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Avventure di una mamma blogger


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Tortilla al caprino con contorno di peperoni arrostiti per chiudere il cerchio dell’MTC. Il numero 72.

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In MTC siamo giunti ad un nuovo inizio, il cerchio si chiude sugli stessi ingredienti delle prime due sfide: l’uovo e la patata…

Io vi ho conosciuti con le castagne e non vi ho più mollati se non per una breve parentesi(di cui mi pento pure)…

Oggi un bacio in fronte lo do a quel gran genio della Mai che su tutto quel che fa mette il sigillo del bello e del buono, lo do volentieri anche perché mi ha spianato la strada, evitando il glutine, che è la mia bestia nera..

…e la voglio fare breve, perché questa è la prima proposta di una sfida un po’ particolare ed unica che darà un refresh per le prossime sfide

-per quei fortunati che resteranno in gara classe-

E rimanere, piacerebbe pure a me!!!!

E allora inizio così,

e poi andrò a spremermi le meningi per la versione fantasiosa!

Intanto buon appetito a tutti!!!

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Tortilla al caprino ed erba cipollina

con peperoni arrostiti la morte sua(per accompagnare)

Per una padella da 22 cm:

600 g di patate

7 uova medie

1/2 cipolla bianca (astenersi scalogno!)

50 g di formaggio caprino a dadini

ciuffi di erba cipollina sminuzzati

2 peperoni rossi

olio per cuocere le patate

sale qb

(Fa testo solo il post di Mai, ma comunque di seguito è come l’ho fatta io)

Partite da una quantità superiore di patate, una volta sbucciate, ne occorreranno 600 g, senza ammollo. Affettate le patate in pezzi piccoli e irregolari, così anche la cipolla. Scaldate un po’ d’olio nella vostra padella e immergete le patate a fuoco basso. Non dovranno friggere, ma neppure spappolarsi. Dopo i primi minuti, aggiungete le cipolle e regolate di sale. Continuate la cottura per almeno venti minuti. Nel frattempo triturate l’erba cipollina e tagliate a dadini il formaggio. Unite le uova e frullatele per amalgamarle.

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Una volta che le patate vi sembreranno cotte al punto giusto, toglietele dalla padella e liberatele dall’olio in eccesso, che metterete da parte per altro uso. Tuffatele nel “cuscino” di uova, insieme agli altri ingredienti, mescolate e riversate nella padella, in cui farete cuocere almeno cinque minuti per lato. Un consiglio per capovolgere la tortiglia senza incidenti: inumidite un piatto delle stesse dimensioni della padella, che farà da coperchio al momento opportuno, così da non far appiccicare l’uovo 😉 Funziona!!!

Lavate i peperoni e tagliateli a listarelle, togliendo eventuali semini. Infornate a 150 °C per almeno 40 minuti. Lasciateli raffreddare del tutto prima di spellarli (facilita la procedura).

Condire a piacere con olio e sale.

Con questa Tortilla partecipo

alla prima parte

del MTC 72

 

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Gnocchi al pomodoro di patate rosse cotte al sale

L’Estate è fuggita in un battito di ciglia, lo sa bene anche il mio blog, rimasto a secco di nuovi post sino ad oggi. Lo sa bene anche lo scaffale dei libri delle vacanze, che quest’anno non è stato arricchito nella sezione adulti (ma quella bimbi, sì)… Le cose possono essere andate solo in due modi. Uno, non sono andata “in ferie”, perciò non ho comprato libri da leggere in vacanza. Due, sono andata in ferie leggendo solo i libri di fiabe e racconti del mio bimbetto, che ha iniziato l’ultimo anno delle materne proprio oggi …

La risposta esatta è la seconda. Ho preferito scegliere l’opzione numero due e vi dirò che è stata una bella sorpresa scoprire come siano cambiate, oggi, le storie per i bambini under sei, per lo meno quelle provenienti da inchiostro di oltre Manica …

