GiocaSorridiMangia

Avventure di una mamma blogger


2 commenti

Biscotti di tahina gluten free e la seconda opportunità.

A volte una ricetta è una scusa. Una scusa per parlare di altro. Oppure è una metafora, metafora della vita di tutti i giorni. Questi biscotti, ad esempio, parlano di legami, infranti, recisi e ricongiunti. Lo racconta bene Ele, dovete andare da lei per la ricetta originale, di Micol. E’ una storia lunga, quella di Ele, di Micol e …del Doc. Una storia finita per sempre in un ospedale di Tel Aviv, ma rinata in qualche modo con la tahina.

E non è detto che la mia versione gluten free non nasconda dentro questo impasto capriccioso, un’altra storia, di legami ormai sciolti, e chi vuol leggere tra le righe legga pure. Il fatto è, che a mio modesto modo di vedere le cose, ho sempre creduto nella seconda possibilità come se questa fosse un diritto inalienabile di ogni persona.

Non esistono casi irrecuperabili perché forte come la morte è (solo) l’Amore. L’Amore ha il potere di cambiare le cose, di aggiustarle, di ricomporle. Per quanta che sia la sofferenza che ti provoca un gesto sbagliato, una parola di troppo, un carattere ostinato, tutti hanno diritto ad una seconda opportunità.

Il vasetto di tahina di Ele era “separato” tra olio e pasta, magicamente mentre preparava questi biscotti, un piccolo miracolo accadeva sulla sua porta di casa.

Il mio impasto senza glutine, invece, ha fatto tanti di quei capricci, che la normale dose di pazienza non è bastata, ho dovuto eccedere. Per preparare la tahina, ho rischiato di bruciare i semi di sesamo durante la tostatura, ho messo a raffreddare in freezer la lama sbagliata, ho usato una farina poco adatta a fare dolci, ho dovuto aggiungere maizena su un impasto già lievitato per ottenere la giusta consistenza, ho usato delle mandorle già pelate, ma avrei preferito usare quelle ancora con la pellicina.

Insomma, ho sbagliato un sacco di cose, ma ho provato a rimediare con pazienza, perché sapevo a chi erano destinati questi biscotti così speciali e sapevo chi li aveva preparati prima di me.

Per quanto vorrei anche io sperare nei loro superpoteri, so già che le cose tra due persone difficilmente si rimetteranno a posto, perché la fiducia è stata compromessa.

La fiducia è l’altro nome dell’Amore. So che non posso fare null’altro che preparare dei banali biscotti buonissimi, pubblicare questo post e sperare che venga letto da chi ha il potere di cambiare le cose: una seconda opportunità la meritano tutti.

Buona Vita!

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Per la tahina

100 g di semi di sesamo (i miei dall’India)

3 cucchiai di olio di semi

sale q.b.

Per i biscotti senza glutine

150 g di farina senza glutine al grano saraceno

100 ml di olio evo

100 ml di tahina

100 g di zucchero semolato

½ cucchiaino di lievito in polvere

essenza di Vaniglia

50 g di mandorle

farina di maizena (setacciata) qb

 

Se, come me, non avete la tahina già pronta, procuratevi dei semi di sesamo e fateli tostare qualche minuto in forno a 180°C senza bruciarli, per non conferire sapore amarognolo.

  • Mettete la lama del robot da cucina (quella giusta!) in freezer e lasciate raffreddare.
  • Ricomponete il robot e frullate i semi con l’olio e un pizzico di sale fino, evitando di surriscaldare troppo la pasta..
  • Mettete la tahina da parte e in una ciotola capiente, unite gli altri ingredienti secchi.
  • Aggiungete l’olio evo e la tahina. Tenete da parte le mandorle, perché le userete alla fine, prima di infornare. A questo punto, l’impasto, probabilmente non avrà ancora la giusta consistenza. Potete usare del maizena, setacciato al momento con un colino a maglie strette, in quantità piccole aggiunte poco alla volta. Se invece non vi occorre evitare il glutine, usate direttamente la ricetta originale di Micol che trovate nel link sopra.
  • Ad ogni modo, dovete ottenere delle palline di misura uniforme e su ciascuna inserirete una mandola, facendo un po’ di pressione. I miei biscotti erano piuttosto grandi, perciò
  • il tempo di cottura è stato quasi di 25’ a 180°C.
  • Ricordate di foderare con carta forno la placca.

