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Avventure di una mamma blogger


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Datteri ripieni e la nuova rubrica del MAG About FOOD

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E’ lunedì e siete tutti a dieta, ma mai essere a dieta di entusiasmo e di novità!!

Lo sa bene Alessandra, che di recente, insieme alla sua redazione, ha partorito la geniale idea della prima non- rivista del web, ovvero MAG About Food, che trovate sul sito del MTChallenge e che, oltre a tutte le novità, ne presenta una molto cara a tutti noi, membri di questa bellissima community, l’intervista vis a vis, un’intervista doppia, che ogni volta vede protagoniste due Blogger autentiche, come Francesca Geloso e Chiara Picoco. Ed è proprio dalla loro intervista che ho tratto questa goduriosa ricetta di datteri ripieni e poi ricoperti di cioccolato fondente.

DATTERI RIPIENI

ricetta di Chiara Picoco

Ingredienti per 10/12 persone:

1 confezione di datteri

Per il ripieno:

120 g di mandorle tritate

1 cucchiaio di scorza d’arancia grattugiata

2 cucchiai di zucchero

2 cucchiai di Grand Marnier

succo d’arancia q.b.

Per la copertura:

150 g di cioccolato fondente

 

Tagliate i datteri nel senso della lunghezza ed eliminate il nocciolo.

In una ciotola mescolare le mandorle, lo zucchero, la scorza d’arancia, il liquore e il succo di arancia fino a che tutti gli ingredienti non saranno bene amalgamati e il composto non risulterà morbido.

Prendere parte dell’impasto, creare un rotolino e metterlo su mezzo dattero, ricoprire con l’altra metà senza premere troppo. Fare la stessa operazione, finché il ripieno non sarà finito.

 

Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria, immergervi i datteri  e poi porli a raffreddare su un foglio di carta da forno.

 

Guarnire a piacere con filetti di scorza d’arancia o granella di mandorle o cioccolato al latte fuso.

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Il pandoro tostato, la nostra prima colazione del nuovo anno.

Whatever comes, let it come.

Whatever stays, let it stay.

Whatever goes, let it go.

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Il pandoro è il file rouge dell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle, è il vecchio ed il nuovo, insomma. E non ditemi che non è avanzato anche dalle vostre parti. Da noi, per giunta, è senza glutine, ma buonissimo. Stamattina lo era particolarmente, l’ho preparato come un toast alla francese, ispirata, ancora una volta, da Laurel.

Se avete del Panettone, va bene uguale.

Ecco la ricetta:

1 bicchiere di latte

2 fette di pandoro o panettone

1 uovo

1 cucchiaio di Amaretto di Saronno

1 cucchiaio di succo d’arancia

zucchero ql

noce moscata qb

1 noce di burro per la cottura

zucchero a velo e fette d’arancia per guarnire.

 

Dimenticavo, Buon Anno Nuovo! Se volete, rimaniamo connessi anche quest’anno.

Baci :-*

 


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Biscotti di tahina gluten free e la seconda opportunità.

A volte una ricetta è una scusa. Una scusa per parlare di altro. Oppure è una metafora, metafora della vita di tutti i giorni. Questi biscotti, ad esempio, parlano di legami, infranti, recisi e ricongiunti. Lo racconta bene Ele, dovete andare da lei per la ricetta originale, di Micol. E’ una storia lunga, quella di Ele, di Micol e …del Doc. Una storia finita per sempre in un ospedale di Tel Aviv, ma rinata in qualche modo con la tahina.

E non è detto che la mia versione gluten free non nasconda dentro questo impasto capriccioso, un’altra storia, di legami ormai sciolti, e chi vuol leggere tra le righe legga pure. Il fatto è, che a mio modesto modo di vedere le cose, ho sempre creduto nella seconda possibilità come se questa fosse un diritto inalienabile di ogni persona.

Non esistono casi irrecuperabili perché forte come la morte è (solo) l’Amore. L’Amore ha il potere di cambiare le cose, di aggiustarle, di ricomporle. Per quanta che sia la sofferenza che ti provoca un gesto sbagliato, una parola di troppo, un carattere ostinato, tutti hanno diritto ad una seconda opportunità.

Il vasetto di tahina di Ele era “separato” tra olio e pasta, magicamente mentre preparava questi biscotti, un piccolo miracolo accadeva sulla sua porta di casa.

Il mio impasto senza glutine, invece, ha fatto tanti di quei capricci, che la normale dose di pazienza non è bastata, ho dovuto eccedere. Per preparare la tahina, ho rischiato di bruciare i semi di sesamo durante la tostatura, ho messo a raffreddare in freezer la lama sbagliata, ho usato una farina poco adatta a fare dolci, ho dovuto aggiungere maizena su un impasto già lievitato per ottenere la giusta consistenza, ho usato delle mandorle già pelate, ma avrei preferito usare quelle ancora con la pellicina.

