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Avventure di una mamma blogger


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Una ricetta per Audrey

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Tutti ricordiamo Audrey in Vacanze Romane, oppure Sabrina, o soprattutto Colazione da tiffany ma non sono stati questi successi cinematografici ad accrescere un affetto fraterno nei suoi confronti. Ho ammirato di lei la vicenda umana che l’ha portata negli ultimi anni della sua vita a prodigarsi per gli ultimi, soprattutto i bambini africani, diventando ambasciatrice Unicef e toccando con mano quelle realtà. L’amore per il prossimo l’ha staccata dalle copertine patinate dei magazine di moda per portarla in giro per il mondo dimenticato, regalando a occhi emarginati la maturità della sua bellezza, una maturità non anagrafica, ma del cuore. Ho ammirato di lei la capacità di essere a casa solo una mamma, benché fosse ormai un’attrice di successo. Ho ammirato le sue sane abitudini,nonostante gli ambienti mondani. Allo sguardo dei suoi figli tutto questo non è sfuggito, e l’ho ritrovato in una delicata biografia scritta dal figlio Luca Dotti, romano. Si, perché Audrey è anche italiana, se vogliamo. Anzi, questo ci onora. Audrey at Home è stato il mio auto-regalo lo scorso Natale. Tra quelle pagine di vita privata, luoghi e amicizie raccontate dal figlio, anche molte ricette, spesso appuntate su un pezzo di foglio, e rafforzate da tantissimi tips e consigli, rendono il libro speciale e unico. Non pensate che la mia sia una recensione, è solo un semplice omaggio, che spero farà piacere leggere a chi passerà di qui. E’ scritto, purtroppo in inglese, perciò forse non accessibile a tutti, e le ricette non sono state illustrate visivamente. Ho riprodotto la sua torta preferita, che vedete in foto. La ricetta è stata ricostruita dal figlio Luca e la moglie, Domitilla, ma la certezza che Audrey la preparasse proprio così, non possiamo averla. La completa una glassa, che io non ho fatto. Vi lascio la traduzione degli ingredienti e del procedimento indicato nel libro. Volevo pubblicare il post nel giorno del suo compleanno, il 4 maggio, ma non mi è stato possibile. Ad ogni modo, siamo qui oggi a ricordarla e mangiare un pezzo di torta in sua memoria. A proposito, era buonissima.

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Tradotto liberamente da Audrey at Home, Memories of my mother’s kitchen

di Luca Dotti con L. Spinola

Ingredienti per la torta per uno stampo da 28 cm

210 g di cioccolato fondente

90 g di burro non salato + altro burro per lo stampo

3 uova

180 g di zucchero

25 g di farina

Ingredienti per il fondant (che io non ho realizzato)

180 g di cioccolato fondente a pezzi

100 g di burro non salato

30 ml di latte

Pre-riscaldare il forno a 200 °C e imburrare lo  stampo.

Usare 180 g su 210 e  mettere a bagnomaria con il burro. In un’altra ciotola, di media grandezza, lavorare le uova con lo zucchero, aggiungere successivamente la farina e tre cucchiai di acqua. Alla fine unire il cioccolato cremoso. Aggiungere il cioccolato rimasto e cuocere da 20 a 30 minuti.

 

 


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Due proposte di rollers per MTC66 con dedica da cronaca rosa.

Giovanna questo mese ha avuto l’onore/onere di lanciare la sfida numero sessantasei dell’MTC. Sgomento e mancanza di idee per quella che è una delle preparazioni più attuali in materia culinaria: i ROLLS. Una preparazione che richiede tecnica e attenzioni negli abbinamenti di gusto. Siamo nel campo dei fingers, da gustare in piedi, in un solo boccone, senza ausili di ordinanza…insomma qualcosa di easy ma non così semplice come si pensa. Sarò concisa, a salvaguardia del tempo di lettura del post.

Ma concedetemi una parentesi frivola, basteranno due nomi propri di persona, e sarò altrettanto breve. Siete pronti? Lui, Emmanuel-lei, Brigitte 60 aa..all’Eliseo da poche ore, una coppia ben assortita…e non aggiungo altro. Anzi, sì. Uno dei due rolls è dedicato a lei. L’altro dei due, a lui, e voglio vedere se indovinate quale.