 

 

Annunci


16 commenti

La vita è come un vassoio di cannoli mignon doppio gusto…per tutto il resto c’è “Tom”.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Da questa ricetta in avanti, la famosa frase di Forrest Gump riguardo la vita e la scatola di cioccolatini, per la sottoscritta diventerà la seguente:

La vita è come un vassoio di cannoli: non saprai mai cosa puoi metterci dentro

Detto questo, inizio subito dai ringraziamenti, che questo mese sono tutti per Francesca Geloso del blog 121 gradi, nonché vincitrice dell’ultimo Mtc e, pertanto, è sua creatura la sfida n. 68 sui cannoli e la pasta sfoglia.

Se non fosse stato per te, non avrei mai avuto modo di imparare a far la sfoglia!!!

La mia controproposta è priva di glutine, ma ho seguito in tutto e per tutto la S-piega, perciò il risultato è quantomeno accettabile.

A coronamento di tutto ciò, troverete due farciture: la prima è la crema pasticcera con ricetta di famiglia, a cui ho solo aggiunto un aroma di radice di liquirizia, la seconda è un cremoso di cioccolato fondente al lime, con annessa canditura.

L’idea di preparare una farcia bianca e una nera non è dovuta solo al  primo corso di scacchi di mio figlio, ma anche alla richiesta di Francesca di “dedicare” la ricetta. Ora, se siete vittime, come me, del palinsesto da TV digitale terrestre, forse potrete capirmi al volo, ad ogni modo,  meglio togliermi subito il dente … tanto più che mio marito è a lavoro e non legge mai i miei post (se non sotto tortura), insomma, sottovoce ve lo dico: ho dedicato i cannoli a quel gran f**o di Tom Hiddleston nel ruolo di Jonathan Pine nella mini-serie The Night Manager , un personaggio dal doppio ruolo, nel quale bene e male,simbolicamente  bianco e nero, si fondono e vince il Bene!! Tratto dal romanzo di Le  Carrè che Amazon mi ha spedito unitamente agli stampini dei cannoli, se non è destino questo, allora … è burla!!!

a.Ingredienti per il panetto

100 g di farina di riso + altri 70 circa nella lavorazione

10 g di inulina in polvere

200 g di burro

P1010053.JPG

b.Ingredienti per il Pastello

200 g di farina di mais e grano saraceno Molino Rossetto + altri 100 nella lavorazione

120 g di burro

45 ml di acqua fredda

55 ml di aceto di mele

1 cucchiaino di miele MF

1 cucchiaino di sale fino

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Le farine senza glutine vanno prese con le buone maniere, vanno assecondate. A tal fine, per esperienza ho imparato ad adattare le ricette, partendo sempre da quantità di farina dimezzata rispetto a quella richiesta per un normale impasto, dal momento che queste farine assorbono in maniera differente i grassi e i liquidi. Un altro aiuto può essere quello di iniziare l’impasto dentro un robot e portarlo a termine su una spianatoia rivestita di carta forno e indossando sempre dei guanti di lattice. I tempi di riposo sono più brevi e in inverno si possono diminuire i riposi in frigo. L’indicazione dell’umidità è sempre un parametro molto utile, in questo caso ci è stato suggerito di lavorare a circa il 40%. In cucina avevo il 42% ed era troppo per le mie farine. Ho aspettato che scendesse tra 36 e 38%.

Per il resto, nonostante la difficoltà, ho alternato tre pieghe a 3 a tre pieghe a 4 per una sfoglia da vero disciplinare. La foto è quella della sezione dopo l’ultima piega prima di stendere la sfoglia. Con questo impasto si possono ottenere fino a 30-35 mini cannoli.

