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Avventure di una mamma blogger


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Zucchine alla menta e basilico

La zucchina è un ortaggio molto versatile, anche grazie alle sue proprietà. Originaria dell’America Centrale, fu introdotta in Italia nel ‘500, quando iniziò a comparire anche in alcuni dipinti dell’epoca, quali La fruttivendola di V. Campi del 1580.

Si tratta di una specie monoica, che produce cioè sia fiori maschili che femminili sulla stessa pianta. La zucchina ha un bassissimo contenuto calorico, con un buon livello di sodio e potassio.

Oggi, in occasione della GN delle Zucchine, vi propongo una ricetta molto semplice, di facile esecuzione e vi ricordo che sul Calendario del Cibo Italiano troverete materiale a sufficienza per scatenare le vostre fantasie cuciniere a base di questo ortaggio!!

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per 4 persone

800 g di zucchine

8 foglie di menta

2 foglie di basilico

farina di riso q.b.

olio di arachidi per friggere

sale

pepe

Spuntate le zucchine, lavatele e asciugatele, quindi tagliatele a fette e cospargete di sale fino, lasciandole riposare per 30 minuti. Riasciugatele, infarinatele e friggetele in olio bollente; appena le vedrete dorate, mettetele su una carta assorbente, poi sul piatto dove vorrete servirle, non prima di averle condite con del sale, pepe e un trito di menta e basilico.

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Il Pasticciotto per il The Recipe-tionist

Concerto Alba in Jazz – “Dimmi che non vuoi morire”

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E’ sempre questo, puntualmente e alle stesse latitudini, il periodo dell’anno in cui la nostalgia dell’Estate si fa più forte. Sarà che sono nata in una terra fatta per il sole, sarà che quest’anno, dopo trent’anni, ha pure nevicato, e pochi giorni bianchi hanno paralizzato molte persone, disabituate al freddo. La reazione è quella di lasciarmi cullare dal pensiero della mia terra – il Salento- durante l’Estate e la stagione balneare, quando solitamente le famiglie si ri-uniscono, gli emigrati rientrano per le vacanze estive, nonni rivedono nipoti, riabbracciano figli e via dicendo. Non tutti abbiamo avuto il coraggio di lasciare questa terra. Io no. Ad esempio. Certo, non posso non riconoscere le “lacune” che provocano disservizi e imbarazzano turisti o scoraggiano imprenditori. A volte penso che sia tutta una “messa in scena” a difesa di se stessa, che la mia terra mette in atto – come se ne avesse facoltà- per affermare la sua voglia di libertà, quella libertà di appartenere solo al mare e al cielo. Siete tutti invitati, sia chiaro, ma nolenti o volenti ci lascerete  pezzo di cuore…perciò abbiatene rispetto.

2016-02-20

Stamattina ho aperto la cucina con questi pensieri, ma sono anche entrata nella cucina di Patty dove ho trovato, gironzolando qua e là, la ricetta del pasticciotto leccese. Pensavo di partecipare ad un gioco, invece ho avuto un tuffo al cuore…si per gioco, lo è e si chiama The Recipe-tionist di Flavia del blog Cuocicucidici – ma ti apre un mondo, anzi ti apre le cucine dei più bravi food blogger d’Italia, provare per credere.

Prima di lasciarvi la ricetta, vi confesso che non c’è leccese che abbia mai preparato il pasticciotto in casa, perché si mangia in piedi al bar di rito, tutte le mattine davanti ad un caffè fumante, ma secondo voi era un’occasione da lasciarsi sfuggire?

INGREDIENTI PER 8 PASTICCIOTTI

Per la pasta frolla:

250 g di farina 00* (per me senza glutine)

125 g di strutto *

125 g di zucchero semolato

80 g uova

ammoniaca per dolci (la punta di un cucchiaino) *

La scorza di un limone bio grattugiata sottilmente.

Per la crema pasticciera:

500 ml di latte intero

4 tuorli

150 g di zucchero semolato

40 g di amido di mais

La scorza di un limone bio o una bacca di vaniglia

Per la lucidatura:

1 tuorlo sbattuto con un cucchiaio di latte

*ingredienti da verificare per la presenza di glutine e aiutarsi con della carta forno.