Bonne appetit

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Rolls di prosciutto al formaggio cremoso e fragole

su croccante di frutta secca e spezie

Per 6 rolls diametro da 3,5 cm

50 g di prosciutto cotto, 50 g di formaggio cremoso, 5 fragole locali – per me delle Valli Cupe km 0-

Per i cestelli di frutta secca

Pirottini in silicone, 40 g di granella di nocciole, 50 g di mandorle già pelate, 40 g di burro fuso, zenzero in polvere q. l.

Questi rolls sono in versione cruda, anche se ho messo i cestelli di frutta secca nella macchinetta per cuocere i muffins per circa 5 minuti, prima di farli rapprendere in frigo. Ho unito la frutta secca alle spezie e ho mescolato col burro fuso, riempiendo i pirottini a meno della metà, poi li ho tenuti in frigo fino al momento di comporre i rolls, togliendoli dai pirottini. Per i rolls veri e propri, ho disposto le fette di prosciutto come indicato da Giovanna nel suo post. Fondamentale è la carta pellicola e il piano di lavoro bgnato; sono accorgimenti essenziali per arrotolare i rolls prima di riporli in frezeer. Ho tagliato le fragole a printaniere  come mostrato qui per un utilizzo a crudo.

Rolls di tacchino fritto, con purè di patate “novelle” e lattuga

su focaccine senza glutine all’origano 

Per 6 rolls cotti del diametro di circa 4 cm

100 g di petto di tacchino, 1 uovo, sale fino q b,pan grattato gf q b,  1/2 l olio di semi di arachidi per friggere, 3 foglie di lattuga* e 4 patate novelle* varietà Nicola pasta gialla , 30 g di burro,  300 ml latte ps e 30 g di Parmigiano grattugiato.

*sono prodotti km 0 delle Valli Cupe che acquisto per mezzo di GAS presenti sul territorio.

Questi rolls sono realizzati con ingredienti cotti e hanno richiesto un gran bel lavoro:

ho lavato il petto di tacchino in acqua e limone, l’ho panato passandolo prima nell’uovo battuto con del sale fino e l’ho fritto intero. Ho preparato del purè con le patate novelle lessando le patate, pelandole e schiacciandole. Con una noce di burro ho lavorato il passato di patate in un pentolino su fiamma bassa, versando il latte freddo poco per volta. Ho scottato la lattuga in acqua salata e l’ho lasciata raffreddare. Su della carta pellicola, ho steso, sovrapponendole un po’, tre foglie di lattuga grandi, le ho ricoperte di purè, lasciando libero il lato lungo per almeno 5 cm e ho messo il petto di tacchino intero già fritto sul lato opposto. Ho avvolto il tutto aiutandomi con la prima pellicola, poi ho trasferito su altri due fogli di pellicola posti sul banco di lavoro bagnato. Ho tolto il foglio iniziale e ho formato il rotolino con questi ultimi, legando bene le due estremità. Ho tenuto in frezeer una notte. Poi ho proceduto al taglio.

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Questi rolls sono appoggiati su delle focaccine senza glutine all’origano, che ho preparato così:

100 g di farina gf, olio evo q b, 5 g sale fino, origano q l, 5 g di lievito di birra in polvere,50 ml acqua +miele mf q b.

Si procede come per l’impasto di una pizza,lavorando prima gli ingredienti secchi, poi si aggiunge olio. Si fa sciogliere il lievito nell’acqua con un po’ di miele mf e si versa sul mix, lavorando su una spianatoia. Quando il panetto compare ben levigato si mette a lievitare tre ore. Ho formato delle piccole sferette, che ho schiacciato fino a raggiungere il diametro dei rolls di tacchino e ho infornato 20 minuti a 180 °C. Successivamente ho composto i rolls che ho servito freddi.

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Con questa ricetta partecipo

alla sfida n.66

del MTC,

perché mantiene “giovani”


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Un classico dolce pasquale per la GN delle Paste di Mandorla

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Non è necessario lavorare con martello e scalpello, state tranquilli. Per realizzare i vostri dolci in pasta di mandorla -raffiguranti agnelli o pesci, a Pasqua i primi e a Natale i secondi- sarà sufficiente recuperare degli stampi ad hoc ed il gioco è fatto. La loro realizzazione vi regalerà una soddisfazione unica.

Beh, ovviamente la ricetta la trovate sotto. E se ne vorrete delle altre, oggi il sito del Calendario del Cibo Italiano ve ne fornirà per tutti i gusti ed esigenze. Buona Giornata Nazionale delle Paste di Mandorla, e alla prossima.