P1010057.JPG

Tutto il procedimento per tirare la sfoglia a regola d’arte lo trovate nel meraviglioso post di Francesca.

Ingredienti per la crema pasticcera alla radice di liquirizia (per 6 cannoli mignon)

100 ml di latte di mucca

2 cucchiai di zucchero semolato

1 tuorlo

3 fascetti di radice di liquirizia

1 cucchiaino di maizena passata al setaccio

In un pentolino, portare il latte quasi a bollore e lasciare in infusione la radice di liquirizia per almeno 10 minuti, con un coperchio a chiusura del pentolino. Successivamente, lavorare il tuorlo con lo zucchero e aggiungervi il latte aromatizzato, continuando a lavorare a fiamma bassa, dopo aver aggiunto anche la maizena setacciata. Presto si raggiungerà la densità desiderata. Tenere da parte.

Lime canditi

1 lime (buccia sminuzzata)

200 ml acqua

50 g di zucchero semolato

Procedimento per una canditura leggera: pelare un lime e sminuzzare la buccia. In un pentolino, bollire acqua e zucchero e aggiungere le buccette, lasciando sobbollire per almeno 10 minuti. Con un colino, filtrare lo sciroppo ottenuto e metterlo da parte. Riporre le buccette in frigo. Se volete utilizzare per decorare, potrete passarle in forno, dopo averle cosparse di zucchero semolato, altrimenti potete usarle così, nella farcia.

 

Ingredienti per il cremoso di cioccolato fondente al lime (per 6 cannoli mignon)

80 g di gocce di cioccolato extra

150 ml di sciroppo della canditura del lime

1 cucchiaio di amido di tapioca

½ cucchiaino di Agararta

lime canditi (facoltativo)

In un pentolino, versare le gocce di cioccolato fondente e ricoprirle con lo sciroppo al lime ancora bollente. A fiamma dolce, lavorate il cioccolato fino a quando non si è del tutto sciolto. Aggiungete l’amido di tapioca setacciato e l’agar agar. Continuate a lavorare la crema fino a quando otterrete la densità desiderata.

P1010062.JPG

Come realizzare i cannoli

Stendete, con l’aiuto del mattarello e di fogli di carta da forno, una parte dell’impasto. Nel mio caso avevo a disposizione degli stampini molto piccoli, del diametro di 1,3 cm e lunghi 8.  Volendo lasciare lo spazio per impugnare gli stampini, ho ritagliato delle strisce alte circa 1,5 cm e lunghe circa 9 cm, e le hoavvoltesulla parte centrale degli stampini, facendo in modo che ad ogni avvolgimento la sfoglia si sovrapponesse a quella adiacente. Ho infornato a 180°C  a forno caldo per 13-15 minuti, avendo spolverato con dello zucchero grezzo. Lo spessore della sfoglia circa 7 mm.

P1010058.JPG

Dopo la cottura ho sfilato i cannoli con facilità dopo averli fatti raffreddare e li ho farciti con le due creme. Non hanno visto il domani.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Con questa ricetta con dedica

partecipo al

MTC n. 68

 

banner_sfidadelmesecannolo_68


Lascia un commento

Appuntamento col benessere per la GN dell’equilibrio in cucina. Un’insalata di miglio con ceci e zucchine per focalizzare.

Vi ripropongo questi “appunti” scritti tempo fa per un magazine ma sempre attuali e per questo motivo li condivido per il Calendario del Cibo Italiano nel giorno dedicato all’equilibrio.

L’attività fisica è fondamentale per mantenersi in forma. Il segreto la costanza unita alla moderazione: se siete agli inizi, brucerete pochi grassi, ma vi basteranno quattro settimane e potrete smaltire una quantità fino a cinquanta volte superiore a quella iniziale, non disperate.

Col tempo di allenamento, aumenteranno gli enzimi che demoliscono il nostro grasso, vedremo così sviluppare la massa magra, che potrete far misurare con un semplice test bioimpedenziometrico, rivolgendovi a un professionista della nutrizione.

