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Avventure di una mamma blogger


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Gubana senza glutine alle Gocce Imperiali

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Risalendo lo Stivale da Lecce, lungo l’autostrada Adriatica per mille e cento chilometri e undici ore, si raggiunge il cuore del Friuli Venezia Giulia. Ma diciamo che a scendere,secondo me, si fa prima…perché si torna a casa. A fine estate, questo viaggio lo ha fatto anche un fagottino di sette mesi, la mia nipotina, anche lei, come i suoi genitori, è nata “salentina” ma crescerà friulana. Così è la vita, talvolta. Si lasciano la propria terra e propri affetti, per una nuova terra, con nuovi affetti, ma non si dimenticano le proprie radici. Per tutti questi motivi, oggi mi cimento nella preparazione di un tipico dolce friulano, la gubana, cugina acquisita della putiza giuliana. Principalmente le differenze sono nel ripieno.

Ho letto per la prima volta la ricetta di questo dolce su un blog che adoro…“noci, uvetta, pinoli, fichi secchi, prugne secche, agrumi canditi, cioccolato, liquore, pangrattato, burro. Per la Gubana (friulana) la lista è questa. E per la Putiza (giuliana)? Soprattutto noci, uvetta, pinoli, rum e la scorza di un limone. In entrambi i casi l’involucro è una pasta soffice che ha bisogno di lievitazione.E la forma? Beh, la forma è la vera discriminante: l’impasto farcito è arrotolato su sè stesso, come una chiocciola, ma anche no. Per entrambi i dolci, naturalmente.” (A.M. Pellegrino, La cucina di Qb)

Ma è stato grazie al Calendario del Cibo Italiano che ho deciso di mettermi in gioco nella realizzazione di una Gubana (senza glutine per necessità) dopo l’invito di Giuliana Fabris del blog La Gallina Vintage e gli approfondimenti di Roberto Zottarautore di diversi libri  sul tema, tra cui Dolce Gorizia.

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Trattandosi di un contest, è lasciata un po’ di libertà sul ripieno -nel mio caso, ho dovuto anche togliere il glutine, sperando di non deturpare quello che è un dolce tipico- perciò, ho mantenuto le noci e i pinoli, però ho eliminato l’uvetta, per gusto personale, e ho scelto dei fichi secchi mandorlati, come li preparava mia nonna qui nel Salento. Poi ho preferito le prugne secche e dei cubetti di pesca essiccata, bagnando nel liquore entrambe. Il liquore l’ho scelto guardandomi sempre qui intorno e mi sono ricordata che a due passi da casa alcuni Monaci Cistercensi producono le Gocce Imperiali, un forte liquore aromatico a base di piante officinali ed erbe aromatiche, dal caratteristico colore giallo paglierino ed un profumo aromatico adatto ai dolci. Insomma, volevo nascondere in una ricetta friulana un po’ di casa, come fa mia mamma ad ogni partenza di mio fratello…nella valigia c’è sempre spazio per qualche souvenir mangereccio 😉

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La difficoltà principale è stata la lavorazione di un impasto privo di glutine, perciò poco elastico, tanto che già nel momento di arrotolarlo, si è aperto in alcuni punti. Impossibile fare a meno di un canovaccio, per aiutarsi nelle operazioni. Infatti, successivamente va arrotolato su se stesso e trasferito in teglia. Di una bontà unica, ottimo per accompagnare il caffè. La mancanza di glutine ha tolto certo molta della sofficità, ma non del sapore deciso e aromatico. La farcitura gustosissima si scioglieva in bocca. Insomma, questo dolce accoglie in se, come una valigia, tutto quello che di buono si trova tornando in famiglia e quanto di più buono si trova rientrando a casa.

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Il termine Gubana ha natali sloveni: deriva infatti da “guba” (increspare, far pieghe) e sta ad indicare quindi una preparazione piegata ed arrotolata. Esiste anche un documento ufficiale che fa risalire alla metà del ‘500 la presenza di questi dolci sulle tavole friulane, o giuliane.

[da La cucina di Qb, blog di A.M. Pellegrino]

La mia Gubana senza glutine

250 g di mix senza glutine per panificazione Conad

50 g di farina di riso

100 g di farina senza glutine per dolci e Torte AmoEssere

8 g di lievito di birra fresco

2 uova intere

65 g di zucchero semolato

70 ml di latte

60 g di burro fuso

per farcire

100 g di fichi secchi mandorlati

125 g di prugne secche denocciolate

35 g di pinoli

100 g di noci

60 g di pesche essiccate a cubetti

30 ml di liquore Gocce Imperiali

1 albume

1 tuorlo per spennellare il dolce prima di infornare

 

Procedimento

Sciogliere il lievito in un po’ di latte tiepido ed unirlo nella planetaria con il resto degli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio e sodo. Coprire e far raddoppiare. [In questo caso, dopo aver lievitato 10 ore, l’assenza di glutine non ha favorito il raddoppio, ma la lievitazione è comunque partita.]