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Ingredienti e occorrente

300 g di mandorle già pulite

225 g di zucchero bianco semolato

stampo in gesso

carta pellicola

Per il ripieno

100 g di marmellata di frutti rossi o di pere

50 g di biscotti  secchi (gluten free per me)

 

1.Fate rinvenire in acqua le mandorle, scolatele e frullatele. In un tegame di acciaio a sponde alte trasferite la polvere ottenuta e aggiungete lo zucchero. Accendete il fuoco a fiamma bassa e iniziate a mescolare zucchero e mandorle, facendo amalgamare bene.Appena avvertite un aroma penetrante, togliete dal fuoco. Non bisogna cuocere.

2.Rivestite lo stampo in gesso con della carta pellicola e iniziate a trasferirvi parte del composto, pigiando con le punte delle dita per far prendere bene la forma. Con un cucchiaino, unite la marmellata alla polvere di biscotti frullati a parte, e iniziate a “farcire l’agnello”. Lo strato deve essere sottile. Ricoprite con altra pasta di mandorle, pigiando bene. Dopo 10 minuti di riposo, ricoprite lo stampo con un vassoio e poi rigirate il tutto con cura. Il vostro agnello è pronto.

  • Ripetete l’operazione una seconda volta. Otterrete il secondo agnello con le quantità assegnate.


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Torta di vino e miele per la GN delle torte da credenza

Oggi parliamo di torte da credenza, e chi più ne a più ne metta (sottochiave)…l’occasione è data dal Calendario del Cibo Italiano, un progetto che è decollato e non lo ferma più nessuno!! e al quale, anche in questo mese di Maggio, avrò l’onore di contribuire, nel mio piccolo.

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La primavera inizia a contagiare con la sua voglia di luce, profumi e colori, fiori e frutti. Buttiamoci a capofitto in questa frizzante atmosfera. Sul sito troverete idee bellissime per le vostre torte senza crema. Se vi va, provate questa qui sotto, liberamente ispirata ad una ricetta del NYT, ma italianissima nella versione che vi propongo,e, in più, è senza glutine, perciò possono mangiarla proprio tutti.

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Ingredienti

400 g di preparato* per dolci senza glutine

2 g di polvere di zenzero

2 g di cannella

3 uova grandi

200 g di Olio e.v.o. km 0

250 g di Miele biologico di Acacia

150 g di Vino rosso secco

4 Susine rosse ben mature  per decorare

Foglioline di mentuccia o timo

+Miele d’acacia bio q.b. per far macerare la frutta

 

*contenente lievito, sale e zucchero.

Come realizzarla

  • Pre riscaldare il forno a 180 °C; imburrare e infarinare lo stampo.
  • In una ciotola capiente,unire la farina con le spezie;
  • In un’altra ciotola lavorare bene le tre uova con una frusta,aggiungere olio,miele e vino. Mescolare e versare sugli ingredienti secchi, lavorando fino ad ottenere un impasto omogeneo.
  • Versare nello stampo imburrato e cuocere per circa 45-50 minuti. Ultimata la cottura, trasferire su una teglia e lasciare raffreddare per almeno 20 minuti, prima di togliere dallo stampo.
  • Nel frattempo, lavare e affettare la frutta, trasferirla in una terrina e mescolarla con del miele  e delle foglioline di menta (oppure timo).Lasciare macerare almeno 30 minuti. Servire la torta con questa frutta.

 

 

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Il sartù è servito. Con esperimento in appendice.

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 Aleeeeeèè Oh-OOOOOOh Aleeeeèè OOh-OOOOOh. Ho sformato un vero sartù di riso e non potete immaginare la gioia!!Neanche fossi allo stadio, stamattina. Quando mai. E’ l’appuntamento mensile con la mia scuola di cucina, oggi tutti a lezione da Marina!

Antefatto. Il maritino pensava di  scombinare i programmi, improvvisandosi imbianchino durante le vacanze di Pasqua…ma questo non potrà  mai accadere,se fai parte dell’MTC. Hai sempre una ricetta nuova da provare, e che ricetta.

Si, è vero. Sgomento iniziale. Mai visto, mai mangiato un sartù napoletano. E allora? Tu che l’estate prepari la salsa di pomodoro e ne hai ancora due bottiglie proprio lì, dove tuo marito ha allestito i suoi lavori … un sartù rosso sta per essere architettato.

