GiocaSorridiMangia

Avventure di una mamma blogger


4 commenti

Circassian Chicken fintissime pies!

Ve la faccio breve!

L’MTC è contagioso, anche nella versione smart. Infatti, quella di oggi è la seconda ricetta con cui gioco, ed uso il verbo giocare, perché questo è un gioco meraviglioso!

IMG_20200424_165706

Ho immaginato delle finte pies di sfoglia gluten free “pronta” perché è bello, ogni tanto, vincere facile e ci ho messo dentro un ripieno di Circassian Chicken, con leggera modifica della salsa alle noci e poi ridotto in omogenizzato, o quasi, per farcire le piccole finte pies.  Tutto questo po po di procedimento perchè le tre signore hanno voluto che scegliessimo una ricetta straniera a base di pollo a cui infondere il nostro personale twist.

Le ricette da cui sono partita sono due:

-Circassian Chicken preso dalla raccolta Black Sea di Caroline Eden;

-Lamb pies visto su Salt is essential di Shaun Hill (solo l’estetica, perché poi ho usato la sfoglia pronta, ma ovviamente il vero impasto delle pies è diverso).

Vi riporto solo la ricetta del pollo, che costituisce il ripieno.

Per 4 persone

400 ml di brodo di pollo

2 petti di pollo

2 fette di pane raffermo (per me un rotolo di sfoglia pronta)

80 ml di latte (per me del formaggio primo sale)

una manciata di gherigli di noci tostati

1 spicchio d’aglio schiacciato con del sale

1/2 cucchiaino di pepe nero

1/2 cucchiaino di allspice in polvere

Fate cuocere i petti di pollo nel brodo, portate a bollore e continuate la cottura per almeno altri 10 minuti. Rimuovete i petti dal brodo e, dopo averli fatti raffreddare bene, con le mani spezzettateli dentro una ciotola, riducendoli i pezzettini di circa 2 cm. Tenete da parte solo 100 ml di quel brodo ed il restante, usatelo in altro modo.

 

A questo punto, bisognerebbe ammollare il pane raffermo nel latte, io invece con delle formine ho ritagliato dei dischetti di pasta sfoglia e li ho adagiati negli stampi. Al posto del latte, ho messo nel ripieno dei pezzi di primo sale, il formaggio di pochi giorni, che viene consumato prima della stagionatura.

In un frullatore, inserite le noci tostate con la pasta d’aglio. Aggiungete il formaggio (nell’originale il pane raffermo ammollato nel latte) , il brodo tenuto da parte, insieme alle spezie in polvere, e frullate fino ad ottenere una salsa dalla consistenza cremosa, a cui io ho aggiunto i pezzi di petto di pollo, frullandolo assieme alla salsa.

Con il ripieno così ottenuto, ho composto le piccole pies, richiudendole altri dischetti  di sfoglia pronta, su cui ho inciso delle piccole croci, come in quelle di agnello di Shaun Hill.

Infornate per 15 minuti a 175°C. Servite tiepide, se riusciranno ad arrivare a cena.

 

 

 


6 commenti

Korma di pollo alle mandorle per l’MTC del twist

Da quando le due signore, che ora son diventate tre, hanno riattivato l’MTC in modalità smart, ci abbiamo preso ancora più gusto e ha aggiunto allo stare in casa forzato, fatto di cicli continui di didattica a distanza-spesa settimanale- skype conference –didattica a distanza, quell’adrenalina di fondo che ti fa pensare per giorni ad una ricetta, sempre la stessa probabilmente da secoli, e poi, il giorno che piove di più in tutto l’anno,  tuo marito -nuovo supereroe- si sveglia all’alba perché è il giorno della spesa settimanale e, prima di uscire da casa, imbacuccato di tutto punto, ti chiede:

-Hai messo sulla lista quelle cose strane che volevi per te? –

e tu ti spatafasci in pantofole lungo il corridoio al grido del siiii più contento della giornata ed è lì che torni seria!

