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Avventure di una mamma blogger


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Ed è subito crêpe… anzi banh xeo!

“Signora, per caso si tratta di un libro di moda?” (…)“E’ un libro di cucina!” – rispondo inorridita al commesso fighetto di una libreria che offre panini e piatti tipici, accompagnati da vini e fiumi di birra…

Ad ogni modo, ce l’ho fatta! A pochissimi giorni dal lancio del libro, una preziosissima copia era già nelle mie grinfie mani di provetta cuoca. Sfogliato più e più volte, ogni volta sembrava essere la prima. I particolari non finiscono mai, ogni volta questo libro si chiude lasciandomi sempre qualcosa di nuovo, una ricetta o un suggerimento che fanno la differenza. I testi introduttivi con richiami alla storia di un piatto, piuttosto che il richiamo ad un luogo geografico, o ritrovare le ricette dei foodbloggers che segui di più, come anche scoprirne di nuovi e riconoscerti in una Community, sono tutte cose che non hanno prezzo. Immaginare i retroscena leggendo la pagina dei ringraziamenti, sognare di esserci stata anche tu: potere della scrittura, o forse potere della Van Pelt, la mente di tutto ciò.

 

CRÊPE IS THE NEW BLACK è questo, ma anche molto di più. E’ un prodotto editoriale che ha molte cose da dire, come ad esempio “IL Razzismo è una brutta storia”  e tante cose da fare per i ragazzi della Piazza dei Mestieri  a cui è destinato il ricavo delle vendite. Il giro del mondo in 45 crêpes ci aspetta tutti, io son già partita per il Vietnam, in barba alle vacanze last minute del marito… e vi propongo i Banh Xeo “eredità francese dal gusto autoctono” cit.

 

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La ricetta è di Lidia Mattiazzi  del blog thespicynote.it  che, spero, perdonerà la mia inesperienza, e che troverete a pag 91 del libro! Può essere realizzata a mo’ di crêpe oppure, come ho fatto io, a omelette e servita con tanto verde attorno (erba cipollina, germogli, lattuga, menta e basilico tailandese, coriandolo)… Non è stato facile scegliere una ricetta, mi sono lasciata convincere dal fatto che fosse già impostata senza glutine e poi onestamente non ho saputo resistere all’abbinamento dei funghi coi gamberetti, lo confesso.

By the way… queste ricette sono tutte da provare , ora scatenate le ricerche e correte ad approvvigionarvi del prezioso testo, su su che è buono e bello 😉

INGREDIENTI

Per la pastella

200 g farina di riso

200 ml di latte di cocco

200-250 ml di acqua

1-2 cucchiaini di curcuma

1 cucchiaino di sale

 

Per il ripieno

1 cipolla piccola

75 g funghi shitake (o champignon)

250 g di gamberi

erba cipollina fresca

germogli di soia, foglie di coriandolo fresco, di menta, di basilico tailandese e di lattuga per guarnire

sale

olio di semi per friggere

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Bianco Mangiare, il lato dolce del Medioevo sul Calendario del Cibo Italiano

Oggi vi parlo di un dolce attualissimo, viste le restrizioni alimentari sempre più frequenti rispetto al glutine, il lattosio e le uova. Il Bianco Mangiare è il dolce giusto per tutti, fatto solo di latte vegetale, amido e una piccola quantità di zucchero bianco, che le persone diabetiche potrebbero facilmente sostituire con la polvere di Stevia.

Ne parla anche Artusi, riportandolo nel suo libro più noto, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, dove propone l’utilizzo della colla di pesce. Io vi propongo una versione ispirata al Ricettario Salentino, Cucina Salentina di L. Congedo, dove ho anche trovato la ricetta del latte di mandorle fatto in casa; bisogna partire proprio da qui per realizzare questo dolce delizioso. Seguitemi e non dimenticate di visitare il sito del Calendario, dove troverete notizie e ricette a bizzeffe, in occasione della Giornata Nazionale dedicata a questo dessert.