 

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Eccole in cima alla scaletta dei lavori, <presto fai una foto e scappa in cucina a fare il sugo di pomodoro alle carote!! Poi te lo dico a cosa ti servirà!> -parlava la vocina di Marina, che intanto era in giro per la Calabria, e noialtri a sgobbare in cucina.

Te possino!!

-Procurati della buona polpa di manzo, dei pisellini freschi, dei funghi e lascia perdere Foodpairing che non hai molto tempo!! Mettici,piuttosto, la caciottina che tieni sempre a portata di mano, il Gruviera sarà per la prossima volta!!- insisteva la vocina.

Per il sugo di pomodoro alle carote

2 grosse carote

1 scalogno intero

3/4 l di salsa di pomodoro fatta in casa (edizione 2016)

5 cucchiai olio evo bio

sale qb

Preparate un battuto di carote e in una pentola dal fondo spesso fate andare uno scalogno lasciato intero, ad imbiondire nell’olio. Aggiungete le carote e dopo qualche minuto versate la salsa di pomodoro, che deve essere di ottima qualità. (Io ho attinto alla mia riserva aurea, che è agli sgoccioli…)

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Per le polpette di manzo

150 g di polpa di manzo macinata

1/2 uovo sbattuto

prezzemolo

parmigiano qb

pangrattato senza glutine qb

sale qb

500 ml olio di semi di arachidi per friggere

Impastate tutto velocemente, formando delle polpettine. Portate l’olio a temperatura e friggetele. Riponetele in un piatto con della carta assorbente e tenetele da parte.

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Per il ripieno

150 g di piselli freschi

250 g di funghi misti

60 g caciotta mista a dadini

1 mestolo di sugo di pomodoro alle carote

1 spicchio d’aglio in camicia

vino bianco qb

olio evo da agricoltura biologica

sale qb

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Mix di Pleurotus ostreatus,Agaricus bisporas, Shiitake,Nameko e Porcini

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foto come da regolamento

Fate andare l’aglio in camicia in poco olio. Aggiungete i piselli freschi e, dopo qualche minuto, aggiungete il misto di funghi. Regolate di sale e lasciate cuocere, dopo aver fatto evaporare l’alcol del vino bianco. A cottura ultimata, filtrate l’acqua  ottenuta e mettete tutto da parte.

Per il riso in rosso

350 g di riso parboiled

1,2 l di acqua

2 mestoli di sugo di pomodoro alle carote

sale qb

3 uova fresche

parmigiano qb

burro e pan grattato per lo stampo*

Portare a ebollizione l’acqua con un po’ di sugo al pomodoro, regolando di sale. Versate il riso a pioggia e cuocete almeno 10 minuti – diciamo per i 3/4. Mettete il riso a raffreddare e poi iniziate ad aggiungere un uovo alla volta con un po’ di parmigiano.

*Ho usato uno stampo tondo in pyrex di diametro 14 cm e h8 cm. E’ stato molto utile imburrare per bene lo stampo, ripassarlo con del pan grattato (per me senza glutine) e tenerlo in frigo una mezzora. E’ un metodo che consiglio, ma non l’ho inventato io. E’ del doc Meyers del neo blog The Doctor is in the Kitchen

Quando è tutto pronto, iniziate a costruire il guscio di riso con l’aiuto di un cucchiaio. Se la consistenza del vostro impasto è quella giusta, non avrete nessuna difficoltà. Poi versate il ripieno, iniziando con le polpettine. Prima di richiudere il guscio, mettete un po’ di sugo di pomodoro. Infornate a 180°C per 30 minuti. Prima di sformare il sartù, fatelo raffreddare bene ed eseguite l’operazione con l’aiuto di una grossa spatola in silicone. A me è andato tutto liscio!! -stranamente 😉

Servite con una salsa. Se volete, potete usare la mia, aromatizzata ai funghi.

 Salsa al pomodoro e funghi

150 ml acqua di cottura dei funghi filtrata

200 ml sugo di pomodoro e carote

1 cucchiaio amido di tapioca

sale qb

Con questa ricetta

partecipo al MTC n. 65 Il Sartù

Esperimento in appendice e fuori gara

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Inizialmente avevo pensato di realizzare un finto sartù, di risino che vedete in foto…ma poi ho pensato: chi me lo fa fare? Ad ogni modo, avendo avuto questa curiosità ho approfittato dell’occasione e ho testato la cottura di questo riso di konjac, la farina a zero carboidrati. Posso dirvi che la resa è quattro volte il peso secco e la consistenza piuttosto collosa. Ma sulla tenuta, questo esperimento è da portare avanti, magari ..nelle prossime puntate.