 

Mettere in ammollo le prugne e i cubetti di pesca  nel liquore, tritare con il coltello tutti gli ingredienti della farcia, unirli in una ciotola con l’albume montato a neve.

Accendere il forno a 180°.

 

Rompere la lievitazione, stendere l’impasto sopra un canovaccio, farcire con il composto lasciando appena un po’ libero il bordo, arrotolare su se stesso e poi a chiocciola ma non troppo stretta. Spennellare la superficie con il tuorlo d’uovo sbattuto e spolverizzare con lo zucchero semolato.

 

Ungere una teglia o una tortiera da 24 cm di diametro e cucinare per circa 45′ circa nel forno statico già caldo a 180°. Sfornare, far raffreddare sopra una gratella e servire.

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Un classico dolce pasquale per la GN delle Paste di Mandorla

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Non è necessario lavorare con martello e scalpello, state tranquilli. Per realizzare i vostri dolci in pasta di mandorla -raffiguranti agnelli o pesci, a Pasqua i primi e a Natale i secondi- sarà sufficiente recuperare degli stampi ad hoc ed il gioco è fatto. La loro realizzazione vi regalerà una soddisfazione unica.

Beh, ovviamente la ricetta la trovate sotto. E se ne vorrete delle altre, oggi il sito del Calendario del Cibo Italiano ve ne fornirà per tutti i gusti ed esigenze. Buona Giornata Nazionale delle Paste di Mandorla, e alla prossima.

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Ingredienti e occorrente

300 g di mandorle già pulite

225 g di zucchero bianco semolato

stampo in gesso

carta pellicola

Per il ripieno

100 g di marmellata di frutti rossi o di pere

50 g di biscotti  secchi (gluten free per me)

 

1.Fate rinvenire in acqua le mandorle, scolatele e frullatele. In un tegame di acciaio a sponde alte trasferite la polvere ottenuta e aggiungete lo zucchero. Accendete il fuoco a fiamma bassa e iniziate a mescolare zucchero e mandorle, facendo amalgamare bene.Appena avvertite un aroma penetrante, togliete dal fuoco. Non bisogna cuocere.

2.Rivestite lo stampo in gesso con della carta pellicola e iniziate a trasferirvi parte del composto, pigiando con le punte delle dita per far prendere bene la forma. Con un cucchiaino, unite la marmellata alla polvere di biscotti frullati a parte, e iniziate a “farcire l’agnello”. Lo strato deve essere sottile. Ricoprite con altra pasta di mandorle, pigiando bene. Dopo 10 minuti di riposo, ricoprite lo stampo con un vassoio e poi rigirate il tutto con cura. Il vostro agnello è pronto.

  • Ripetete l’operazione una seconda volta. Otterrete il secondo agnello con le quantità assegnate.


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TORTA DEL DUNIZET. Una versione senza glutine alle fragole per il Calendario del Cibo Italiano.

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Oggi sono molto emozionata, lo confesso, perché nel mio piccolo ho l’opportunità di contribuire al Calendario del Cibo Italiano attraverso il mio blog. Ho sempre seguito l’evoluzione di questo progetto da lontano e con ammirazione, perché il Cibo è Cultura e ci identifica come Italiani, dovunque il destino abbia voluto poi portarci a vivere.

Sono salentina per nascita e vivo ancora in questa bellissima terra, ma uno dei miei tre fratelli, per lavoro, è a Bergamo. Ha sposato una donna di quella provincia lombarda, una regione tanto bella e ricca quanto lontana, così diversa nella geologia e nel clima, nelle ricette, dalla Puglia … Hanno una bellissima bimba di appena un anno e sono una bellissima famiglia, buoni come il dolce di oggi, la Torta del Donizetti, una specialità di Bergamo, appunto.

La dedico a loro, e, soprattutto, a mia cognata, una donna dolcissima.