Latte di mandorle

Ingredienti

100 g di mandorle già pelate

350 ml di acqua calda

un canovaccio di lino grezzo

Con un robot da cucina sminuzzare le mandorle il più possibile e raccoglierle dentro un canovaccio di lino grezzo, annodando con un po’ di spago. Lasciare in infusione in acqua per 4-6 ore e successivamente spremere un paio di volte per far fuoriuscire il latte del tutto.

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Bianco Mangiare

Ingredienti per 4 persone

300 ml di latte di mandorle

1 cucchiaio di amido di mais o tapioca

50 g di zucchero semolato

buccia di limone

polvere di cannella qb

Stemperare l’amido nel latte di mandorla su fuoco basso e aggiungere lo zucchero, mescolando di tanto in tanto per evitare che si attacchi al fondo della pentola. Quando si sarà addensato, si può servire in ciotola oppure lasciato raffreddare si può sformare. Il dolce si completa con della buccia di limone  e della polvere di cannella, ma può essere accompagnato anche da briciole di meringa alla liquirizia o altro abbinamento, insomma un po’ come vi piace. Io l’ho decorato con della granella di mandorle che avevo messo da parte. Vi garantisco che questo dolce sarà l’unico ricordo del menu che lo ha preceduto, ottimo come dopocena!

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Un Pasticciotto per tutti!

Oggi sono particolarmente emozionata per il fatto che il Calendario del Cibo Italiano renda omaggio ad un tipico dolce salentino dedicandogli una intera giornata, la GN del Pasticciotto Leccese

Così ho avuto l’onore di contribuire personalmente all’evento con il contributo che potrete leggere sul sito di questo meraviglioso progetto dell’MTC.

Non poteva però mancare, in abbinamento all’originale/tradizionale, anche una versione gluten free, che vi propongo oggi qui sul mio blog. Che sia nato a Lecce o giù di lì, il Pasticciotto ci fa sentire a casa nostra, ancora oggi. Non si tratta semplicemente di una ricetta, ma di un vero e proprio segno distintivo per il nostro palato. Immancabile nelle colazioni al bar, in spiaggia, nelle ricorrenze…un vassoio di pasticciotti si regala per amicizia, in segno di gratitudine o anche senza un preciso motivo se non quello della gioia della condivisione. E se di condivisione si parla, è giusto che tutti abbiano le stesse possibilità di acceso. E’ per questo motivo che ho voluto provare a realizzare in casa un pasticciotto senza glutine (anzi, più di uno) ed il risultato è davvero rassicurante (per le mie ansie di mamma gluten free). Provare per credere!!!

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Per la pasta frolla:

250 g di farina per dolci senza glutine

125 g di strutto 

125 g di zucchero semolato

80 g uova

ammoniaca per dolci (la punta di un cucchiaino)

La scorza di un limone grattugiata sottilmente.

Per la crema pasticciera del ripieno:

500 ml di latte intero

4 tuorli

150 g di zucchero semolato

40 g di amido di mais

1 bacca di vaniglia

Per la lucidatura:

1 tuorlo sbattuto con un cucchiaio di latte

Come fare.