Insomma, ho sbagliato un sacco di cose, ma ho provato a rimediare con pazienza, perché sapevo a chi erano destinati questi biscotti così speciali e sapevo chi li aveva preparati prima di me.

Per quanto vorrei anche io sperare nei loro superpoteri, so già che le cose tra due persone difficilmente si rimetteranno a posto, perché la fiducia è stata compromessa.

La fiducia è l’altro nome dell’Amore. So che non posso fare null’altro che preparare dei banali biscotti buonissimi, pubblicare questo post e sperare che venga letto da chi ha il potere di cambiare le cose: una seconda opportunità la meritano tutti.

Buona Vita!

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Per la tahina

100 g di semi di sesamo (i miei dall’India)

3 cucchiai di olio di semi

sale q.b.

Per i biscotti senza glutine

150 g di farina senza glutine al grano saraceno

100 ml di olio evo

100 ml di tahina

100 g di zucchero semolato

½ cucchiaino di lievito in polvere

essenza di Vaniglia

50 g di mandorle

farina di maizena (setacciata) qb

 

Se, come me, non avete la tahina già pronta, procuratevi dei semi di sesamo e fateli tostare qualche minuto in forno a 180°C senza bruciarli, per non conferire sapore amarognolo.

  • Mettete la lama del robot da cucina (quella giusta!) in freezer e lasciate raffreddare.
  • Ricomponete il robot e frullate i semi con l’olio e un pizzico di sale fino, evitando di surriscaldare troppo la pasta..
  • Mettete la tahina da parte e in una ciotola capiente, unite gli altri ingredienti secchi.
  • Aggiungete l’olio evo e la tahina. Tenete da parte le mandorle, perché le userete alla fine, prima di infornare. A questo punto, l’impasto, probabilmente non avrà ancora la giusta consistenza. Potete usare del maizena, setacciato al momento con un colino a maglie strette, in quantità piccole aggiunte poco alla volta. Se invece non vi occorre evitare il glutine, usate direttamente la ricetta originale di Micol che trovate nel link sopra.
  • Ad ogni modo, dovete ottenere delle palline di misura uniforme e su ciascuna inserirete una mandola, facendo un po’ di pressione. I miei biscotti erano piuttosto grandi, perciò
  • il tempo di cottura è stato quasi di 25’ a 180°C.
  • Ricordate di foderare con carta forno la placca.

 

 


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Metti lo spezzatino nel cestino (di pasta phyllo). I durelli di pollo ti sorprenderanno. GN della cucina dell’aia.

Per la Giornata della cucina dell’aia vi propongo questa ricetta a base di durelli di pollo, che sul mio blog, inspiegabilmente ha riscosso il maggior successo. In aggiunta, trovate anche come realizzare dei cestini di pasta phyllo gluten free, un modo forse insolito, ma di sicuro effetto, se volete fare un figurone e risparmiare sulle stoviglie.

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Ingredienti:

300 g di durelli di pollo ruspante

150 g di patate pasta gialla

1 spicchio d’aglio

sale grosso q.b.

olio evo

farina di riso

50 g di vino bianco secco

un mazzetto di salvia

½ l d’acqua

½ limone

In abbondante acqua fresca e limone lavare bene i durelli, tagliuzzarli e lavarli nuovamente, con altra acqua e limone. Asciugarli bene, infarinarli e cuocerli con olio e aglio in un tegame di terracotta oppure di acciaio. Quando si saranno rosolati un po’, aggiungere il vino e sfumare. Coprire con circa 200 g di acqua profumata alla salvia preparata in precedenza e tenuta in caldo. A metà cottura aggiungere le patate tagliate a cubetti piccoli quanto i durelli e continuare a cuocere. Se necessario aggiungere altra acqua profumata.

A fiamma bassa, saranno sufficienti 60 minuti.

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Ho voluto realizzare, per l’occasione, dei mini cestini di pasta phyllo. Per non far freddare lo spezzatino, ho giocato d’anticipo, preparando l’impasto prima ancora di dedicarmi al pollo, visto che la pasta phyllo ha bisogno di riposare due ore prima di essere lavorata.

Non è facile realizzarla in casa, soprattutto nella versione senza glutine.

Ingredienti per la pasta phyllo gluten free:

250 g di farina senza glutine

125 g di acqua molto calda

1 cucchiaino di sale

1 cucchiaino di lievito istantaneo

1 cucchiaio di olio di oliva

½ cucchiaio di aceto di mele

(burro fuso solo per i cestini)

A partire dalla farina, aggiungere gli altri ingredienti, per ultimi quelli liquidi. Il burro fuso servirà invece successivamente.