Correre mezz’ora alla settimana serve a ben poco, ahimé. D’altra parte anche i maratoneti veri e propri, con i loro 120 km a settimana, vanno incontro a qualche rischio, sottoponendo a dura prova il proprio sistema immunitario.

Il corretto approccio è quello che sta nel mezzo, in medio stat virtus. Bisogna programmare la propria attività fisica in maniera calibrata, senza sforzi eccessivi e scegliendo un lavoro vario e leggero, alternando dunque nuoto a tennis, jogging e bicicletta con un’andatura moderata. Meglio prediligere dunque le attività fisiche più dolci, a cui si può aggiungere la ginnastica a corpo libero, l’escursionismo e alcune arti marziali, come il Tai Chi Chuan.

Personalmente amo il Pilates, di cui ho potuto apprezzare i benefici effetti a lungo termine, al pari dello yoga: questa disciplina equilibra mente e corpo in profondità e tonifica molto bene la zona lombare. Ricordate di allenarvi almeno 30 minuti ogni due giorni, prestando attenzione a come il vostro corpo risponde e al modo in cui respirate, ottimizzando al massimo le qualità ossigenanti dell’attività fisica che avete scelto.

L’obiettivo che da qualche anno il nostro Ministero della Salute auspica sono i famosi diecimila passi giornalieri, che si possono misurare con i contapassi, piccoli misuratori della distanza giornaliera percorsa, di facile reperibilità e basso costo. Non sono necessari, ma aiutano a creare consapevolezza sul nostro stile di vita.

La sedentarietà non aiuta il nostro benessere, mentre la regolarità nel movimento protegge sia il nostro cuore che il nostro sistema immunitario, rafforzando entrambi, i nostri muscoli riacquistano tono e vigore, ci liberiamo dell’adrenalina accumulata nel corso della giornata.

Le donne che si allenano almeno mezz’ora al giorno per quattro giorni a settimana- semplicemente camminando- riducono, ad esempio, il rischio di infarto.

Chi fa sport non deve saltare i pasti e deve mangiare due ore prima e trenta/sessanta minuti successivi lo sforzo fisico, prediligendo alimenti leggeri ma energetici, aumentando l’apporto di frutta a circa ½ kg. Le verdure sono utili per reintegrare i sali minerali persi in allenamento, e a rifornire di antiossidanti.

 

Per 4 persone

200 g di miglio, 400 ml di acqua, 1 zucchina, 230 g di ceci già cotti, 1/2 cipolla bianca, 200 g di pomodori, 4 cucchiai di olio evo, sale qb.

  1. Bagnare il miglio, scolare l’acqua in eccesso e tostarlo per qualche minuto. Aggiungere l’acqua calda e già salata, lasciando cuocere a fiamma bassa per almeno 20 minuti. A cottura ultimata, sgranare con una forchetta e condire con un po’ di olio.
  2. Mentre il miglio cuoce, lavare le zucchine, tagliarle a cubetti, tritare la cipolla, farla imbiondire nell’olio rimasto, aggiungere le zucchine e lasciar cuocere a fiamma bassa, aggiustando di sale.
  3. Lavare e tagliare i pomodori, infine condire il miglio con questi ultimi, le zucchine e i ceci. Aromatizzare a piacere. Servire calda oppure fredda.

 

 

 

 

 

 


4 commenti

Ed è subito crêpe… anzi banh xeo!