  • Per prima cosa preparate la crema che dovrà essere ben fredda per confezionare i Pasticciotti. Portate il latte ad ebollizione in una casseruola con fondo spesso, insieme alla scorza di limone o la vaniglia (a piacimento) quindi spegnete il fuoco e lasciate in infusione almeno 1 ora.
  • Sbattete bene le uova e lo zucchero miscelato alla farina fino a che non saranno pallide e gonfie. Rompete la crema con un paio di cucchiai del latte intiepidito ed mescolate con una forchetta. Accendete il fuoco sotto il latte e versatevi il composto di uova e zucchero quindi con una frusta, mantenendo la fiamma bassa, non smettete di mescolare. Quando la crema comincerà a sobbollire, controllate la densità preferita e spegnete senza superare i 3/4 minuti dall’inizio dell’ebollizione, per non rischiare di stracciarla. Una volta pronta, versatela velocemente in una ciotola di metallo. Appoggiate la ciotola in una ciotola più grande, dove avrete messo acqua e ghiaccio e cercate di raffreddare velocemente la crema mescolandola con la frusta. Quando sarà intiepidita, copritela con una pellicola trasparente a contatto, per evitare che si formi la “pellicina” e riponetela al fresco fino all’utilizzo.
  • Disponete la farina a fontana, mettendo al centro lo zucchero, lo strutto, le uova e gli aromi. Amalgamate tutti gli ingredienti con una forchetta senza intaccare la farina. Fatto questo, portate la farina sopra gli ingredienti umidi e lavorate il tutto velocemente cercando di non farlo riscaldare. Otterrete una pasta liscia ed omogenea. Fatela riposare in frigo almeno per un’ora o se preferite per tutta la notte (poi ricordatevi di toglierla almeno mezz’ora prima di lavorarla).
  • Imburra gli stampi per Pasticciotto e metteteli in frigo.
  • Su una spianatoia stendete con un matterello la pasta allo spessore di 3 o 4 mm.  Tagliatene dei pezzi sufficientemente grandi per riempire lo stampo e fuoriuscire dai bordi (vedi foto). Appiattite bene la pasta all’interno dello stampo quindi riempitelo con la crema fredda. Con un altro pezzetto di frolla, richiudete la crema e schiacciate la pasta lungo i bordi tagliandola delicatamente con le dita. Esercitate una pressione con le dita tutto intorno ai bordi e vedrete formarsi la caratteristica cupoletta.
  • Sbattete il tuorlo con il latte e spennellate bene il coperchio. Procedete alla stessa maniera fino alla fine degli ingredienti. Una volta pronti, mettete gli stampi in frigo per almeno mezz’ora, in modo da raffreddare ulteriormente la crema ed evitare che fuoriesca in cottura.
  • Mettete gli stampini in forno preriscaldato a 220°. La friabilità finale è data anche dalla cottura veloce ad alta temperatura. Dovranno cuocere dai 7 ai 10 minuti, dipende da forno a forno. Controllate il colore, che deve essere ambrato e lucido.
  • Una volta pronti, toglieteli e sformateli subito facendoli raffreddare su una griglia. Gustateli ancora tiepidi perché sono perfetti così!

Non prendete d’esempio i miei, che sono purtroppo senza glutine e son venuti malissimo (esteticamente) ma la ricetta di Patty, che salentina non è, è a prova di oriundo, ve lo assicuro. Il gioco non consente sostituzioni di ingredienti, se non solo uno. Per forza di cose io ho cambiato solo la farina, senza glutine, appunto.

Ps. Una crema pasticcera così buona non l’avevo mai assaggiata 😉

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Budino al cocco. L’estate continua.

In nature, nothing is perfect and everything is perfect.- A. Walker

Ricco di fosforo e potassio, ma anche calcio e ferro, il cocco fresco diventa una bella opportunità da un punto di vista nutrizionale…certo,pulirlo da sé è una bella fatica, ma sai che soddisfazione? Grattugiarlo, poi, non vi dico…armatevi di santa pazienza, perché ne varrà la pena. Ad ogni modo, vi lascio qui ingredienti e procedimento. Decidete voi se intraprendere questa divertente avventura!!!

Ingredienti per un budino al cocco fresco

(Ricetta adatta ai bambini e a chi non tollera il glutine)

3 uova

100 g di zucchero

100 g di noce di cocco grattugiata

30 g di amido di mais

500 ml di latte di soia

1 bustina di zucchero vanigliato

(15 zollette di zucchero + 3 cucchiai d’acqua per il caramello)

Scaldare latte e zucchero, zucchero vanigliato e noce di cocco. Raggiunta l’ebollizione, avendo mescolato di frequente, togliere dal fuoco. Lavorare amido e 1 uovo. Unire successivamente le altre uova e sbattere energicamente,aggiungendo il latte caldo un po’ alla volta.