Lavorare l’impasto in una terrina e riporlo in un canovaccio (possibilmente umido) per farlo riposare.

Dopo due ore si può procedere a stendere i fogli più sottili che potete, aiutandovi con un po’ di farina o maizena.

Come realizzare i cestini

Formate dei quadrati di pasta(12×12) e spennellate la superficie con il burro; poi sovrapponeteli a stella a due a due, per creare i cestini a forma di stella a otto punte.

Sistemate con cura le stelle nelle cavità dello stampo per muffins, spingendo bene la base in modo da farla aderire. Io li volevo più piccoli e ho utilizzato delle tazzine da caffè.Infornate per 10 minuti circa a 220 °C, o sino a che i bordi saranno leggermente dorati e croccanti (a seconda del forno e della pasta phyllo che si usa, ci vogliono da 7 a  13 minuti).Sfornate i cestini e metteteli a raffreddare su una griglia fino a quando lo spezzatino non sarà pronto.

 


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Pan cassetta senza glutine alle olive pugliesi, biodiversità incluse, per il Calendario del Cibo Italiano.

 

Oggi il Calendario del Cibo Italiano celebra con una Giornata Nazionale le Olive, diffuse su tutto il territorio nazionale, apparentemente tutte uguali, ma molto diverse  o meglio, diversificate. In Puglia, ad esempio, un Progetto della Regione permette di identificarne e, soprattutto, custodirne la biodiversità. Se avete tempo e voglia, vi invito a sfogliare questa preziosa raccolta, targata Biodiverso, da pag 106 a pag 109, giusto per avere un’idea.

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Scendendo in Salento, poi, il sapore si fa più amaro per vicende nefaste legate a Xylella f. ed alle eradicazioni di ulivi secolari, che lasceranno il posto al gasdotto che porterà dalla Russia il combustibile, passando attraverso -deturpandone il volto- una delle zone più suggestive della costa adriatica mediorientale, ad altissima vocazione turistica (forse la sola risorsa di quei posti)…ma noi andiamo avanti, con la ricetta del giorno -e perdonate la digressione.

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Olive “nardò” raccolto 2013

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[E’ la prima prova di pan cassetta gluten free, ma non è colpa della ricetta, più che altro qualche mia distrazione di cui mi scuso]. Buonissimo anche se a vederlo non invita più di tanto, credetemi (o uccidetemi 😉

Occorrente

1 stampo da plumcake piccolo (13x8x7) in alluminio

200 g preparato per pane senza glutine

30 g burro fuso

100 ml latte p.s.

10 g lievito di birra in polvere

1 tuorlo

1 cucchiaino di sale fino

burro e farina per lo stampo

un filo d’olio al bisogno

30-35 olive da de-nocciolare (per me celline)

Unire burro e latte, dopo aver fatto sciogliere il lievito. Versare la farina unita al sale e lavorare l’impasto; aggiungere il tuorlo e continuare a lavorare fino ad ottenere un panetto elastico. A questo punto bisognerebbe aggiungere le olive frullate e sistemare l’impasto nello stampo prima che raddoppi in volume.  Nel pane che vedete in foto, ho fatto raddoppiare il volume in una ciotola (tre ore) e solo successivamente ho aggiunto le olive (non frullate ma solo denocciolate). Probabilmente questo step ha determinato la rottura della crosta !! Infornate a 180°C per almeno 30 minuti. Se l’estetica non è un problema, seguite il mio procedimento. “Mal comune, mezzo gaudio.”


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Prove d’autunno. Una torta senza glutine al cacao.

2016-10-29

Oggi vi lascio la mia ricetta per una torta senza glutine al cacao e pere.L’ideaoriginale è di Giulia Scarpaleggia del blog Jul’sKitchen.

Ingredienti

3 uova

120 g di zucchero di canna

110 ml di olio evo

45 g di cacao amaro in polvere

120g di mix di farine senza glutine

un pizzico di bicarbonato

cannella

2 pere

Pulire e tagliare le pere, una a cubetti e una a listarelle, tenerle da parte. lavorare le uova con lo zucchero e aggiungere l’olio, continuando a lavorare con una frusta. In una seconda terrina, unire la farina, il cacao, il bicarbonato e la cannella. Versare la seconda terrina nella prima e amalgamare bene. Aggiungere all’impasto le pere a cubetti.

Imburrare uno stampo (diametro 20 cm) e versare l’impasto ottenuto. Disporre le pere a listarelle sopra l’impasto cercando di formare una geometria circolare. Infornare a 190°C per almeno 45 minuti. Far raffreddare del tutto prima di affettarla.