“Signora, per caso si tratta di un libro di moda?” (…)“E’ un libro di cucina!” – rispondo inorridita al commesso fighetto di una libreria che offre panini e piatti tipici, accompagnati da vini e fiumi di birra…

Ad ogni modo, ce l’ho fatta! A pochissimi giorni dal lancio del libro, una preziosissima copia era già nelle mie grinfie mani di provetta cuoca. Sfogliato più e più volte, ogni volta sembrava essere la prima. I particolari non finiscono mai, ogni volta questo libro si chiude lasciandomi sempre qualcosa di nuovo, una ricetta o un suggerimento che fanno la differenza. I testi introduttivi con richiami alla storia di un piatto, piuttosto che il richiamo ad un luogo geografico, o ritrovare le ricette dei foodbloggers che segui di più, come anche scoprirne di nuovi e riconoscerti in una Community, sono tutte cose che non hanno prezzo. Immaginare i retroscena leggendo la pagina dei ringraziamenti, sognare di esserci stata anche tu: potere della scrittura, o forse potere della Van Pelt, la mente di tutto ciò.

 

CRÊPE IS THE NEW BLACK è questo, ma anche molto di più. E’ un prodotto editoriale che ha molte cose da dire, come ad esempio “IL Razzismo è una brutta storia”  e tante cose da fare per i ragazzi della Piazza dei Mestieri  a cui è destinato il ricavo delle vendite. Il giro del mondo in 45 crêpes ci aspetta tutti, io son già partita per il Vietnam, in barba alle vacanze last minute del marito… e vi propongo i Banh Xeo “eredità francese dal gusto autoctono” cit.

 

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

 

La ricetta è di Lidia Mattiazzi  del blog thespicynote.it  che, spero, perdonerà la mia inesperienza, e che troverete a pag 91 del libro! Può essere realizzata a mo’ di crêpe oppure, come ho fatto io, a omelette e servita con tanto verde attorno (erba cipollina, germogli, lattuga, menta e basilico tailandese, coriandolo)… Non è stato facile scegliere una ricetta, mi sono lasciata convincere dal fatto che fosse già impostata senza glutine e poi onestamente non ho saputo resistere all’abbinamento dei funghi coi gamberetti, lo confesso.

By the way… queste ricette sono tutte da provare , ora scatenate le ricerche e correte ad approvvigionarvi del prezioso testo, su su che è buono e bello 😉

INGREDIENTI

Per la pastella

200 g farina di riso

200 ml di latte di cocco

200-250 ml di acqua

1-2 cucchiaini di curcuma

1 cucchiaino di sale

 

Per il ripieno

1 cipolla piccola

75 g funghi shitake (o champignon)

250 g di gamberi

erba cipollina fresca

germogli di soia, foglie di coriandolo fresco, di menta, di basilico tailandese e di lattuga per guarnire

sale

olio di semi per friggere

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

banner_summer-300x171


1 Commento

Bianco Mangiare, il lato dolce del Medioevo sul Calendario del Cibo Italiano

Oggi vi parlo di un dolce attualissimo, viste le restrizioni alimentari sempre più frequenti rispetto al glutine, il lattosio e le uova. Il Bianco Mangiare è il dolce giusto per tutti, fatto solo di latte vegetale, amido e una piccola quantità di zucchero bianco, che le persone diabetiche potrebbero facilmente sostituire con la polvere di Stevia.

Ne parla anche Artusi, riportandolo nel suo libro più noto, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, dove propone l’utilizzo della colla di pesce. Io vi propongo una versione ispirata al Ricettario Salentino, Cucina Salentina di L. Congedo, dove ho anche trovato la ricetta del latte di mandorle fatto in casa; bisogna partire proprio da qui per realizzare questo dolce delizioso. Seguitemi e non dimenticate di visitare il sito del Calendario, dove troverete notizie e ricette a bizzeffe, in occasione della Giornata Nazionale dedicata a questo dessert.