Versare la crema in una ciotola, aspettare che si sia raffreddata. Il caramello (nel mio caso, nota dolente) si prepara a parte, sciogliendo le zollette con l’acqua in una casseruola. Versarlo in uno stampo da budino,rivestendone fondo e pareti. Unire, a questo punto, la crema, evitando che si creino bolle d’aria.

Cuocere a bagno maria, utilizzando una teglia a bordi alti, riempita d’acqua per 2/3. Sistemare il budino al centro, cuocendo per 20 minuti. Sfornare lo stampo, una volta chela crema si è rappresa. Trasferire in frigo, dopo averla fatta raffreddare.


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Di PIL e altri discorsi da spiaggia.

 

 

Se mi chiedessero quale sia stato il tormentone estivo di quest’anno, risponderei con un hashtag del tipo #mammacompralo …

a tre anni il mondo circostante, evidentemente, per il mio piccolo ometto, è solo prodotto da acquistare, per dirne una.

Trascorrendo diversi giorni al mare, le tentazioni sono tante, non ultimo il cocco “fresco”.

Ben altri sono invece i temi che gli adulti affrontano in spiaggia, ma sempre di natura economica…non che stia lì ad ascoltar discorsi altrui, ma nelle giornate più ventilate è complice il vento, si sa.

A quanto pare, anche quest’anno, è tutta colpa del PIL …sappiamo tutti a cosa serve,vero? Repetita juvant.

Il PIL misura la quantità di transizioni monetarie registrate in un Paese tralasciando parametri in nero, baratti e scambi nei settori informali e tutti i servizi di volontariato all’interno delle comunità e delle famiglie”.

Va da sé che la crescita costante del PIL rappresenti per un Paese crescita economica, ma, badate bene, solo di transizioni registrate…in una visione quantitativa di questo tipo sfugge tutto ciò che si può attribuire alle “qualità” della vita. Ma anche queste possono essere misurate. Lo sapevate? Esistono degli Indicatori del tipo Calvert-Henderson che ne misurano ben dodici, utilizzando coefficienti monetari solo dove appropriati.

Crescita spesso è un concetto associato a quello di Sviluppo, ma -da biologa- mi preme sottolineare che

lo sviluppo è una proprietà fondamentale della vita, pertanto il concetto di “sviluppo” dovrebbe superare

l’ambito prettamente economico

e abbracciare dimensioni sociali, ecologiche e spirituale.

Nel 2007  la conferenza “Beyond GDP” ovvero “Oltre il PIL” si fece carico di diffondere e favorire una crescita buona, a emissioni zero e riciclo continuo, perseguita da altre iniziative successive…

Quel che occorre è una transizione di valori, che deve partire a livello individuale, come si intravede su canali PBS e in serie televisive quali Ethical Markets…andrò presto a curiosare.

Non voglio tediarvi oltre, traete, se vi va, le vostre conclusioni, oppure andate al supermercato, acquistate un cocco  e aspettate il prossimo post, vi dirò cosa farne!!!

 

 

 


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Fragoline biologiche. Come non buttarne nulla con un infuso rinfrescante.

 

Avete la fortuna di raccogliere ancora le vostre fragoline dall’orto? O comunque potete procurarvene di biologiche, senza pesticidi? Allora sarà il caso di non buttarne nulla, neppure i peduncoli!

Letto su Food52 e provato personalmente, ecco un ottimo rimedio, semplice, veloce e originale, per consumare anche una parte delle fragole che purtroppo si scarta sempre.

Ora invece potete metterle in infusione in acqua, dopo un abbondante lavaggio col bicarbonato e lasciare riposare  in frigo almeno per un’ora.

La vostra acqua profumata alle fragole, una volta filtrata con un colino a maglie molto strette, sarà la bevanda più dissetante per l’estate torrida che si prospetta.


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Marmellata di zucchine,pane senza glutine e una canzone francese.

Vi lascio… una french song un po’ nostalgica ed una ricetta, anzi due in una…

In più le Linee guida per evitare spiacevoli sorprese nelle conserve preparate in casa.