Vi confesso, anche, che questa ciambella, perché di una ciambella si tratta, mi ha dato del filo da torcere. La sua preparazione, in apparenza semplice, mi ha fatto tribolare non poco. E’ stato necessario ripeterla tre volte e devo ringraziare in modo particolare Alessandra  per esserci (quasi)riuscita. Nella fattispecie e per esigenze di salute, l’ho realizzata senza glutine, un altro aspetto che non permette ai dolci di lievitare come dovrebbero, e al posto di frutta candita, avendo già provato la versione al mango e all’ananas disidratati, in questa terza versione che ha visto finalmente la luce, ci ho messo le fragole locali da agricoltura biologica … una bontà!Se dovessi prepararne un’altra, tornerei alla frutta candita, come indica il disciplinare che troverete nella ricetta pubblicata nel sito del Calendario. Infatti le fragole hanno dato alla mia ciambella una sembianza di flognarde … pazienza.

Il Calendario del Cibo Italiano dedica l’8 Aprile alla Giornata Nazionale della Torta Donizetti in occasione dell’Anniversario della morte di Gaetano Donizetti, il noto compositore di musica sacra e per orchestra, nonché da camera, nato a Bergamo il 29 Novembre 1797. La sua breve vita, a causa di una salute cagionevole, fu nonostante tutto ricca di successi. Dopo le prime opere, quali Anna BolenaElisir d’Amore e Lucia di Lammermoor, iniziò anche una fervida produzione all’estero, in Francia, su invito del Rossini.

spartito

(Fonte:Fondazione Bergamo nella Storia Onlus)

Ingredienti della versione gluten free alle fragole

125 g di burro

80 g di zucchero bianco semolato

4 tuorli

2 albumi

40 g di farina senza glutine

80 g di fecola di patata

120 g di fragole fresche a dadini

1 cucchiaino di Maraschio

Lavorare a lungo il burro con lo zucchero (tenendo da parte 30 g di quest’ultimo). Una volta ottenuto un composto cremoso, dove lo zucchero sia stato totalmente incorporato, aggiungere un tuorlo alla volta, aspettando che il precedente sia stato ben amalgamato. Montare gli albumi a neve utilizzando lo zucchero messo da parte. [Questo è il punto di “criticità” che non ha fatto montare le mie precedenti due versioni: gli albumi vanno aggiunti dopo i tuorli, e non alla fine! ]

Unire gradatamente le farine, dopo aver setacciato la fecola almeno tre volte, e aggiungere per ultima la frutta. Infine, versare il Maraschino e la vaniglia. Versare il composto in uno stampo (diametro 22-24 cm) da ciambella, ben imburrato. In mancanza di uno stampo col buco,che potreste ottenere utilizzando un bicchiere – come ho fatto io- si può optare per la preparazione di simpatici muffins.

Infornare a 180°C a forno statico e preriscaldato. Cuocere per circa 40 minuti e più, fatta salva la prova dello stuzzicadenti. Sformare e far raffreddare la torta del tutto. Servire con dello zucchero a velo.

Ve ne innamorerete.logocommunity


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TIRAMISU’ AL TE’ BANCHA E ZENZERO. LA SENSUALITA’ AL TEMPO DEI MANGA.

Il tè verde tostato giapponese, ovvero il Bancha Hojicha, da secoli veniva coltivato nella regione di Uji. Ai giorni nostri se ne fa una coltivazione biologica che arriva comodamente nei nostri servizi da tè e conserva lo stesso aroma di sempre, un sapore morbido, non amaro e delicato. In particolare, questo tè si ottiene dalle foglie più vecchie della pianta, che sono fatte passare al vapore per guadagnare morbidezza, e, una volta asciugate nei forni a basse temperature, non subiscono più processi di fermentazione, riposano per un anno e solo allora sono pronte per una delicata tostatura.

Il Giappone non è solo la terra del tè; alla sua letteratura sono strettamente legati anche i Manga, i fumetti giapponesi esportati e tradotti in tutto il mondo a partire dagli anni cinquanta, con un notevole volume di mercato.

Nel 1978 dalla matita di Rumiko Takahashi nasce Lamù, la ragazza dello spazio. Spero di non essere l’unica a ricordarsene. Da piccola lo ricordo come un cartone animato che guardavo con piacere anche se era strano vedere questa ragazzina perennemente in bikini tigrato, mentre tutto il resto della compagnia indossava la divisa del liceo di Tokio. Una carica sensuale che quasi imbarazzava, all’epoca dei fatti. Me pudica.

Questo sexy-manga oggi è ospite non solo del mio blog ma parteciperà anche al gioco più esilarante del web (eppure non ha fatto niente di male!!) e farà la conoscenza di Susy&co. i vincitori della scorsa edizione del MTC. Al blog Coscina di pollo, infatti, l’onore e il privilegio di lanciare la sfida n.61 del MTC e loro hanno voluto giocarsela così !!!