Latte di mandorle

Ingredienti

100 g di mandorle già pelate

350 ml di acqua calda

un canovaccio di lino grezzo

Con un robot da cucina sminuzzare le mandorle il più possibile e raccoglierle dentro un canovaccio di lino grezzo, annodando con un po’ di spago. Lasciare in infusione in acqua per 4-6 ore e successivamente spremere un paio di volte per far fuoriuscire il latte del tutto.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Bianco Mangiare

Ingredienti per 4 persone

300 ml di latte di mandorle

1 cucchiaio di amido di mais o tapioca

50 g di zucchero semolato

buccia di limone

polvere di cannella qb

Stemperare l’amido nel latte di mandorla su fuoco basso e aggiungere lo zucchero, mescolando di tanto in tanto per evitare che si attacchi al fondo della pentola. Quando si sarà addensato, si può servire in ciotola oppure lasciato raffreddare si può sformare. Il dolce si completa con della buccia di limone  e della polvere di cannella, ma può essere accompagnato anche da briciole di meringa alla liquirizia o altro abbinamento, insomma un po’ come vi piace. Io l’ho decorato con della granella di mandorle che avevo messo da parte. Vi garantisco che questo dolce sarà l’unico ricordo del menu che lo ha preceduto, ottimo come dopocena!

logocommunity


2 commenti

Un Pasticciotto per tutti!

Oggi sono particolarmente emozionata per il fatto che il Calendario del Cibo Italiano renda omaggio ad un tipico dolce salentino dedicandogli una intera giornata, la GN del Pasticciotto Leccese

Così ho avuto l’onore di contribuire personalmente all’evento con il contributo che potrete leggere sul sito di questo meraviglioso progetto dell’MTC.

Non poteva però mancare, in abbinamento all’originale/tradizionale, anche una versione gluten free, che vi propongo oggi qui sul mio blog. Che sia nato a Lecce o giù di lì, il Pasticciotto ci fa sentire a casa nostra, ancora oggi. Non si tratta semplicemente di una ricetta, ma di un vero e proprio segno distintivo per il nostro palato. Immancabile nelle colazioni al bar, in spiaggia, nelle ricorrenze…un vassoio di pasticciotti si regala per amicizia, in segno di gratitudine o anche senza un preciso motivo se non quello della gioia della condivisione. E se di condivisione si parla, è giusto che tutti abbiano le stesse possibilità di acceso. E’ per questo motivo che ho voluto provare a realizzare in casa un pasticciotto senza glutine (anzi, più di uno) ed il risultato è davvero rassicurante (per le mie ansie di mamma gluten free). Provare per credere!!!

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

 

 

Per la pasta frolla:

250 g di farina per dolci senza glutine

125 g di strutto 

125 g di zucchero semolato

80 g uova

ammoniaca per dolci (la punta di un cucchiaino)

La scorza di un limone grattugiata sottilmente.

Per la crema pasticciera del ripieno:

500 ml di latte intero

4 tuorli

150 g di zucchero semolato

40 g di amido di mais

1 bacca di vaniglia

Per la lucidatura:

1 tuorlo sbattuto con un cucchiaio di latte

Come fare.