Per carità, la letteratura non è il mio pane quotidiano e la formazione scientifica potrebbe suggerire tutt’altro, ma fortunatamente sono passati i tempi in cui bibliotecari distratti lascerebbero leggere Alla ricerca del tempo perduto (All’ombra delle fanciulle in fiore, credo) di M. Proust ad una bimbetta che non ha terminato neppure le Elementari, non dite? Altri tempi. La ricetta di oggi, invece, è adatta un po’ a tutti i palati e fa da contrappunto a qualsiasi zibaldone, racchiudendo nella sua apparente semplicità, tanta sostanza. Ma non ringraziate me, bensì la vincitrice dell’ultima edizione del Mtc,Annarita del blog Il bosco di alici, che ha proposto una supergalattica sfida sugli gnocchi. Andate a leggere tutti i suoi consigli su come fare i vostri gnocchi a regola d’arte. Di seguito troverete solo la mia interpretazione con variazioni sul tema, come sempre.

* *  *

Dopo essere state introdotte in Europa da Cristoforo Colombo, ed essere state coltivate in tantissimi Paesi del Vecchio Continente, le patate giunsero anche nell’orto incantato di mia zia, che quest’anno ne ha regalate di tutti i colori.. Gli gnocchi di oggi sono stati preparati con patate dalla buccia rossa cotte al sale. Un esperimento, forse, ma riuscito nel senso che, il mio problema con gli gnocchi, (oltre al fatto che quelli di carne ed ossa non mi hanno mai degnata di uno sguardo), è sempre stato la consistenza. Bollire le patate, infatti, è un’arma a doppio taglio, per quanto mi riguarda. Non azzecco mai i tempi di cottura, e l’acqua, come mezzo, ne cambia la “friabilità”. La cottura al sale, invece, ne ha rafforzato la tenuta, perciò l’effetto “gomma” ce lo siamo finalmente risparmiato. Il condimento, sinceramente, si presenta da solo. Conserva di pomodoro d’annata.

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Per 4 porzioni di gnocchi senza glutine:

  • 600 g di patate rosse cotte al sale
  • 150-200 g di amido di mais
  • sale fino ql

sale grosso per la cottura al forno >1kg

Procedimento

Dopo aver lavato le patate, asciugatele e scegliete una pirofila dai bordi piuttosto alti. Versate del sale grosso, creando un letto non troppo spesso. Adagiate le patate sul sale e ricopritele di altro sale.  Le patate dovranno riconoscersi appena. Infornate  in forno preriscaldato a 150°C per almeno 40 minuti. Appena cotte, noterete che del sale è rimasto attaccato alla buccia formando un guscio. Sarà molto facile sbucciarle. Schiacciatele bene e lavoratele su una spianatoia con della farina, che aggiungerete a poco a poco. Non dimenticate di aggiungere un po’ di sale fino. (io uso la farina senza glutine, ma queste lo saprete già). Formate un “panetto” e allungatene una estremità, come se fosse l’impasto dei maccheroni. Con un coltello, spezzate piccoli tratti di maccherone tutti uguali e create delle palline. Nella forma tradizionale gli gnocchi vengono rigati, io ho optato per una forma più “infantile” perché li preparo per il mio bimbo.

Nel frattempo fate bollire dell’acqua salata e iniziate a far cuocere gli gnocchi. Occorreranno pochi minuti, ve ne accorgerete perché saliranno a galla. Conditeli a piacere. Sono molto buoni al pesto di basilico, ai formaggi, al burro e salvia.

Io li ho conditi con della conserva di pomodoro fresca, fatta in casa quest’estate. Basterebbe scaldarla un po’, oppure cuocerla in un po’ di olio e cipolla.

Buon appetito.

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Con questa ricetta partecipo al MTC n 59

“Gli Gnocchi”

 

 

 


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Spezzatino di durelli di pollo e patate alla salvia e Cognac. Il Re è servito.

Sono chiamate “rigaglie” le interiora dei volatili e in particolare oggi vi parlo  dei durelli, che si ottengono dallo stomaco del pollo. In latino il significato di regalia indica tutto ciò che è degno di un Re … anche se in passato queste parti andavano a riempire la pancia dei servitori, a cui il signorotto le regalava, dopo averne mangiato tutto il resto.

