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Avventure di una mamma blogger


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Un thè da re per L’ora del tè.

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Sono poche le cose che riesco a fare nel tempo libero -libero è una parola grossa- aggiornare il blog è la prima, la seconda è l’antiquariato, i mercatini vintage insomma. Di recente sono tornata in un negozietto che tengo sempre d’occhio appena posso, e cosa trovo? Una bellissima teiera bianca in porcellana con dei fiorellini dipinti color vinaccio e no, non ho saputo resistere. L’ho acquistata ed eccola qua in foto per preparare un thé un po’ speciale. Si tratta di una varietà piuttosto pregiata, il Ceylon Orange Pekoe proveniente dallo Sri Lanka.

Sono una privilegiata, perché da quattro anni ho una piccola Erboristeria e riesco a trovare tantissimi infusi di cui prima ignoravo l’esistenza. Oggi vi parlo di tutto questo per aver colto l‘invito di una blogger come me -anzi, così la mortifico, perché lei è più brava di me!!- è Lidia del blog The spicy note 😉

Per l’occasione, vi dicevo che ho scelto un thè piuttosto prezioso e soprattutto ideale per dare la carica di prima mattina grazie al suo alto contenuto in teina.

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Si ottiene per essiccazione e successiva fermentazione. In tazza presenta un colore bruno dai riflessi rossicci e ha un gusto rotondo molto aromatico. “Pekoe” è un termine usato nella classificazione del thè nero in foglia, in questo caso deve essere ricavato solo dalle ultime due foglioline e dalla gemma apicale della pianta!!L’altro nome nella definizione, “Orange”, non è usato come aggettivo riferito al gusto, perciò non lasciatevi trarre in inganno!! E’ un tributo ad una Famiglia Reale, la casata olandese degli Orange-Nassau, che nel corso del tempo lo ha scelto ed apprezzato al punto di diffonderlo in tutta Europa. Perciò non può che essere una qualità superiore, se veniva consumato dai re.

Si prepara con acqua molto calda, 95°-100°C, e si lascia in infusione 3-4 minuti.

Un prodotto così buono, a mio avviso, va esaltato nel suo gusto e non coperto da troppi altri dolci. Per questo motivo ho fatto una scelta di semplicità, abbinando i biscotti di famiglia, preparati da mia suocera, dopo che suo papà, il nonno di mio marito, è venuto a mancare. Sua, infatti, la ricetta, segretissima. So che può sembrare assurdo, ma ancora oggi la ricetta è nelle mani di mia suocera, che periodicamente ce ne prepara in gran quantità. Non le ho mai chiesto di prepararceli senza glutine, perciò questi biscotti sono l’unica cosa che tengo solo per me 😉 Li uso a colazione.

Sono fatti di farina, burro, latte, zucchero, uova e lievito. Senza aromi. E sono buonissimi.

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Ringrazio Lidia ed Erica per avermi dato l’occasione di parlare di un alimento antico e sempre attuale come il thè!!! E ricordate di acquistarlo nelle Erboristerie!!!

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Uno sguardo alla cucina vintage…Terrina di ortaggi al formaggio di capra in agar con datterini ripieni e composta di pere e zenzero.

 

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Foto come da regolamento:la terrina intera nella terrina

Brontolando, brontolando, alla fine ho preso una decisione: accetto la sfida…non si può evitare quello che non è nelle nostre corde senza un buon motivo o una valida giustificazione, non vi pare?! e poi il vintage mi ha da sempre affascinata, certo non in cucina, ma per il resto sono vintage inside …  e poi vengo anch’io da quel periodo lì degli Anni Settanta, a pensarci…

– mio papà, dopo cinque anni di corteggiamenti, sposa mia mamma nel ’76 …e dopo un paio di anni arrivo io 😉

Perciò, anche questo mese ho una ricetta per l’Mtc giunto alla 64ma edition… con la proposta di Giuliana sulle Terrine. E’ stato piacevole ricredersi sul fatto che le terrine siano qualcosa di desueto, in realtà danno una grande soddisfazione, sia visiva che al palato e poi sono ultra comode, perchè una volta preparate, sono lì a nostra disposizione, e, con i primi caldi, si possono portare nelle scampagnate e fare dei bei pic-nic.

Armatevi di terrina e andiamo in cucina. Non scoraggiatevi se non avete una terrina doc, magari french style, non è fondamentale. Io ne ho usata una in pyrex senza coperchio, della capacità di circa un litro.