Ti dirigi verso la libreria e tiri fuori quel libro che ti frullava in testa da giorni, da quando Alessandra, insieme a Greta e Katia, vincitrice della prima smart edition ,ti avevano svelato in tre parole la prossima sfida:

pollo-mondo-twist.

Il libro: INDIA IN CUCINA, Le ricette fondamentali gesto per gesto. Alessandra Avallone, Mondadori.

La ricetta: Korma di pollo alle mandorle

Questa ricetta Moghul risale alle antiche tradizioni gastronomiche influenzate

dalla dominazione islamica a dai continui scambi commerciali

con la Turchia e l’Afghanistan.

La cucina Moghul è considerata estremamente raffinata,

ricca di spezie sottilmente equilibrate

e priva di sapori molto forti e pungenti come aglio e cipolla. Cit.

20200422153651_IMG_0443

 

Gli ingredienti originali (agli * corrisponderanno mie variazioni)

per 6 persone

70 g di mandorle sgusciate e spellate

5 cm di zenzero fresco

1 cucchiaino di pepe bianco

200 g di yogurt greco

4,5 dl di latte di cocco in scatola

10 cardamomo verdi

1 cucchiaino di garam masala*

1 kg di cosce di pollo

4 cucchiai di panna

1 lime (per me limone)

1-2 cucchiaini di acqua di rose**

sale

Per il garam masala è riportata a pag 19 -dello stesso libro- questa lista di ingredienti:

Macinare insieme nel macinino elettrico

2 cucchiaini di semi di cumino

1 cucchiaino di chiodi di garofano* (da me sostituito con piccoli pezzi di anice stellato)

leggermente tostati, 1 cucchiaino di grani di pepe nero, 5 cm di cannella in stecca, 5 cardamomo neri* (da me sostituito con la polvere di cardamomo nero)

i semi di 20 cardamomo verdi, 2 foglie di alloro secco, ½ cucciaino di noce moscata grattugiata, ¼ di cucchiaino di macis in polvere, ¾ di cucchiaino di zenzero in polvere. Conservare il garam masala in un barattolo a chiusura ermetica.

 

Procedimento

  • Macinare assieme nel tritatutto elettrico le mandorle, lo zenzero grattugiato, il pepe e 1 cucchiaino scarso di sale.
  • In una casseruola, mescolare la pasta ottenuta con lo yogurt, il latte di cocco (non pervenuto con la spesa!) e 2dl di acqua. Riunire i semi contenuti nel cardamomo e il garam masala in una garza (ho usato garza sterile), e legarla con filo da cucina.
  • Togliere la pelle alle cosce di pollo e tagliare ognuna in 4 pezzi (per me più di 4).
  • Portare a ebollizione lo yogurt assieme alle spezie nella garza, quindi immergervi i pezzi di pollo.
  • Abbassare la fiamma e cuocere per 45 minuti. Eliminare la garza, togliere il pollo dalla casseruola e tenerlo da parte in caldo
  • Ridurre la salsa a fuoco vivace, incorporare la panna (io non l’ho fatto), il succo di lime (per me limone) e l’acqua di rose (per me sciroppo di rose), rimettere il pollo nella pentola e cuocere ancora pochi minuti.

 

Infine, nel piatto ho decorato con dello zafferano anche se non era richiesto, ma si è trattato più che altro di un twist … estetico. Per il resto, oltre a togliere il latte di cocco e utilizzare anice stellato al posto dei chiodi di garofano, diminuire la concentrazione di cardamomo verde, usare sciroppo di rose al posto di acqua di rose e succo di limone invece di quello di lime, il mio twist ha intaccato passaggi a mio avviso non fondamentali nella preparazione, senza togliere l’anima al piatto, ma piuttosto adattandolo ad un gusto più vicino e riconoscibile …  è stata un’esperienza divertente e appagante.

