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Avventure di una mamma blogger


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Un classico dolce pasquale per la GN delle Paste di Mandorla

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Non è necessario lavorare con martello e scalpello, state tranquilli. Per realizzare i vostri dolci in pasta di mandorla -raffiguranti agnelli o pesci, a Pasqua i primi e a Natale i secondi- sarà sufficiente recuperare degli stampi ad hoc ed il gioco è fatto. La loro realizzazione vi regalerà una soddisfazione unica.

Beh, ovviamente la ricetta la trovate sotto. E se ne vorrete delle altre, oggi il sito del Calendario del Cibo Italiano ve ne fornirà per tutti i gusti ed esigenze. Buona Giornata Nazionale delle Paste di Mandorla, e alla prossima.

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Ingredienti e occorrente

300 g di mandorle già pulite

225 g di zucchero bianco semolato

stampo in gesso

carta pellicola

Per il ripieno

100 g di marmellata di frutti rossi o di pere

50 g di biscotti  secchi (gluten free per me)

 

1.Fate rinvenire in acqua le mandorle, scolatele e frullatele. In un tegame di acciaio a sponde alte trasferite la polvere ottenuta e aggiungete lo zucchero. Accendete il fuoco a fiamma bassa e iniziate a mescolare zucchero e mandorle, facendo amalgamare bene.Appena avvertite un aroma penetrante, togliete dal fuoco. Non bisogna cuocere.

2.Rivestite lo stampo in gesso con della carta pellicola e iniziate a trasferirvi parte del composto, pigiando con le punte delle dita per far prendere bene la forma. Con un cucchiaino, unite la marmellata alla polvere di biscotti frullati a parte, e iniziate a “farcire l’agnello”. Lo strato deve essere sottile. Ricoprite con altra pasta di mandorle, pigiando bene. Dopo 10 minuti di riposo, ricoprite lo stampo con un vassoio e poi rigirate il tutto con cura. Il vostro agnello è pronto.

  • Ripetete l’operazione una seconda volta. Otterrete il secondo agnello con le quantità assegnate.


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Non ha la cupola…non ha glutine, ma è il mio primo Panettone!

“La fame di amore è molto più difficile da rimuovere che la fame di pane”

Madre Teresa

 

Da qualche giorno sui Social si parlava di panettone …e se non fosse stato così, non mi sarei mai sognata di mettermi in gioco … ma Teresa di Scatti Golosi mi ha ispirata a tal punto che ho iniziato a cercar ricette che facessero al caso mio, e con i suoi consigli, ieri ho deciso.

Cosa mi tratteneva? dover utilizzare una farina priva di glutine (obbligatoriamente) e non sapere a cosa andavo incontro …nonchè la paura di non essere all’altezza!!

Voi potete usare metà manitoba e metà 00..io ho scelto un preparato Coop a base di amido di mais e fibre di semi di psyllium

La ricetta è liberamente reinterpretata dal web (lericettedellanonna.it)…

Per tenere la temperatura di lievitazione sotto controllo ho utilizzato la stazioncina meteo che ho in casa, applicando la sondina perl’esterno…inizialmente son riuscita a mantenerla intorno ai 25°C…poi di rientro a casa ho visto che le bottigliette di acqua calda (che avevo utilizzato per scaldare l’ambiente di lievitazione) si erano raffreddate. La T era scesa a 20°C…forse per questo motivo non si è formata la cupola…le Temperature ideali pare siano tra i 27 e i 29 °C…

 Il Panettone non appartiene alla cucina tradizionale del Salento, ma è il simbolo del pranzo di Natale… e, anche se senza glutine, non volevo che mancasse..così me lo son fatto da sola!

Grazie a chi, senza saperlo, mi ha incoraggiata a farlo….e se ce l’ho fatta io, ce la possono fare tutti.

 

 

 

Ingredienti

  • 500 gr di farina di vostro gradimento
  • 200 gr di zucchero
  • 160 gr di burro
  • 12 gr di lievito di birra
  • 4 uova (grandi e a pasta gialla)
  • 3 tuorli d’uovo
  • un pizzico di sale
  • [150 gr di uva sultanina]*
  • [80 gr di scorza di arancia candita e di limone candita]*
  • scorza grattugiata di 1 limone
  • 1 bacca di vaniglia
  • latte o acqua tiepida q.b.

