconfiggere…lasciate che sia l’esperienza a dare prova della bontà di questo piatto.

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per 3/4 porzioni
trad Stefania Orlando
circa mezzo kg di manzo macinato, non troppo magro
25 g di panko (*)
4 filetti di acciuga sott’olio, tritati
2 cipollotti, sia la parte verde che la bianca, tritati
un uovo, leggermente battuto
un cucchiaino di sale
uno spicchio d’aglio, grattugiato su una grattugia Microplane o tritato
un cucchiaino di zenzero fresco tritato
la punta di un cucchiaino di pepe nero macinato al momento
un pizzico di all spice (pimento, pepe garofanato)
110 g di marmellata d’arancia (se ha pezzi molto grossi meglio tritarli),
un cucchiaio di aceto di mele
un cucchiaio di salsa di soia
1/4 di cucchiaino di peperoncino secco
erba cipollina, per guarnire (facoltativa)

-Sistemare una delle grate del forno almeno almeno dieci centimetri dalla fonte di calore ed accendere il grill.

– In una ciotola capiente mescolare la carne, il panko *(la mia versione gluten free prevede un mix per panatura specifico per sostituire il panko), le acciughe, i cipollotti, l’uovo, il sale, l’aglio, lo zenzero, il pepe e l’all spice amalgamando bene.

– Formare con il composto delle polpette da circa tre centimetri l’una. A questo punto possono essere messe in frigo, coperte, anche per una notte, invece che essere subito cotte.

– Sistemare le polpette su una teglia a circa almeno due centimetri l’una dall’altra e cuocere sotto il grill finchè saranno dorate e cotte anche all’interno, 5 o 7 minuti.

– Nel frattempo mettere in un pentolino la marmellata, la salsa di soia, l’aceto, il peperoncino e portare il tutto a leggera ebollizione.

– Appena le polpette saranno cotte spennellarle con la glassa preparate e rimetterle sotto il grill finchè la glassa farà le bolle sembrando quasi caramellata, ci vorranno due minuti al massimo.
Servire subito, volendo spolverizzandole con erba cipollina.

NOTE MIE

  1. Non va da sè che il grill si accenda senza impostargli una temperatura. Il mio forno è meno evoluto di quello di Melissa e Stefania e ci ho messo mezz’ora ad accorgermene. Ad ogni modo, alla fine ho impostato a 180°C, ma ho dovuto allungare i tempi di cottura indicati.
  2. La mia versione è gluten free, non c’è il panko, ma un mix ad hoc. Inoltre bisogna controllare l’etichetta di altri ingredienti a rischio, come la salsa di soia.
  3. La marmellata è home made prodotta con arance del posto.
  4. Ho provato anche una versione con salmone affumicato(a casa bruciata, mettici fuoco), ma non è al pari dell’acciuga e come gusto e come effetto sorpresa!
  5. Ho rispettato il tempo di riposo in frigo, ma non saprei dire se aggiunge un twist o se è solo pigrizia; in effetti, una volta che ti metti a far polpette, poi non vedi l’ora di mangiarle.
  6. La cottura al forno ci ha soddisfatti tanto quanto. Nel dopo feste è un ottimo metodo per alleggerire il fegato ed il pancreas.
  7. L’erba cipollina non l’avevo in casa, ma se la Clark dice che è facoltative, le credo sulla parola!

PROMOSSA


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Pollo e riso di Nigella per il Redone

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Simply Nigella è il libro da cui è tratta la ricetta di oggi e che prima di me è stata realizzata da Patrizia per lo Starbook di Maggio del 2016.

Ma, prima di lasciarvi tutte le indicazioni del caso, vi dico che mi sento un po’ come ci si sentiva nell’Antica Grecia, con tutti i dei dell’Olimpo da una parte, e coloro che dall’altra tentavano, spesso invano, delle imprese eroiche.

Insomma, Nigella è la Dea, la divinità che abita l’Olimpo degli autori di fama mondiale nel settore, e poi ci sarei io…ed ecco che la prima figuraccia è presto fatta, a cominciare dal riso selvaggio. Si, quello che pensavo assolutamente abitare nella mia dispensa, con quei chicchi neri come il carbone.

Nisba, nada, rien de rien (come cantava la Piaff), nichts.

Era finito.

In sua sostituzione, un buon riso integrale che regge le lunghe cotture. Celo. E ha tante fibre in più…

Ingredienti per 4 persone
30 ml di olio d’oliva ( Nigella parla di regular olive oil – lasciate perdere e usate extravergine)
1 cipolla pelata e tritata
1 spicchio d’aglio pelato e finemente grattugiato
un cucchiano di curcuma in polvere
2 cucchiaini di semi di coriandolo
2 cucchiaini di semi di cumino
8 cosce di pollo private di pelle ed ossa, ognuna tagliata in 4 pezzi
250 g di riso selvaggio
75 g di cranberry secchi
1 litro di brodo di pollo
sale e pepe qb
coriandolo fresco spezzato a mano per rifinire.