  • Per prima cosa preparate la crema che dovrà essere ben fredda per confezionare i Pasticciotti. Portate il latte ad ebollizione in una casseruola con fondo spesso, insieme alla scorza di limone o la vaniglia (a piacimento) quindi spegnete il fuoco e lasciate in infusione almeno 1 ora.
  • Sbattete bene le uova e lo zucchero miscelato alla farina fino a che non saranno pallide e gonfie. Rompete la crema con un paio di cucchiai del latte intiepidito ed mescolate con una forchetta. Accendete il fuoco sotto il latte e versatevi il composto di uova e zucchero quindi con una frusta, mantenendo la fiamma bassa, non smettete di mescolare. Quando la crema comincerà a sobbollire, controllate la densità preferita e spegnete senza superare i 3/4 minuti dall’inizio dell’ebollizione, per non rischiare di stracciarla. Una volta pronta, versatela velocemente in una ciotola di metallo. Appoggiate la ciotola in una ciotola più grande, dove avrete messo acqua e ghiaccio e cercate di raffreddare velocemente la crema mescolandola con la frusta. Quando sarà intiepidita, copritela con una pellicola trasparente a contatto, per evitare che si formi la “pellicina” e riponetela al fresco fino all’utilizzo.
  • Disponete la farina a fontana, mettendo al centro lo zucchero, lo strutto, le uova e gli aromi. Amalgamate tutti gli ingredienti con una forchetta senza intaccare la farina. Fatto questo, portate la farina sopra gli ingredienti umidi e lavorate il tutto velocemente cercando di non farlo riscaldare. Otterrete una pasta liscia ed omogenea. Fatela riposare in frigo almeno per un’ora o se preferite per tutta la notte (poi ricordatevi di toglierla almeno mezz’ora prima di lavorarla).
  • Imburra gli stampi per Pasticciotto e metteteli in frigo.
  • Su una spianatoia stendete con un matterello la pasta allo spessore di 3 o 4 mm.  Tagliatene dei pezzi sufficientemente grandi per riempire lo stampo e fuoriuscire dai bordi (vedi foto). Appiattite bene la pasta all’interno dello stampo quindi riempitelo con la crema fredda. Con un altro pezzetto di frolla, richiudete la crema e schiacciate la pasta lungo i bordi tagliandola delicatamente con le dita. Esercitate una pressione con le dita tutto intorno ai bordi e vedrete formarsi la caratteristica cupoletta.
  • Sbattete il tuorlo con il latte e spennellate bene il coperchio. Procedete alla stessa maniera fino alla fine degli ingredienti. Una volta pronti, mettete gli stampi in frigo per almeno mezz’ora, in modo da raffreddare ulteriormente la crema ed evitare che fuoriesca in cottura.
  • Mettete gli stampini in forno preriscaldato a 220°. La friabilità finale è data anche dalla cottura veloce ad alta temperatura. Dovranno cuocere dai 7 ai 10 minuti, dipende da forno a forno. Controllate il colore, che deve essere ambrato e lucido.
  • Una volta pronti, toglieteli e sformateli subito facendoli raffreddare su una griglia. Gustateli ancora tiepidi perché sono perfetti così!

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

logocommunity

 


10 commenti

Torta di vino e miele per la GN delle torte da credenza

Oggi parliamo di torte da credenza, e chi più ne a più ne metta (sottochiave)…l’occasione è data dal Calendario del Cibo Italiano, un progetto che è decollato e non lo ferma più nessuno!! e al quale, anche in questo mese di Maggio, avrò l’onore di contribuire, nel mio piccolo.

logocommunity

La primavera inizia a contagiare con la sua voglia di luce, profumi e colori, fiori e frutti. Buttiamoci a capofitto in questa frizzante atmosfera. Sul sito troverete idee bellissime per le vostre torte senza crema. Se vi va, provate questa qui sotto, liberamente ispirata ad una ricetta del NYT, ma italianissima nella versione che vi propongo,e, in più, è senza glutine, perciò possono mangiarla proprio tutti.

IMG_9934

Ingredienti

400 g di preparato* per dolci senza glutine

2 g di polvere di zenzero

2 g di cannella

3 uova grandi

200 g di Olio e.v.o. km 0

250 g di Miele biologico di Acacia

150 g di Vino rosso secco

4 Susine rosse ben mature  per decorare

Foglioline di mentuccia o timo

+Miele d’acacia bio q.b. per far macerare la frutta

 

*contenente lievito, sale e zucchero.

Come realizzarla

  • Pre riscaldare il forno a 180 °C; imburrare e infarinare lo stampo.
  • In una ciotola capiente,unire la farina con le spezie;
  • In un’altra ciotola lavorare bene le tre uova con una frusta,aggiungere olio,miele e vino. Mescolare e versare sugli ingredienti secchi, lavorando fino ad ottenere un impasto omogeneo.
  • Versare nello stampo imburrato e cuocere per circa 45-50 minuti. Ultimata la cottura, trasferire su una teglia e lasciare raffreddare per almeno 20 minuti, prima di togliere dallo stampo.
  • Nel frattempo, lavare e affettare la frutta, trasferirla in una terrina e mescolarla con del miele  e delle foglioline di menta (oppure timo).Lasciare macerare almeno 30 minuti. Servire la torta con questa frutta.

 

 

CCI_05Maggio (1)