Arrivederci.


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TORTA DEL DUNIZET. Una versione senza glutine alle fragole per il Calendario del Cibo Italiano.

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Oggi sono molto emozionata, lo confesso, perché nel mio piccolo ho l’opportunità di contribuire al Calendario del Cibo Italiano attraverso il mio blog. Ho sempre seguito l’evoluzione di questo progetto da lontano e con ammirazione, perché il Cibo è Cultura e ci identifica come Italiani, dovunque il destino abbia voluto poi portarci a vivere.

Sono salentina per nascita e vivo ancora in questa bellissima terra, ma uno dei miei tre fratelli, per lavoro, è a Bergamo. Ha sposato una donna di quella provincia lombarda, una regione tanto bella e ricca quanto lontana, così diversa nella geologia e nel clima, nelle ricette, dalla Puglia … Hanno una bellissima bimba di appena un anno e sono una bellissima famiglia, buoni come il dolce di oggi, la Torta del Donizetti, una specialità di Bergamo, appunto.

La dedico a loro, e, soprattutto, a mia cognata, una donna dolcissima.

Vi confesso, anche, che questa ciambella, perché di una ciambella si tratta, mi ha dato del filo da torcere. La sua preparazione, in apparenza semplice, mi ha fatto tribolare non poco. E’ stato necessario ripeterla tre volte e devo ringraziare in modo particolare Alessandra  per esserci (quasi)riuscita. Nella fattispecie e per esigenze di salute, l’ho realizzata senza glutine, un altro aspetto che non permette ai dolci di lievitare come dovrebbero, e al posto di frutta candita, avendo già provato la versione al mango e all’ananas disidratati, in questa terza versione che ha visto finalmente la luce, ci ho messo le fragole locali da agricoltura biologica … una bontà!Se dovessi prepararne un’altra, tornerei alla frutta candita, come indica il disciplinare che troverete nella ricetta pubblicata nel sito del Calendario. Infatti le fragole hanno dato alla mia ciambella una sembianza di flognarde … pazienza.

Il Calendario del Cibo Italiano dedica l’8 Aprile alla Giornata Nazionale della Torta Donizetti in occasione dell’Anniversario della morte di Gaetano Donizetti, il noto compositore di musica sacra e per orchestra, nonché da camera, nato a Bergamo il 29 Novembre 1797. La sua breve vita, a causa di una salute cagionevole, fu nonostante tutto ricca di successi. Dopo le prime opere, quali Anna BolenaElisir d’Amore e Lucia di Lammermoor, iniziò anche una fervida produzione all’estero, in Francia, su invito del Rossini.

spartito

(Fonte:Fondazione Bergamo nella Storia Onlus)

Ingredienti della versione gluten free alle fragole

125 g di burro

80 g di zucchero bianco semolato

4 tuorli

2 albumi

40 g di farina senza glutine

80 g di fecola di patata

120 g di fragole fresche a dadini

1 cucchiaino di Maraschio

Lavorare a lungo il burro con lo zucchero (tenendo da parte 30 g di quest’ultimo). Una volta ottenuto un composto cremoso, dove lo zucchero sia stato totalmente incorporato, aggiungere un tuorlo alla volta, aspettando che il precedente sia stato ben amalgamato. Montare gli albumi a neve utilizzando lo zucchero messo da parte. [Questo è il punto di “criticità” che non ha fatto montare le mie precedenti due versioni: gli albumi vanno aggiunti dopo i tuorli, e non alla fine! ]

Unire gradatamente le farine, dopo aver setacciato la fecola almeno tre volte, e aggiungere per ultima la frutta. Infine, versare il Maraschino e la vaniglia. Versare il composto in uno stampo (diametro 22-24 cm) da ciambella, ben imburrato. In mancanza di uno stampo col buco,che potreste ottenere utilizzando un bicchiere – come ho fatto io- si può optare per la preparazione di simpatici muffins.

Infornare a 180°C a forno statico e preriscaldato. Cuocere per circa 40 minuti e più, fatta salva la prova dello stuzzicadenti. Sformare e far raffreddare la torta del tutto. Servire con dello zucchero a velo.

Ve ne innamorerete.logocommunity


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Uno sguardo alla cucina vintage…Terrina di ortaggi al formaggio di capra in agar con datterini ripieni e composta di pere e zenzero.