Ho avuto la fortuna di trovare durelli di pollo ruspante che si prestano a lunghe cotture, l’unica accortezza è quella di lavarli bene. Mia mamma usa acqua e limone per il lavaggio e ne fa almeno due, uno prima di tagliuzzare i durelli e un altro dopo averli fatti piccoli piccoli, anche di 1 cm. Così ho fatto anch’io.

Ingredienti:

300 g di durelli di pollo ruspante

150 g di patate pasta gialla

1 spicchio d’aglio

sale grosso q.b.

olio e.v.o. pugliese

farina

50 g di vino bianco secco

1 cucchiaio di Cognac

foglie di salvia

½ l d’acqua

½ limone

In abbondante acqua fresca e limone lavare bene i durelli, tagliuzzarli e lavarli nuovamente, con altra acqua e limone. Asciugarli bene, infarinarli e cuocerli con olio e aglio in un tegame di terracotta oppure di acciaio. Quando si saranno rosolati un po’, aggiungere il vino e il Cognac e sfumare. Coprire con circa 200 g di acqua profumata alla salvia preparata in precedenza e tenuta in caldo e continuare la cottura.

A metà cottura aggiungere le patate tagliate a cubetti piccoli quanto i durelli, salare e continuare a cuocere.

Se necessario aggiungere altra acqua profumata.

A fuoco molto lento saranno sufficienti 70-75 minuti.

Questo è lo spezzatino del Re…e va servito in modo raffinato, per quanto sia un piatto semplice. Ho voluto realizzare, per l’occasione, dei mini cestini di pasta phyllo.

Per non far freddare lo spezzatino, ho giocato d’anticipo, preparando l’impasto prima ancora di dedicarmi al pollo, visto che la pasta phyllo ha bisogno di riposare due ore prima di essere lavorata.

Non è facile farla in casa, ma chi mi ferma più?… la ricetta è di Elena di ComidaDeMama e la trovate sul suo blog. Io ho utilizzato l’aceto di mele,al posto di quello di vino, e farina rigorosamente deglutinata*,come quella che ho usato per infarinare il pollo, ma il resto è tutto uguale a quanto detto da Elena.

Aspettavo un’occasione speciale per rispolverarla…

Ingredienti per la pasta phyllo gluten free*:

250 g di farina*

125 g di acqua molto calda

1 cucchiaino di sale

1 cucchiaino di lievito istantaneo

1 cucchiaio di olio di oliva

½ cucchiaio di aceto di mele

(burro fuso solo per i cestini)

A partire dalla farina, aggiungere gli altri ingredienti, per ultimi quelli liquidi. Il burro fuso servirà invece successivamente.

Lavorare l’impasto in una terrina e riporlo in un canovaccio (possibilmente umido) per farlo riposare.

Dopo due ore si può procedere a stendere i fogli più sottili che potete, aiutandovi con un po’ di farina o maizena.

Come realizzare i cestini

Procedendo un po’ alla volta, spennellate la superficie dei quadrati (circa 12×12 cm) di pasta phyllo con il burro e poi sovrapponili a stella a due a due, per creare i cestini a forma di stella a 8 punte.

Sistemare con cura le stelle nelle cavità dello stampo per muffins, spingendo bene la base in modo da farla aderire. Io li volevo più piccoli e ho utilizzato delle tazzine da caffè.

Infornate per 10 minuti circa a 220 °C, o sino a che i bordi saranno leggermente dorati e croccanti (a seconda del forno e della pasta phyllo che si usa, ci vogliono da 7 a 12 – 13 minuti).

Sfornate i cestini e metteteli a raffreddare su una griglia fino a quando lo spezzatino non sarà pronto, poi comporre il cestino e servire…la scarpetta vien da sé.

Nota del Nutrizionista

Talvolta la carne di pollo crea qualche problema a chi non tollera le uova,perciò si può realizzare lo stesso spezzatino, ma con carne di coniglio. La ricetta è stata realizzata volutamente con farina deglutinata, perciò è adatta a chi non tollera il glutine.

***

Dopo una ricetta andata fuori concorso, so che non posso permettermi altri errori, ma errare è umano…con timore ma anche determinazione sto per scrivere la frase fatidica……….

Con questa ricetta – e non con l’altra-

partecipo al MTC di Gennaio

sfida n. 35