  • Per prima cosa preparate la crema che dovrà essere ben fredda per confezionare i Pasticciotti. Portate il latte ad ebollizione in una casseruola con fondo spesso, insieme alla scorza di limone o la vaniglia (a piacimento) quindi spegnete il fuoco e lasciate in infusione almeno 1 ora.
  • Sbattete bene le uova e lo zucchero miscelato alla farina fino a che non saranno pallide e gonfie. Rompete la crema con un paio di cucchiai del latte intiepidito ed mescolate con una forchetta. Accendete il fuoco sotto il latte e versatevi il composto di uova e zucchero quindi con una frusta, mantenendo la fiamma bassa, non smettete di mescolare. Quando la crema comincerà a sobbollire, controllate la densità preferita e spegnete senza superare i 3/4 minuti dall’inizio dell’ebollizione, per non rischiare di stracciarla. Una volta pronta, versatela velocemente in una ciotola di metallo. Appoggiate la ciotola in una ciotola più grande, dove avrete messo acqua e ghiaccio e cercate di raffreddare velocemente la crema mescolandola con la frusta. Quando sarà intiepidita, copritela con una pellicola trasparente a contatto, per evitare che si formi la “pellicina” e riponetela al fresco fino all’utilizzo.
  • Disponete la farina a fontana, mettendo al centro lo zucchero, lo strutto, le uova e gli aromi. Amalgamate tutti gli ingredienti con una forchetta senza intaccare la farina. Fatto questo, portate la farina sopra gli ingredienti umidi e lavorate il tutto velocemente cercando di non farlo riscaldare. Otterrete una pasta liscia ed omogenea. Fatela riposare in frigo almeno per un’ora o se preferite per tutta la notte (poi ricordatevi di toglierla almeno mezz’ora prima di lavorarla).
  • Imburra gli stampi per Pasticciotto e metteteli in frigo.
  • Su una spianatoia stendete con un matterello la pasta allo spessore di 3 o 4 mm.  Tagliatene dei pezzi sufficientemente grandi per riempire lo stampo e fuoriuscire dai bordi (vedi foto). Appiattite bene la pasta all’interno dello stampo quindi riempitelo con la crema fredda. Con un altro pezzetto di frolla, richiudete la crema e schiacciate la pasta lungo i bordi tagliandola delicatamente con le dita. Esercitate una pressione con le dita tutto intorno ai bordi e vedrete formarsi la caratteristica cupoletta.
  • Sbattete il tuorlo con il latte e spennellate bene il coperchio. Procedete alla stessa maniera fino alla fine degli ingredienti. Una volta pronti, mettete gli stampi in frigo per almeno mezz’ora, in modo da raffreddare ulteriormente la crema ed evitare che fuoriesca in cottura.
  • Mettete gli stampini in forno preriscaldato a 220°. La friabilità finale è data anche dalla cottura veloce ad alta temperatura. Dovranno cuocere dai 7 ai 10 minuti, dipende da forno a forno. Controllate il colore, che deve essere ambrato e lucido.
  • Una volta pronti, toglieteli e sformateli subito facendoli raffreddare su una griglia. Gustateli ancora tiepidi perché sono perfetti così!

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Torta di vino e miele per la GN delle torte da credenza

Oggi parliamo di torte da credenza, e chi più ne a più ne metta (sottochiave)…l’occasione è data dal Calendario del Cibo Italiano, un progetto che è decollato e non lo ferma più nessuno!! e al quale, anche in questo mese di Maggio, avrò l’onore di contribuire, nel mio piccolo.

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La primavera inizia a contagiare con la sua voglia di luce, profumi e colori, fiori e frutti. Buttiamoci a capofitto in questa frizzante atmosfera. Sul sito troverete idee bellissime per le vostre torte senza crema. Se vi va, provate questa qui sotto, liberamente ispirata ad una ricetta del NYT, ma italianissima nella versione che vi propongo,e, in più, è senza glutine, perciò possono mangiarla proprio tutti.

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Ingredienti

400 g di preparato* per dolci senza glutine

2 g di polvere di zenzero

2 g di cannella

3 uova grandi

200 g di Olio e.v.o. km 0

250 g di Miele biologico di Acacia

150 g di Vino rosso secco

4 Susine rosse ben mature  per decorare

Foglioline di mentuccia o timo

+Miele d’acacia bio q.b. per far macerare la frutta

 

*contenente lievito, sale e zucchero.