 

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Foto come da regolamento:la terrina intera nella terrina

Brontolando, brontolando, alla fine ho preso una decisione: accetto la sfida…non si può evitare quello che non è nelle nostre corde senza un buon motivo o una valida giustificazione, non vi pare?! e poi il vintage mi ha da sempre affascinata, certo non in cucina, ma per il resto sono vintage inside …  e poi vengo anch’io da quel periodo lì degli Anni Settanta, a pensarci…

– mio papà, dopo cinque anni di corteggiamenti, sposa mia mamma nel ’76 …e dopo un paio di anni arrivo io 😉

Perciò, anche questo mese ho una ricetta per l’Mtc giunto alla 64ma edition… con la proposta di Giuliana sulle Terrine. E’ stato piacevole ricredersi sul fatto che le terrine siano qualcosa di desueto, in realtà danno una grande soddisfazione, sia visiva che al palato e poi sono ultra comode, perchè una volta preparate, sono lì a nostra disposizione, e, con i primi caldi, si possono portare nelle scampagnate e fare dei bei pic-nic.

Armatevi di terrina e andiamo in cucina. Non scoraggiatevi se non avete una terrina doc, magari french style, non è fondamentale. Io ne ho usata una in pyrex senza coperchio, della capacità di circa un litro.

Terrina di ortaggi in formaggio di capra e agar

1 peperone

1 zucchina oversize

1 verza small size

250 g di formaggio di capra appena stagionato km 0

1 spicchio di aglio

olio evo

scalogno qb

sale qb

latte qb

6 g di polvere di agar

Lavare gli ortaggi, tagliare il peperone e la zucchina a listarelle di uguale misura e far grigliare bene. In una padella, far imbiondire lo scalogno in olio d’oliva e far andare qualche minuto delle rotelle di verza. E’ importante mantenere la croccantezza degli ortaggi e sceglierli ad hoc per avere un buon risultato finale dopo il taglio della terrina. A parte, a bagnomaria, fondere il formaggio con dell’olio, aglio finissimo e latte. Stemperare l’agar in una tazzina di latte freddo e versarlo, a metà cottura, nella crema di formaggio, portando tutto a bollore. Allestire la terrina all’interno di una ciotola più grande dove avrete messo del ghiaccio, e iniziare a versare la crema di formaggio; appena rappresa stendere il primo strato di peperoni, alternando uno strato di crema, poi le zucchine. Tenere le verze per lo strato finale, dove le incastonerete a mo’ di decorazione (dalle foto in notturna non si vede bene, ma danno un bel effetto). Ricoprite con della carta pellicola e con dei pesi per pressare bene (io devo aver esagerato un po’) e mettete in frigo a rapprendere per almeno quattro ore (io ho esagerato anche qui). La terrina non va sformata come invece avviene per quelle in crosta. Affettate con cognizione di causa e avrete un bellissimo colpo d’occhio sulla vostra tavola. Accompagnate con insalata e o salsine, oppure fate come me.

 

 

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Foto come da regolamento:una fetta di terrina

Oppure, dicevo, fate come me…

Pomodori ripieni (due porzioni)

6 datterini

pane raffermo o pan cassetta (senza glutine per me)

latte qb

olio evo

scalogno

sale e pepe

Lavare, pulire e svuotare dei semini i pomodori, condire con olio e sale. In un pentolino preparare il ripieno facendo imbiondire un po’ di scalogno e cuocere la mollica di pane con del latte. Se volete, potete legare con un tuorlo, ma non è necessario. Riempite i pomodorini con questo impasto e metteteli in una teglia, infornando per 10 /15 minuti a 180 °C. Serviteli per accompagnare la terrina di ortaggi.

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Foto come da regolamento:la terrina a metà

E siccome, “al contadin non far sapere …..

ho preparato una composta di pere per concludere in bellezza la portata.

Composta di pere e zenzero

1 pera Abate

50 g di zucchero grezzo

succo di un limone

1/2 cucchiaino di zenzero in polvere

acqua di fiori di arancio

estratto di vaniglia (facoltativo)

Lavate e affettate la pera, se troppo acerba, frullatela un po’. In un pentolino mettete la polpa di pera, la polvere di zenzero e lo zucchero, aggiungete il succo di limone e gli altri liquidi. Mescolate bene e poi continuate di tanto in tanto. Cuocete a fuoco basso per almeno 15 minuti. Servite insieme alla terrina di ortaggi e formaggio.

 

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