Buona Estate,

un baciozzo e buona merenda 😉

Ingredienti per la marmellata di zucchine:

300 g di zucchine

1/2 mela verde

succo di 1 limone

130 g di zucchero semolato

50 g di acqua

1/2 cucchiaino di estratto bio di vaniglia

1/2 cucchiaino di cannella

Procedimento

Lavare e affettare la zucchina e la mela. Mettere i pezzi in pentola con poca acqua e lo zucchero. Cuocere su fuoco basso, rimestando con un cucchiaio di legno ogni tanto. Con un mixer ad immersione, ottenere dei pezzi più piccoli (ma dipende dal vostro gusto eseguire questo passaggio, io l’ho fatto).

Aggiungere la vaniglia, la cannella e il succo di limone. Occorreranno almeno 40′ per ottenere un primo rapprendimento, che sarà completo solo quando la conserva si sarà raffreddata del tutto. Versare la conserva in vasetti sterilizzati,tappare e capovolgere i vasetti, lasciandoli raffreddare a T ambiente.

N.B. Il MNS ha redatto delle linee guida in materia di sottoli e conserve che potete trovare in questo documento linee_guida_conserve_botulismo_def.pdf.

Ingredienti pane veloce senza glutine (8 forme)

250 g farina senza glutine (mix per pane)

100 ml di latte

100 ml di acqua

1/2 bustina di lievito istantaneo per torte salate*

5 g di sale fino

1/2 cucchiaino di zucchero

1o g di olio e.v.o. (per me Km 0)

 Unire sale e farina. Disporre a fontana e aggiungere lievito *senza glutine e zucchero, insieme a circa 1/3 dei liquidi. Dopo 10 minuti completare l’aggiunta dei liquidi, olio compreso. Ottenere un impasto soffice e lasciarlo a riposo altri 10 minuti. Successivamente trasferire sulla spianatoia e dividere in parti uguali, fino a otto. Farne delle piccole sfere, lavorando con le mani bagnate. Poi schiacciarle formando focacce. Prima cuocerle, far riposare altri 10 minuti.

Riscaldare una pentola antiaderente, ungerla con olio e cuocere pochi minuti su entrambi i lati.

 


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“Profumi di menta!”

Estate. Tempo di vacanze, di relax, di ritorno alla natura, alle radici, ai legami di famiglia…esperienze profumate di aromi.

Profumo di casa, profumo che ci rigenera così come ci rigenera ritrovare gli affetti di sempre. Ho trascorso del tempo in compagnia di mia cugina che non vedevo da anni e anche i nostri bimbi hanno fatto amicizia tra loro.

Una sera in particolare eravamo ospiti sul terrazzo della nonna, che ama coltivare gli aromi nei vasi,

soprattutto basilico, salvia e menta…i bambini avevano “inventato” un gioco molto divertente:

strappare i fiori delle piante ornamentali e spennacchiare gli aromi, soprattutto la piantina presa di mira è stata la generosa menta…

che ridere!

Risuonavano frasi del tipo: <<non si strappano i fiori>> oppure quella che mi ha ispirato di più <<profumi di menta>>.

E adesso, ripensando a quella serata, mi accorgo di non aver mai parlato nel mio blog di piante aromatiche.

Lo faccio subito, prendendo spunto da quell’episodio che resterà sempre nel mio cuore, tra i ricordi più cari.

 

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Parliamo di menta.

La menta è una pianta europea diffusa in tutto il mondo, ma pochi sanno che si tratta di un ibrido ottenuto da questi incroci:

M. longifolia x M. rotundifolia–>M. spicata x M. aquatica

Il cuore dell’estratto delle foglie di menta contiene un olio essenziale costituito da mentolo e mentone.

Tra le sue proprietà vi è quella di correttore del gusto per varie bevande e alimenti; per la sua attività antispastica spesso la menta è prescritta nel trattamento del colon irritabile, ma è anche decongestionante e balsamica.

Può essere epato-tossica e causare anche reazioni allergiche. Queste raccomandazioni valgono nella fitoterapia, che utilizza la menta sotto forma di olio essenziale. Comunque non bisogna esagerare nell’utilizzo, soprattutto se in presenza di esofagite o ernia iatale.

In cucina.

La menta in cucina è utilizzata per aromatizzare diverse preparazioni sottolio o sugli ortaggi grigliati.

Nella preparazione di drinks come il moijto … a dire il vero quando d’estate mia mamma prepara il tè da tenere in fresco, lo aromatizza con le sue foglioline di menta, rendendolo più dissetante.  Anche il gelato alla menta è molto gustoso.

Se ancora non avete una piantina di menta in casa, spero di avervi incoraggiati a provvedere subito.

Fatemi sapere.

Baci