Come realizzarla

  • Pre riscaldare il forno a 180 °C; imburrare e infarinare lo stampo.
  • In una ciotola capiente,unire la farina con le spezie;
  • In un’altra ciotola lavorare bene le tre uova con una frusta,aggiungere olio,miele e vino. Mescolare e versare sugli ingredienti secchi, lavorando fino ad ottenere un impasto omogeneo.
  • Versare nello stampo imburrato e cuocere per circa 45-50 minuti. Ultimata la cottura, trasferire su una teglia e lasciare raffreddare per almeno 20 minuti, prima di togliere dallo stampo.
  • Nel frattempo, lavare e affettare la frutta, trasferirla in una terrina e mescolarla con del miele  e delle foglioline di menta (oppure timo).Lasciare macerare almeno 30 minuti. Servire la torta con questa frutta.

 

 

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Il sartù è servito. Con esperimento in appendice.

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 Aleeeeeèè Oh-OOOOOOh Aleeeeèè OOh-OOOOOh. Ho sformato un vero sartù di riso e non potete immaginare la gioia!!Neanche fossi allo stadio, stamattina. Quando mai. E’ l’appuntamento mensile con la mia scuola di cucina, oggi tutti a lezione da Marina!

Antefatto. Il maritino pensava di  scombinare i programmi, improvvisandosi imbianchino durante le vacanze di Pasqua…ma questo non potrà  mai accadere,se fai parte dell’MTC. Hai sempre una ricetta nuova da provare, e che ricetta.

Si, è vero. Sgomento iniziale. Mai visto, mai mangiato un sartù napoletano. E allora? Tu che l’estate prepari la salsa di pomodoro e ne hai ancora due bottiglie proprio lì, dove tuo marito ha allestito i suoi lavori … un sartù rosso sta per essere architettato.

 

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Eccole in cima alla scaletta dei lavori, <presto fai una foto e scappa in cucina a fare il sugo di pomodoro alle carote!! Poi te lo dico a cosa ti servirà!> -parlava la vocina di Marina, che intanto era in giro per la Calabria, e noialtri a sgobbare in cucina.

Te possino!!

-Procurati della buona polpa di manzo, dei pisellini freschi, dei funghi e lascia perdere Foodpairing che non hai molto tempo!! Mettici,piuttosto, la caciottina che tieni sempre a portata di mano, il Gruviera sarà per la prossima volta!!- insisteva la vocina.

Per il sugo di pomodoro alle carote

2 grosse carote

1 scalogno intero

3/4 l di salsa di pomodoro fatta in casa (edizione 2016)

5 cucchiai olio evo bio

sale qb

Preparate un battuto di carote e in una pentola dal fondo spesso fate andare uno scalogno lasciato intero, ad imbiondire nell’olio. Aggiungete le carote e dopo qualche minuto versate la salsa di pomodoro, che deve essere di ottima qualità. (Io ho attinto alla mia riserva aurea, che è agli sgoccioli…)

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Per le polpette di manzo

150 g di polpa di manzo macinata

1/2 uovo sbattuto

prezzemolo

parmigiano qb

pangrattato senza glutine qb

sale qb

500 ml olio di semi di arachidi per friggere

Impastate tutto velocemente, formando delle polpettine. Portate l’olio a temperatura e friggetele. Riponetele in un piatto con della carta assorbente e tenetele da parte.

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Per il ripieno

150 g di piselli freschi

250 g di funghi misti

60 g caciotta mista a dadini

1 mestolo di sugo di pomodoro alle carote

1 spicchio d’aglio in camicia

vino bianco qb

olio evo da agricoltura biologica

sale qb

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Mix di Pleurotus ostreatus,Agaricus bisporas, Shiitake,Nameko e Porcini

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foto come da regolamento

Fate andare l’aglio in camicia in poco olio. Aggiungete i piselli freschi e, dopo qualche minuto, aggiungete il misto di funghi. Regolate di sale e lasciate cuocere, dopo aver fatto evaporare l’alcol del vino bianco. A cottura ultimata, filtrate l’acqua  ottenuta e mettete tutto da parte.