 

 

 

 

 

 


6 commenti

Le mie Tapas per il Club del 27

IMG_20190625_080122

Almeno una volta nella vita bisogna visitare la Spagna, perdersi nei ghirigori del Gaudì, passeggiare su Las Ramblas, rimanere senza fiato davanti la Sagrada Familia e poi, ovviamente Tapear. Perciò oggi facciamo un ripasso delle Tapas con gli amici del Club del 27 e la grafica superlativa della tigre di Spagna, Mai Esteve, che ogni mese ci onora di un banner unico ed irripetibile.

tapas club

Credits Mai Esteve

 

Quello di oggi lo è particolarmente, da salvare e portare con sé a Barcellona o dove volete, e non dimenticate di provare queste ricette tratte dalla sfida sulle Tapas di MTChallenge!

IMG_20190625_081536

Polpette all’uso zingaro da qui

Ingredienti per 4 persone:

150g di tonno sott’olio

100g di pane raffermo

60g di peperone rosso

30g di olive tritate

1 uovo

1 costa di sedano piccola

pangrattato

prezzemolo

olio per friggere

sale e pepe

Tritate grossolanamente il sedano e tagliate a tocchetti il peperone. In una padella fate appassire con dell’olio il sedano, in seguito aggiungete anche il peperone. Aggiustate di sale. Mettete il pane raffermo in ammollo in una ciotola con dell’acqua. Quando il peperone sarà morbido, aggiungete fuori dal fuoco il tonno sgocciolato e spezzettato e il pane raffermo strizzato. Unite le olive e il prezzemolo tritato. Aggiustate di sale e pepe, se necessario. Infine aggiungete l’uovo e mescolate il tutto. Formate delle palline e passatele nel pangrattato. Friggete le polpette in abbondante olio.

Quelle in foto sono una versione con ingredienti gluten free, dove i peperoni sono stati sostituiti da pomodori secchi per amore del consorte.

IMG_20190625_081501

Passato freddo di carote da qui

500 g di carote

500 ml di brodo vegetale

200 g di latte

1 pizzico di noce moscata

4 cucchiai di yogurt intero

prezzemolo

olio extra vergine d’oliva

sale e pepe

Pelate le carote, lavatele e tagliatele a rondelle.

Versate il brodo in un tegame, aggiungete le carote e portate a ebollizione; continuate la cottura per 15 minuti.

Togliete il tegame dal fuoco e lasciate raffreddare.

Versate il composto nel frullatore e azionatelo per alcuni minuti, fino a quando otterrete una crema densa.

Aggiungete il latte, lo yogurt, la noce moscata e un pizzico di sale.

Frullate ancora fino a quando il composto sarà omogeneo.

Versate la crema nei bicchierini e decoratela con il prezzemolo fresco e un filo di olio extra vergine d’oliva.

IMG_20190625_081422

Mini Frittelle di patate e cipolle con robiola di capra stagionata -sempre di Camilla Assandri

200 g di patate

1 cipolla

1 uovo grande sbattuto

1 noce di burro

olio extravergine d’oliva

sale e pepe

Preparazione:

Sbucciate le patate e la cipolla e grattugiatele.

Mettetele in una ciotola, aggiungete l’uovo, sale, pepe e mescolate.

Scaldate l’olio e il burro in una padella.

Prelevate il composto con un piccolo mestolo e formate le frittelle.

Cuocetele 6-8 minuti per lato a fuoco medio.

Servite calde, accompagnate dalla robiola di capra stagionata.

26804115_1666525040074871_376345731_n

 

 

 


2 commenti

Saffron layer cake. La mia versione gluten free per il Redone di Gennaio.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

da SCANDIKITCHEN CHRISTMAS di Bronte Aurell

Qui trovate la versione glutinosa originale, che oggi io ho rifatto senza glutine per inaugurare la serie compleannosa della nostra famiglia e partecipare con un bis al Redone di Gennaio 2019.

Nati in inverno, festeggiamo senza il sole…ma grazie allo zafferano, un po’ di colore lo recuperiamo ugualmente. Questa torta, poi, si presta un po’ a tutto, anche all’inzuppo nella tazzina di caffè del giorno dopo. Anzi, ve lo consiglio!!