 

  1. Sciogliete 10 grammi di lievito di birra con acqua o latte tiepido e unitelo a 75 grammi di farina. Impastate fino ad ottenere un impasto non appiccicoso e omogeneo (foto 1 nel collage) e dategli la forma di una palla, fateci sopra un taglio a croce col coltello. Mettetelo in una ciotola chiusa con pellicola trasparente e lasciate lievitare per almeno 30 minuti in un luogo tiepido.
  2. Quando il primo impasto (chiamato lievitino o biga) avrà raddoppiato il suo volume, riprendetelo e impastatelo insieme a 250 grammi di farina, 2 uova intere e altri 2 grammi di lievito di birra. Potete amalgamare il tutto con le mani  oppure, meglio, se avete una planetaria (io purtroppo, no) montare la frusta a gancio e impastare a velocità bassa fino a che il composto non sarà diventato omogeneo. A quel punto aggiungete 100 gr di zucchero e fatelo assorbire per bene. Solo a quel punto unite 60 grammi di burro ben ammorbidito. Impastate fino a quando il burro non si sarà incorporato per bene. Ve ne accorgerete perché l’impasto avrà una consistenza elastica, omogenea e non appiccicosa.
  3. Riprendetelo e mettetelo a lievitare, sempre in una ciotola coperta da pellicola, in luogo tiepido. Dovrebbe raddoppiare il suo volume in circa 1,30/2 ore.
  4. Passato il tempo prendete il secondo impasto e rimettetelo nella planetaria, chi ce l’ha!!!. Aggiungete 2 uova intere e 3 tuorli e la farina rimasta. Impastate come in precedenza fino ad ottenere un impasto omogeneo, solo a quel punto aggiungete lo zucchero rimasto e un pizzico di sale. Assorbito lo zucchero, potete incorporare il burro rimasto, che sia sempre molto morbido.
  5. Impastate fino a quando non avrete ottenuto un bel impasto liscio non appiccicoso ed elastico. (A questo punto potrete aggiungere tutti i canditi, l’uvetta ben strizzata, la scorza del limone grattugiata e la polvere di vaniglia). Io ho aggiunto solo limone e vaniglia. Amalgamate il tutto per 5 minuti circa e mettete nuovamente a lievitare fino a che non raddoppi di volume. Ci possono volere dalle 2 alle 3 ore.
  6. Passato il tempo, riprendete l’impasto e ponetelo nello stampo da panettone che potrà essere di carta, come ho fatto io, oppure uno rigido. (In questo caso foderatelo per bene con carta forno).
  7. Mettetelo a lievitare per l’ultima volta fino a che non avrà raggiunto più o meno il bordo dello stampo. A quel punto sarete pronti per infornare.
  8. Ponetelo nel piano più basso del forno statico preriscaldato a 200° insieme ad una ciotolina piena d’acqua. Passati 5 minuti riprendetelo e fate un taglio a croce sulla sommità del panettone. Nel centro di questo taglio a croce metteteci una noce di burro.
  9. Reinfornate e fate passare circa 10 minuti, quindi abbassate a 180 gradi e fate cuocere per circa 45 minuti.
  10. I tempi di cottura variano in base al forno, verificate sempre che il tempo indicato sia sufficiente infilando un bastoncino da spiedino. Se estraendolo sarà asciutto e pulito, il panettone sarà cotto. Attenzione invece, se vi accorgete che la superficie si sta bruciando abbassate la temperatura di 10 gradi e continuate la cottura per più tempo.

 

 

La cottura è lo step più ansiogeno, per quanto mi riguarda…perché a volte il forno fa quel chevuole…

Nel prossimo post i tipici dolcetti salentini!!!

Alla prossima.


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L’augurio del bruco

From Pinterest

 

Di rientro dalle vacanze estive avevo scritto un post di buoni propositi

e da quel momento ho realizzato tante piccole cose per il mio Blog…

  • una nuova grafica
  • una pagina per una nuova collaborazione WEB MAGAZINE
  • una Angolo per le spezie che utilizzo
  • partecipato a dei bellissimi contest (vera scuola)
  • ricevuto un “premio”
  • conosciuto bravissime blogger

“Creare contenuti” non è facile, richiede tempo, bisogna far ricorso ad energie che non sempre sai di possedere…. sono gli altri che ti aiutano a far lucecome la mia maestra Anna Maria de La cucina di qb, un’amica dal nome coccoloso, Coccola Time … una persona generosa che mi sta insegnando i segreti della food phography con le sue tips mensili, e poi ci sono i followers,  che mi “seguono”.

In fondo scriviamo per chi ha la bontà di leggere!

A tutti un ENORME grazie, grazie e ancora grazie.

Il Blog ha tanto da migliorare, ma io sono contenta così…è nato per gioco, ora “guai a chi me lo tocca”…

Buone Feste e auguri di ogni bene!

…Non impariamo la pazienza del ragno,

ma quella del bruco

che attende senza fretta.