Per il riso in rosso

350 g di riso parboiled

1,2 l di acqua

2 mestoli di sugo di pomodoro alle carote

sale qb

3 uova fresche

parmigiano qb

burro e pan grattato per lo stampo*

Portare a ebollizione l’acqua con un po’ di sugo al pomodoro, regolando di sale. Versate il riso a pioggia e cuocete almeno 10 minuti – diciamo per i 3/4. Mettete il riso a raffreddare e poi iniziate ad aggiungere un uovo alla volta con un po’ di parmigiano.

*Ho usato uno stampo tondo in pyrex di diametro 14 cm e h8 cm. E’ stato molto utile imburrare per bene lo stampo, ripassarlo con del pan grattato (per me senza glutine) e tenerlo in frigo una mezzora. E’ un metodo che consiglio, ma non l’ho inventato io. E’ del doc Meyers del neo blog The Doctor is in the Kitchen

Quando è tutto pronto, iniziate a costruire il guscio di riso con l’aiuto di un cucchiaio. Se la consistenza del vostro impasto è quella giusta, non avrete nessuna difficoltà. Poi versate il ripieno, iniziando con le polpettine. Prima di richiudere il guscio, mettete un po’ di sugo di pomodoro. Infornate a 180°C per 30 minuti. Prima di sformare il sartù, fatelo raffreddare bene ed eseguite l’operazione con l’aiuto di una grossa spatola in silicone. A me è andato tutto liscio!! -stranamente 😉

Servite con una salsa. Se volete, potete usare la mia, aromatizzata ai funghi.

 Salsa al pomodoro e funghi

150 ml acqua di cottura dei funghi filtrata

200 ml sugo di pomodoro e carote

1 cucchiaio amido di tapioca

sale qb

Con questa ricetta

partecipo al MTC n. 65 Il Sartù

Esperimento in appendice e fuori gara

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Inizialmente avevo pensato di realizzare un finto sartù, di risino che vedete in foto…ma poi ho pensato: chi me lo fa fare? Ad ogni modo, avendo avuto questa curiosità ho approfittato dell’occasione e ho testato la cottura di questo riso di konjac, la farina a zero carboidrati. Posso dirvi che la resa è quattro volte il peso secco e la consistenza piuttosto collosa. Ma sulla tenuta, questo esperimento è da portare avanti, magari ..nelle prossime puntate.

Arrivederci.


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(My) Family Tapas. Tris mediterraneo di terra e di mare per l’MTC 60.

 

 

L’Autunno avanza dove vuole o dove capita, ma qui tarda ad arrivare, confondendo ritmi circadiani e guardaroba improbabili. Lo capisci osservando i piedi, che non mentono mai. Taluni coperti e costretti dentro prematuri stivaletti, altri ancora gaudenti della manciata di ossigeno ed esposti in sandali colorati di ricordi estivi. E le mezze stagioni non esistono più. Per i disturbi del sonno, invece, Passiflora ed Escolzia, insieme a Melissa e Biancospino, saranno un buon rimedio. Il Miglio gioverà alla chioma, magari mixato al Capelvenere. Tutto buono quel che nasce dalla terra, per non parlare dei doni dell’Oceano-mare.

Oggi sono entrata in cucina con questi pensieri, ma c’è un motivo. C’è una puntualità in tutto questo disordine. E’ l’MTC, il numero 60! E c’è lei, la vincitrice della scorsa edizione, Mai. Già, non vi ho ancora detto la ricetta della sfida … perché non è solo una ricetta, ma ben tre, e devono quantomeno avere un tema di fondo. E’ stato questo il (mio) problema. Il tema. Tra i tanti possibili, non me ne piaceva nessuno. Le tre ricette dovevano esser rappresentate nei tre “modi” diversi in cui si preparano le tapas, tapa da mangiare con le posate, pincho da servire con lo stuzzicadenti e montadito da servire su del pane o succedanei. Facile? Per niente. Ma quando il gioco si fa duro, si sa… ci si butta.