Se volete realizzarla con rigore geometrico, procuratevi da subito gli stampi giusti:ve ne occorrono 3. Io ho usato quelli usa e getta in carta da forno, ma poi per impilarli uno sull’altro, la geometria va a farsi friggere. Il diametro è da 18 cm.

per la torta
50 g di burro
100 ml di latte
1 pizzico di zafferano pestato al mortaio, per me lasciato in infusione.
4 uova
325 g di zucchero semolato, fine**
300 g di farina 00*
2 tsp di lievito per dolci
1/2 tsp sale
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
50 g di yogurt bianco, greco o simile
frutti rossi brinati per decorare, per me ribes
per il frosting
75 g di marzapane
300 g di zucchero a velo
150 g di burro morbido
latte
limone, a piacere
Accendete il forno a 180 gradi. Fate sciogliere il burro in un pentolino, poi unitevi il latte e lo zafferano, a fuoco spento. mescolate e lasciate in infusione, mentre vi dedicate alla preparazione della torta. Montate le uova con lo zucchero, con le fruste elettriche, fino ad ottenere un composto soffice e spumoso. Mescolate da parte la farina con il lievito e il sale e setacciateli. Uniteli poi al composto di uova, incorporandoli dal basso verso l’alto perché non smonti. Profumate con la vaniglia. Aggiungete lo yogurt e il latte allo zafferano, incorporandolo con una spatola, sempre con movimenti dall’alto verso il basso, fino ad avere un composto liscio e semi fluido. Dividetelo in tre parti uguali nei tre stampi precedentemente preparati e infornateli a forno caldo per 12-14 minuti (nel mio forno 15, in modalità ventilata).
Sfornate, lasciate intiepidire 5 minuti negli stampi, poi sformate
e fate raffreddare sulla gratella.
Nel frattempo, preparate la crema
Stemperate il marzapane in una ciotola, con 2 cucchiai di acqua calda: servirà ad evitare i grumi. Setacciate lo zucchero a velo in un’ampia ciotola, unite il burro e montate con le fruste, fino alla massima velocità. Unite il marzapane e montate ancora, fino a quando avrete una crema liscia e spumosa. Se dovesse essere troppo densa, allungatela con un cucchiaio di latte. Se per i vostri gusti fosse troppo dolce, bilanciatela con l’aggiunta di qualche goccia di  succo di limone.
Montate la torta: mettete il primo strato sul piatto da portata e spalmatevi sopra uno strato di crema. Sovrapponete il secondo strato, spalmatelo con la crema e fate lo stesso con il terzo. Se volete, potete anche spatolare la crema tutto intorno, come nella foto, per dare un effetto “frozen” 😉
Note:
-E’ sempre azzardato reinterpretare senza glutine una qualsiasi ricetta nata col glutine, però io faccio di necessità virtù…ho sostituito la farina 00 con l’amido di mais, ma ho sacrificato un uovo. Questo “bilanciamento” mi consente di valutare altri aspetti, come tempi di cottura, ecc.
-Ho utilizzato zucchero di canna per la torta. Inizialmente avevo pensato alla stevia, ma con i volumi non avrei ottenuto un risultato decente. Mi è sembrato un buon compromesso tra salvezza del girovita e salvezza del palato 😉
-Ho fatto il marzapane partendo da mandorle intere già pelate e tenute in ammollo, frullando insieme allo zucchero semolato, in parti uguali. Ne ho preparato un po’ di più per tenerlo disponibile. Prima di utilizzarlo per il frosting, l’ho tenuto in frigo a riposare.
-Ho usato anche il limone, per paura che la torta risultasse troppo dolce e ho lasciato il ribes al naturale sempre per lo stesso motivo.
-Ovviamente non ha la sofficità di una torta con la maglia glutinica, ma ci ha davvero soddisfatto con questo aroma così gustoso e diverso dal solito
-La sua bontà è mantenuta anche inzuppata nel caffè, un sacrilegio possibile. Fidatevi.
-Le foto sono pessime, fuori pioveva ed era in corso la festa di compleanno,però vi lascio anche quella dell’interno per farvi vedere gli strati.
OLYMPUS DIGITAL CAMERA
a2bredone


4 commenti

Falafel per lo Starbooks Redone

Così fece in modo che alla moglie e a lui le cose apparissero del tutto naturali, come se i vent’anni trascorsi fossero finiti fra due presse gigantesche, polverizzandosi fino a trasformarsi in un foglio trasparente, quasi invisibile.