 


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Gnocchi al pomodoro di patate rosse cotte al sale

L’Estate è fuggita in un battito di ciglia, lo sa bene anche il mio blog, rimasto a secco di nuovi post sino ad oggi. Lo sa bene anche lo scaffale dei libri delle vacanze, che quest’anno non è stato arricchito nella sezione adulti (ma quella bimbi, sì)… Le cose possono essere andate solo in due modi. Uno, non sono andata “in ferie”, perciò non ho comprato libri da leggere in vacanza. Due, sono andata in ferie leggendo solo i libri di fiabe e racconti del mio bimbetto, che ha iniziato l’ultimo anno delle materne proprio oggi …

La risposta esatta è la seconda. Ho preferito scegliere l’opzione numero due e vi dirò che è stata una bella sorpresa scoprire come siano cambiate, oggi, le storie per i bambini under sei, per lo meno quelle provenienti da inchiostro di oltre Manica …

Per carità, la letteratura non è il mio pane quotidiano e la formazione scientifica potrebbe suggerire tutt’altro, ma fortunatamente sono passati i tempi in cui bibliotecari distratti lascerebbero leggere Alla ricerca del tempo perduto (All’ombra delle fanciulle in fiore, credo) di M. Proust ad una bimbetta che non ha terminato neppure le Elementari, non dite? Altri tempi. La ricetta di oggi, invece, è adatta un po’ a tutti i palati e fa da contrappunto a qualsiasi zibaldone, racchiudendo nella sua apparente semplicità, tanta sostanza. Ma non ringraziate me, bensì la vincitrice dell’ultima edizione del Mtc,Annarita del blog Il bosco di alici, che ha proposto una supergalattica sfida sugli gnocchi. Andate a leggere tutti i suoi consigli su come fare i vostri gnocchi a regola d’arte. Di seguito troverete solo la mia interpretazione con variazioni sul tema, come sempre.

* *  *

Dopo essere state introdotte in Europa da Cristoforo Colombo, ed essere state coltivate in tantissimi Paesi del Vecchio Continente, le patate giunsero anche nell’orto incantato di mia zia, che quest’anno ne ha regalate di tutti i colori.. Gli gnocchi di oggi sono stati preparati con patate dalla buccia rossa cotte al sale. Un esperimento, forse, ma riuscito nel senso che, il mio problema con gli gnocchi, (oltre al fatto che quelli di carne ed ossa non mi hanno mai degnata di uno sguardo), è sempre stato la consistenza. Bollire le patate, infatti, è un’arma a doppio taglio, per quanto mi riguarda. Non azzecco mai i tempi di cottura, e l’acqua, come mezzo, ne cambia la “friabilità”. La cottura al sale, invece, ne ha rafforzato la tenuta, perciò l’effetto “gomma” ce lo siamo finalmente risparmiato. Il condimento, sinceramente, si presenta da solo. Conserva di pomodoro d’annata.

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Per 4 porzioni di gnocchi senza glutine:

  • 600 g di patate rosse cotte al sale
  • 150-200 g di amido di mais
  • sale fino ql

sale grosso per la cottura al forno >1kg

Procedimento

Dopo aver lavato le patate, asciugatele e scegliete una pirofila dai bordi piuttosto alti. Versate del sale grosso, creando un letto non troppo spesso. Adagiate le patate sul sale e ricopritele di altro sale.  Le patate dovranno riconoscersi appena. Infornate  in forno preriscaldato a 150°C per almeno 40 minuti. Appena cotte, noterete che del sale è rimasto attaccato alla buccia formando un guscio. Sarà molto facile sbucciarle. Schiacciatele bene e lavoratele su una spianatoia con della farina, che aggiungerete a poco a poco. Non dimenticate di aggiungere un po’ di sale fino. (io uso la farina senza glutine, ma queste lo saprete già). Formate un “panetto” e allungatene una estremità, come se fosse l’impasto dei maccheroni. Con un coltello, spezzate piccoli tratti di maccherone tutti uguali e create delle palline. Nella forma tradizionale gli gnocchi vengono rigati, io ho optato per una forma più “infantile” perché li preparo per il mio bimbo.

Nel frattempo fate bollire dell’acqua salata e iniziate a far cuocere gli gnocchi. Occorreranno pochi minuti, ve ne accorgerete perché saliranno a galla. Conditeli a piacere. Sono molto buoni al pesto di basilico, ai formaggi, al burro e salvia.

Io li ho conditi con della conserva di pomodoro fresca, fatta in casa quest’estate. Basterebbe scaldarla un po’, oppure cuocerla in un po’ di olio e cipolla.

Buon appetito.

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Con questa ricetta partecipo al MTC n 59

“Gli Gnocchi”