Ad ogni modo, pian pianino, si è fatta avanti l’idea di fondo, Noi. Noi tre, la nostra famiglia. Ho scelto un piatto per ognuno, che avesse in sé qualcosa di noi (Taranto per mio marito, delle lumachine “fuori stagione” per il mio “fastidioso” autunno, e la frisellina senza glutine per il nostro ometto, scorza dura e cuore tenero).

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F O R – H I M:”Tapas” Cozze tarantine gratin senza glutine

500 g di cozze tarantine

aglio q.b.

prezzemolo q.b.

acqua di cottura filtrata

50 g di Parmigiano grattugiato

100 g di pan grattato senza glutine

Lavare e pulire bene le cozze con l’aiuto di una retina in acciaio. Farle aprire su fuoco lento, mettere da parte l’acqua fuoriuscita e staccare il guscio in più. Fare un battuto d’aglio e prezzemolo e aggiungere l’acqua precedentemente messa da parte e filtrata. Aggiungere il formaggio e il pangrattato. Riempire le cozze ad una ad una e stendere su una teglia rivestita con carta da forno. Infornare a 165 °C per almeno 10 minuti. Servire calde.

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F O R-H E R : “Pincho” Lumache all’alloro

500 g di lumache

1 cipolla

tre foglie di alloro secco

olio evo

pepe nero q.b. / origano

75 ml vino bianco o rosato

Lavare molto bene le lumache, privandole della loro “panna” e risciacquarle. Sbollentarle in acqua tiepida e trasferirle in una pentola dove avete fatto andare l’olio con la cipolla e l’alloro. Fatta imbiondire la cipolla, aggiungere le lumache, regolare di sale e aggiungere il pepe e/o l’origano (per me entrambi). Dopo averle fatte asciugare della schiumetta, versate il vino. Dopo almeno mezzora  di cottura, fate asciugare a fiamma viva e servite. Mangiare con l’aiuto dello stuzzicadenti, anche se per bon-ton bisognerebbe avere l’apposito strumento (mai pervenuto a casa mia).

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F O R-CHILDREN: “Montadito” Frisella senza glutine al pomodoro

200 g di mix senza glutine per circa 20 friselline

acqua q.b. (almeno 140 g)

pomodoro Piccadilly

olio evo

[Le friselle sono un nostro tipico pane secco, ma diffuso un po’ in tutta Italia. Abbiamo dovuto inventare una versione senza glutine, complice la nonna, quando è arrivata la diagnosi di celiachia a nostro figlio, ecco perché l’ho scelta per rappresentare lui nella nostra famiglia. Non so se esista un vero disciplinare, ma è una procedura che conosciamo bene].

L’impasto di acqua e farina ( g f per noi) deve avere di una certa consistenza per poter essere arrotolato su se stesso, non troppo molle! Le prepariamo in forno, ma a mezza cottura vanno “strozzate” con uno spago e rimesse a cuocere. Dosi e tempi sono davvero variabili, dipende da molteplici fattori. Il condimento è quello più adatto ad un bambino, il pomodoro fresco, l’olio evo e un pizzico di sale.

[Testo e food stylist S. Conte – Ph A. Longo]

 

Con questo tris

partecipo al MTC 60

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Gnocchi al pomodoro di patate rosse cotte al sale

L’Estate è fuggita in un battito di ciglia, lo sa bene anche il mio blog, rimasto a secco di nuovi post sino ad oggi. Lo sa bene anche lo scaffale dei libri delle vacanze, che quest’anno non è stato arricchito nella sezione adulti (ma quella bimbi, sì)… Le cose possono essere andate solo in due modi. Uno, non sono andata “in ferie”, perciò non ho comprato libri da leggere in vacanza. Due, sono andata in ferie leggendo solo i libri di fiabe e racconti del mio bimbetto, che ha iniziato l’ultimo anno delle materne proprio oggi …