Da “Ritorno a Haifa” di G. Kanafani

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

È già Ottobre, un mese generoso, come qualcuno ha detto. Io non vedo l’ora di parlarvi dei falafel, queste frittelline speziate ai ceci tutt’altro che facili da preparare (almeno per me è stata una personale Odissea).

Ottobre è anche il periodo dell’anno in cui in molte città Italiane si celebra la cultura araba. A Napoli si inizierà il 14, per esempio. Il mio amico Omar, che mi ha insegnato come fare i falafel, viene dalla Palestina e vive a Napoli da circa 40 anni, dove ha un ristorante arabo. Si dedica da tempo, attraverso la cucina e il Teatro, alla diffusione della cultura delle sue origini e lo fa con amore e generosità, e in modo del tutto pacifico e gentile.

La ricetta che ho scelto, è stata selezionata per noi dalla Redazione dello Starbooks ed è infallibile, a prova di Omar, insomma, e a prova della Van Pelt, soprattutto (!).

Tratta da Mon Grain de Sel di Bernard Laurance

500 g di ceci crudi( tenuti in ammollo una notte)

6 spicchi d’aglio
mezzo mazzo di prezzemolo
mezzo mazzo di coriandolo (in totale 60 g)
mezza cipolla
1 cucchiaino da caffè di bicarbonato
1 cucchiaio di sesamo (per me tahini)
2 cucchiaini di coriandolo in polvere
2 cucchiaini di cumino in polvere
mezzo cucchiaino di peperoncino in polvere
sale e pepe
– mettete a bagno i ceci o le fave per 24 ore in acqua fredda. Laurence raccomanda due cose
  1. di non usare in nessun modo ceci in scatola(ovviamente la prima volta che ho fatto i falafel ho commesso questo grosso errore e non vi dico lo scempio)
  2. di scolare molto bene e di asciugare perfettamente i legumi, dopo che sono stati a bagno, visto che è l’eccesso di umidità che può far rompere PRi falafel in cottura
– passateli al mixer per circa un minuto. E’ importante ottenere una purea non perfettamente liscia, ma un po’ grossolana, sufficiente ad essere compattata in polpette con poca fatica. Una purea troppo liscia causerebbe di nuovo la disgregazione dei falafel in cottura.
– trasferite la purea in una terrina e aggiungete le spezie e il bicarbonato
– tritare finemente il prezzemolo, il coriandolo, la cipolla e l’aglio. L’autore consiglia di asciugare perfettamente le erbe, SE si lavano prima dell’uso .E’ anche possibile tritare le erbe assieme ai legumi: in questo caso, si avrà un composto tutto verde. Quest’ultimo metodo è quello usato da me.
– per avere una texture più consistente, si può aggiungere il sesamo all’interno. Io ho usato la tahini.
– dopodichè, si dà loro la forma di polpette piatte (lui ha usato l’attrezzo apposito) e le si friggono in olio profondo, fino a quando sono perfettamente dorate da tutti i lati. Scolatele su carta assorbente e serviteli con hummus o anche da soli.
Note mie:
Ho tribolato per anni prima di approdare ad una ricetta decente per falafel e questa è affidabilissima. Se non avete molta manualità con le polpette, potreste acquistare su Amazon il dosatore per falafel a prezzi modici. Ho visto usarlo quando li abbiamo fatti con Omar e ho fatto una fugace ripresa che non riesco a condividere ma vi assicuro che questa ricetta è
PROMOSSA


Lascia un commento

“Platters & Boards” su Mag ABOUT Food per il tema del mese. Il mio Veg OUT vi aspetta lì.