Preriscaldate il forno a 180°.
Prendente una capiente casseruola con coperchio, che possa essere passata poi in forno e che possa contenere con facilità tutti gli ingredienti e versatevi l’olio e la cipolla tritata.
A fiamma dolce fate cuocere per 5/10 minuti mescolando ogni tanto, fino a che non sia morbida.
Considerando che dovrete aggiungere la curcuma, no usate cucchiai di legno o spatole per non macchiarle.
Aggiungete l’aglio alle cipolle, quindi tutte le spezie e mescolate.
Alzate la fiamma ed aggiungete i pezzi di pollo, mescolando per 3 minuti affinché i succhi vengano sigillati, nonostante la carne non si colorirà di molto.
Aggiungete il riso e mescolate per un minuto, per poi aggiungere i cranberries e il brodo di pollo e portate a bollore.
Coprite con il coperchio quindi mettete in forno per 1 ora.
Rimuovete la casseruola dal forno e controllate che il riso sia pronto: i grani dovrebbero essere morbidi e cominciare ad aprirsi ma ancora leggermente al dente.
Aggiustate di sale e pepe quindi eliminate il coperchio e rimettete in forno per altri 15 minuti.
Siccome il riso selvaggio (che non è un cereale ma un’erba) non assorbe tutto il liquido, questo non è come un tradizionale pilaf ma produce una piccola quantità di salsa ricca e fluida.
L’effetto che avrete è quello di un pollo e cranberries adesso dorati a contrasto del riso selvaggio nero e lucido.
Mescolate metà del coriandolo fresco nel riso ed il resto sulla portata se lo servite immediatamente, altrimenti attendete il momento del servizio per rifinire con il resto del coriandolo.

NOTE

-Per portarmi avanti col lavoro, di buon mattino, la prima cosa che ho fatto è stata preparare il brodo di pollo. Ta-dan. Non è detta neppure mezza parola su questo elemento, ed è una cosa che dispiace perché non credo che il mio brodo di pollo sia come Nigella vorrebbe che fosse. Ad ogni modo io ci ho messo un po’ della polpa del pollo che avevo preso, e per insaporire, carote, pomodori, patata, prezzemolo. Non l’ho chiarificato, ma solo filtrato. La quantità indicata, è comunque precisa.

-I semi in genere andrebbero almeno tostati velocemente, prima di essere usati in qualsiasi piatto, a meno che non sia espressamente indicato il contrario. Io ho preferito tostarli e lo consiglio anche a voi.

-I mirtilli ci stanno da dio. Si può anche eccedere.

-Talvolta si suggerisce di infarinare la carne prima di sigillarla nell’olio, però in effetti questo piatto ha una sua cremosità che probabilmente gli deriva dal tipo di riso utilizzato. A questo punto mi chiedo se quello selvaggio è davvero il tipo di riso da utilizzare in questo piatto, o se Nigella ha cavalcato una moda del momento.

Ai posteri l’ardua sentenza, ma certamente questa ricetta è

PROMOSSA

 

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Oum Ali-Egyptian bread pudding per il Redone

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Da Baklava to Tarte Tatin di B. Laurence proviene questo Dolcino veloce veloce che ho realizzato con dei croissant senza glutine confezionati, alla ricerca di una ricetta che parlasse di Medio Oriente, e, come ultimamente mi succede, l’ho trovata nel repertorio dello Starbooks, precisamente qui. L’ho realizzata per il Redone di Ottobre.

Nel nome, un piccolo mistero. Anzi due. La mamma di Ali (oum Ali) chi è?…

Sul pudding “egiziano” possiamo anche parlare, o almeno supporre. Ignoro la posizione dell’autore sull’argomento, però è assolutamente plausibile l’accostamento della parola pudding con l’aggettivo egiziano. O almeno così pare…nel senso che il britannico pudding pare sia stato importato dagli antichi Romani ai tempi delle grandi conquiste, tanto che il famoso butellum di cui parla Apicio altro non è che un pudding in versione salata.

Da Giulio Cesare a Cleopatra è un attimo, vero? Insomma, questa è una mia supposizione, ma ad ogni modo questa ricetta ha il suo perché😉!

Per 6-8 persone:

4 croissants vuoti, vecchi di 2 giorni (per me senza glutine)
50 g di pistacchi
50 g di uva sultanina
50 g di mandorle a lamelle + altre per guarnire
50 g di gherigli di noci
50 g di noce di cocco grattugiata
150 g di zucchero semolato
1/2 cucchiaino di cannella
50 g di latte in polvere
750 ml di latte
250 ml di panna
1 cucchiaio di acqua di rose (oppure di estratto di vaniglia)Sciroppo di rose

6-8 stampi da ramequin

Preriscaldare il forno a 200 °C in modalità statica.
Rompere i croissants con le mani in grossi pezzi e distribuirli tra gli stampi da ramequin.
In una ciotola mettere tutta la frutta secca e mescolarla con le mani; distribuirla uniformemente tra glii stampi da ramequin e mescolare ognuno di essi, perché si distribuisca uniformemente.

Mettere zucchero, cannella e latte in polvere in una pentola e scaldarli su fiamma media. Aggiungere il latte, la panna e l’acqua di rose (o l’estratto di vaniglia) mescolando. Portare a bollore mescolando continuamente, poi versare negli stampi da ramequin.
Far riposare 10 minuti per permettere ai croissant di assorbire bene il composto, poi infornare per 15-20 minuti, finché la superficie non abbia assunto un bel colore dorato.
Servire tiepidi.

NOTE

Non ho il libro di Laurence perciò ho seguito il lavoro come ha fatto Mapi. I lievitati senza glutine, però, hanno bisogno di più liquidi, ma a sorpresa il risultato è stato eccellente. Ho usato lo sciroppo di rose, perché non avevo l’acqua di rose e credo che sia stato quello a legare meglio, essendo anche più denso.

La farina di cocco in alcuni stampi è rimasta tale, non è stata “assorbita”.

E’ un dolce veloce e sorprendente, allo stesso tempo.

Avevo degli stampi da pudding in alluminio molto piccoli e ne ho provato uno, oltre ai ramequin in ceramica. Sono riuscita a sformarlo comodamente per un impiattamento più elegante (foto sotto).

Ho servito con dei ciuffi di panna montata.

Piaciuto tantissimo a tutti.

PROMOSSO

nota 2

Per l’origine del “pudding” leggete l’articolo di Alessandra Gennaro pubblicato su “A Tavola” n. 8 Agosto 2016. E’ illuminante.

 

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