Per comporre un tiramisù ispirato a Lamù, ho immaginato una bagna al tè Bancha Hojicha, che nulla toglie alla carica antiossidante del più tradizionale caffè, con cui ho sempre preparato questo dolce al cucchiaio. La personalità piccante di questo manga l’ho voluta rappresentare aromatizzando i savoiardi, fatti in casa senza glutine, con della polvere di zenzero. La crema, invece, è quella classica al mascarpone,zucchero e uova.

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La ricetta per i savoiardi classici la trovate qui. Per i miei savoiardi non andava bene, purtroppo, perché le farine senza glutine sono dispettose, perciò, dopo una prima prova disastrosa, ho messo a punto questa ricetta:

SAVOIARDI SENZA GLUTINE ALLO ZENZERO (dosi per 24 savoiardi)

70 g albumi

60 g zucchero semolato

60 g di tuorlo

1 cucchiaino di miele mf

1 cucchiaino di vaniglia estratto liquido

40 g di mix di farine senza glutine per pane

20 g di amido di mais

zucchero per spolverare

 

Montare a neve gli albumi e aggiungere lo zucchero poco alla volta; in un’altra terrina lavorare i tuorli con il miele e la polvere di zenzero. Unire i tuorli agli albumi delicatamente, mescolando dall’alto verso il basso con una spatola di silicone. A parte setacciare le farine e aggiungerle al composto, lavorando fino ad ottenere una crema uniforme. Preriscaldare il forno a 180 °C. Foderare la placca da forno con della carta forno e con l’aiuto di una sac a poche, stendere i savoiardi ben distanziati e cercando di dare a tutti la stessa lunghezza di circa 8 cm. Prima di infornare, spolverare con dello zucchero, anche a velo, la superficie dei savoiardi. Infornare per 8 minuti con lo sportello chiuso. Gli ultimi 4-5 minuti di cottura, tenere lo sportello del forno aperto con l’aiuto di un cucchiaio di legno.

BAGNA AL TE’ VERDE TOSTATO

1 cucchiaino di tè verde tostato Bancha

150 ml acqua bollita

2 cucchiaini di zucchero di canna

Tempo di infusione 5-6 minuti con coperchio.

CREMA AL MASCARPONE

250 g mascarpone

80 g albumi

70 g tuorli

80 g zucchero bianco semolato

sale qb

Montare gli albumi a neve con un pizzico di sale; a parte, lavorare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema schiumosa che cambierà colore. Unire i tuorli agli albumi, senza smontare questi ultimi e aggiungere poco alla volta il  mascarpone, lavorando il composto con una frusta tradizionale.

Per comporre il tiramisù, ho iniziato con uno strato di crema che mi è servito per livellare il contenitore scelto (un servizio anni ’70 della mamma, di colore viola che ricordasse anche la chioma di Lamù..) e poi ho proseguito alternando strati di savoiardi imbevuti con la bagna al tè e crema. Ho tenuto in congelatore giusto il tempo di far rapprendere la crema, poi ho passato in frigo e tenuto fuori almeno un quarto d’ora prima di servire.

Non possedendo lingerie tigrata, ho puntato sull’atmosfera…e ringrazio la mia amica con la Reflex per la pazienza!!!

Per decorare ho utilizzato dello zenzero candito che potreste preparare anche a casa con questa ricetta di Laurel Evans.

Con questa ricetta

partecipo al MTC 61

“Il Tiramisù”

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– Ph. A. Longo –

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Prove d’autunno. Una torta senza glutine al cacao.

2016-10-29

Oggi vi lascio la mia ricetta per una torta senza glutine al cacao e pere.L’ideaoriginale è di Giulia Scarpaleggia del blog Jul’sKitchen.

Ingredienti

3 uova

120 g di zucchero di canna

110 ml di olio evo

45 g di cacao amaro in polvere

120g di mix di farine senza glutine

un pizzico di bicarbonato

cannella

2 pere

Pulire e tagliare le pere, una a cubetti e una a listarelle, tenerle da parte. lavorare le uova con lo zucchero e aggiungere l’olio, continuando a lavorare con una frusta. In una seconda terrina, unire la farina, il cacao, il bicarbonato e la cannella. Versare la seconda terrina nella prima e amalgamare bene. Aggiungere all’impasto le pere a cubetti.

Imburrare uno stampo (diametro 20 cm) e versare l’impasto ottenuto. Disporre le pere a listarelle sopra l’impasto cercando di formare una geometria circolare. Infornare a 190°C per almeno 45 minuti. Far raffreddare del tutto prima di affettarla.