IMG_20180520_081929 (1)

Per il Tema del Mese su Mag ABOUT Food si parla di un “vecchio” modo tornato prepotentemente di moda per portare in tavola non solo ricette ma piatti e abbinamenti succulenti e rigorosamente “legati” tra loro. Tratti da Platters and Boards questi vassoi e tavole imbandite catalizzeranno la vostra attenzione dando spunti alla vostra fantasia. Complice l’estate alle porte, è il caso di dire:-Pronti, platters e via…che sia in spiaggia o in terrazzo, l’obiettivo è colpire gli ospiti con effetti speciali. Il mio sarà un contributo tra i tanti, Veg OUT! A base di cannellini in salsa, feta sottolio, burro aromatizzato e ortaggi di stagione. Spero di avervi incuriosito e vi do appuntamento sul sito di MTChallenge!

Alla prossima.


7 commenti

Tortilla al caprino con contorno di peperoni arrostiti per chiudere il cerchio dell’MTC. Il numero 72.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

In MTC siamo giunti ad un nuovo inizio, il cerchio si chiude sugli stessi ingredienti delle prime due sfide: l’uovo e la patata…

Io vi ho conosciuti con le castagne e non vi ho più mollati se non per una breve parentesi(di cui mi pento pure)…

Oggi un bacio in fronte lo do a quel gran genio della Mai che su tutto quel che fa mette il sigillo del bello e del buono, lo do volentieri anche perché mi ha spianato la strada, evitando il glutine, che è la mia bestia nera..

…e la voglio fare breve, perché questa è la prima proposta di una sfida un po’ particolare ed unica che darà un refresh per le prossime sfide

-per quei fortunati che resteranno in gara classe-

E rimanere, piacerebbe pure a me!!!!

E allora inizio così,

e poi andrò a spremermi le meningi per la versione fantasiosa!

Intanto buon appetito a tutti!!!

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Tortilla al caprino ed erba cipollina

con peperoni arrostiti la morte sua(per accompagnare)

Per una padella da 22 cm:

600 g di patate

7 uova medie

1/2 cipolla bianca (astenersi scalogno!)

50 g di formaggio caprino a dadini

ciuffi di erba cipollina sminuzzati

2 peperoni rossi

olio per cuocere le patate

sale qb

(Fa testo solo il post di Mai, ma comunque di seguito è come l’ho fatta io)

Partite da una quantità superiore di patate, una volta sbucciate, ne occorreranno 600 g, senza ammollo. Affettate le patate in pezzi piccoli e irregolari, così anche la cipolla. Scaldate un po’ d’olio nella vostra padella e immergete le patate a fuoco basso. Non dovranno friggere, ma neppure spappolarsi. Dopo i primi minuti, aggiungete le cipolle e regolate di sale. Continuate la cottura per almeno venti minuti. Nel frattempo triturate l’erba cipollina e tagliate a dadini il formaggio. Unite le uova e frullatele per amalgamarle.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Una volta che le patate vi sembreranno cotte al punto giusto, toglietele dalla padella e liberatele dall’olio in eccesso, che metterete da parte per altro uso. Tuffatele nel “cuscino” di uova, insieme agli altri ingredienti, mescolate e riversate nella padella, in cui farete cuocere almeno cinque minuti per lato. Un consiglio per capovolgere la tortiglia senza incidenti: inumidite un piatto delle stesse dimensioni della padella, che farà da coperchio al momento opportuno, così da non far appiccicare l’uovo 😉 Funziona!!!

Lavate i peperoni e tagliateli a listarelle, togliendo eventuali semini. Infornate a 150 °C per almeno 40 minuti. Lasciateli raffreddare del tutto prima di spellarli (facilita la procedura).

Condire a piacere con olio e sale.

Con questa Tortilla partecipo

alla prima parte

del MTC 72

 

banner_sfidadelmese_72