La risposta esatta è la seconda. Ho preferito scegliere l’opzione numero due e vi dirò che è stata una bella sorpresa scoprire come siano cambiate, oggi, le storie per i bambini under sei, per lo meno quelle provenienti da inchiostro di oltre Manica …

Per carità, la letteratura non è il mio pane quotidiano e la formazione scientifica potrebbe suggerire tutt’altro, ma fortunatamente sono passati i tempi in cui bibliotecari distratti lascerebbero leggere Alla ricerca del tempo perduto (All’ombra delle fanciulle in fiore, credo) di M. Proust ad una bimbetta che non ha terminato neppure le Elementari, non dite? Altri tempi. La ricetta di oggi, invece, è adatta un po’ a tutti i palati e fa da contrappunto a qualsiasi zibaldone, racchiudendo nella sua apparente semplicità, tanta sostanza. Ma non ringraziate me, bensì la vincitrice dell’ultima edizione del Mtc,Annarita del blog Il bosco di alici, che ha proposto una supergalattica sfida sugli gnocchi. Andate a leggere tutti i suoi consigli su come fare i vostri gnocchi a regola d’arte. Di seguito troverete solo la mia interpretazione con variazioni sul tema, come sempre.

* *  *

Dopo essere state introdotte in Europa da Cristoforo Colombo, ed essere state coltivate in tantissimi Paesi del Vecchio Continente, le patate giunsero anche nell’orto incantato di mia zia, che quest’anno ne ha regalate di tutti i colori.. Gli gnocchi di oggi sono stati preparati con patate dalla buccia rossa cotte al sale. Un esperimento, forse, ma riuscito nel senso che, il mio problema con gli gnocchi, (oltre al fatto che quelli di carne ed ossa non mi hanno mai degnata di uno sguardo), è sempre stato la consistenza. Bollire le patate, infatti, è un’arma a doppio taglio, per quanto mi riguarda. Non azzecco mai i tempi di cottura, e l’acqua, come mezzo, ne cambia la “friabilità”. La cottura al sale, invece, ne ha rafforzato la tenuta, perciò l’effetto “gomma” ce lo siamo finalmente risparmiato. Il condimento, sinceramente, si presenta da solo. Conserva di pomodoro d’annata.

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Per 4 porzioni di gnocchi senza glutine:

  • 600 g di patate rosse cotte al sale
  • 150-200 g di amido di mais
  • sale fino ql

sale grosso per la cottura al forno >1kg

Procedimento

Dopo aver lavato le patate, asciugatele e scegliete una pirofila dai bordi piuttosto alti. Versate del sale grosso, creando un letto non troppo spesso. Adagiate le patate sul sale e ricopritele di altro sale.  Le patate dovranno riconoscersi appena. Infornate  in forno preriscaldato a 150°C per almeno 40 minuti. Appena cotte, noterete che del sale è rimasto attaccato alla buccia formando un guscio. Sarà molto facile sbucciarle. Schiacciatele bene e lavoratele su una spianatoia con della farina, che aggiungerete a poco a poco. Non dimenticate di aggiungere un po’ di sale fino. (io uso la farina senza glutine, ma queste lo saprete già). Formate un “panetto” e allungatene una estremità, come se fosse l’impasto dei maccheroni. Con un coltello, spezzate piccoli tratti di maccherone tutti uguali e create delle palline. Nella forma tradizionale gli gnocchi vengono rigati, io ho optato per una forma più “infantile” perché li preparo per il mio bimbo.

Nel frattempo fate bollire dell’acqua salata e iniziate a far cuocere gli gnocchi. Occorreranno pochi minuti, ve ne accorgerete perché saliranno a galla. Conditeli a piacere. Sono molto buoni al pesto di basilico, ai formaggi, al burro e salvia.

Io li ho conditi con della conserva di pomodoro fresca, fatta in casa quest’estate. Basterebbe scaldarla un po’, oppure cuocerla in un po’ di olio e cipolla.

Buon appetito.

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Con questa ricetta partecipo al MTC n 59

“Gli Gnocchi”