Terrina di ortaggi in formaggio di capra e agar

1 peperone

1 zucchina oversize

1 verza small size

250 g di formaggio di capra appena stagionato km 0

1 spicchio di aglio

olio evo

scalogno qb

sale qb

latte qb

6 g di polvere di agar

Lavare gli ortaggi, tagliare il peperone e la zucchina a listarelle di uguale misura e far grigliare bene. In una padella, far imbiondire lo scalogno in olio d’oliva e far andare qualche minuto delle rotelle di verza. E’ importante mantenere la croccantezza degli ortaggi e sceglierli ad hoc per avere un buon risultato finale dopo il taglio della terrina. A parte, a bagnomaria, fondere il formaggio con dell’olio, aglio finissimo e latte. Stemperare l’agar in una tazzina di latte freddo e versarlo, a metà cottura, nella crema di formaggio, portando tutto a bollore. Allestire la terrina all’interno di una ciotola più grande dove avrete messo del ghiaccio, e iniziare a versare la crema di formaggio; appena rappresa stendere il primo strato di peperoni, alternando uno strato di crema, poi le zucchine. Tenere le verze per lo strato finale, dove le incastonerete a mo’ di decorazione (dalle foto in notturna non si vede bene, ma danno un bel effetto). Ricoprite con della carta pellicola e con dei pesi per pressare bene (io devo aver esagerato un po’) e mettete in frigo a rapprendere per almeno quattro ore (io ho esagerato anche qui). La terrina non va sformata come invece avviene per quelle in crosta. Affettate con cognizione di causa e avrete un bellissimo colpo d’occhio sulla vostra tavola. Accompagnate con insalata e o salsine, oppure fate come me.

 

 

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Foto come da regolamento:una fetta di terrina

Oppure, dicevo, fate come me…

Pomodori ripieni (due porzioni)

6 datterini

pane raffermo o pan cassetta (senza glutine per me)

latte qb

olio evo

scalogno

sale e pepe

Lavare, pulire e svuotare dei semini i pomodori, condire con olio e sale. In un pentolino preparare il ripieno facendo imbiondire un po’ di scalogno e cuocere la mollica di pane con del latte. Se volete, potete legare con un tuorlo, ma non è necessario. Riempite i pomodorini con questo impasto e metteteli in una teglia, infornando per 10 /15 minuti a 180 °C. Serviteli per accompagnare la terrina di ortaggi.

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Foto come da regolamento:la terrina a metà

E siccome, “al contadin non far sapere …..

ho preparato una composta di pere per concludere in bellezza la portata.

Composta di pere e zenzero

1 pera Abate

50 g di zucchero grezzo

succo di un limone

1/2 cucchiaino di zenzero in polvere

acqua di fiori di arancio

estratto di vaniglia (facoltativo)

Lavate e affettate la pera, se troppo acerba, frullatela un po’. In un pentolino mettete la polpa di pera, la polvere di zenzero e lo zucchero, aggiungete il succo di limone e gli altri liquidi. Mescolate bene e poi continuate di tanto in tanto. Cuocete a fuoco basso per almeno 15 minuti. Servite insieme alla terrina di ortaggi e formaggio.

 

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Strudel di mele, kefir krem e Dervish Turners.

La vita di una mamma, si sa, è piena di impegni, ma quando capita una mattinata libera, con un’ora a disposizione,faccio volentieri qualcosa “tutta per me” come ad esempio un salto al negozietto vintage vicino casa.

Perché  ve lo racconto? Il motivo c’è, ed è questo piccolo ricettario di tale Walter Fischer dal titolo Sachertorte, Strudel e i dolci del Nord. Non è più in stampa, non si trova nemmeno con Amazon, io l’ho trovato appunto al negozietto vintage l’altra mattina, prima ancora di sapere che sarebbe stato utile per la sfida n.36 del MTC di Febbraio, visto che Mari di Lasagnapazza,vincitrice dell’ultima sfida, ha proposto lo Strudel come ricetta per la prova.

Io lo Strudel l’ho sempre mangiato preparato da altri, primo tra tutti mia suocera, che pur essendo salentina come me, e perciò esperta di altri tipi di dolci, ha vissuto diversi anni in quel di Trento, dove ha potuto fare buona esperienza di dolci del Nord e, infatti, lo Strudel è il suo cavallo di battaglia…ma andiamo avanti.

Siccome l’MTC sta diventando per me una scuola, ho colto di nuovo la “sfida”, ho studiato, ho adattato alle mie esigenze di cucina senza glutine ed ho tirato fuori uno strudel che ha superato l’esame dei giudici di casa, ma loro, si sa, son di parte …

Il ricettario vintage è stato prezioso, dirò la verità, ma il filo diretto con Mari lo è stato di più, alla fine, infatti, ho deciso che l’uovo nella sfoglia non ci stava, con buona pace del signor Fischer!

Per la crema, non me ne vorrete se ho sperimentato a modo mio…avevo comprato di nuovo il Kefir, di cui ho parlato altrove in lungo e in largo e ho pensato di preparare una kefir krem, dizionario turco alla mano, come turche sono le origini dello strudel -seppure il termine è tedesco e onomatopeico, indica infatti un <<vortice, gorgo, risucchio>> – e del kefir, parola armena che vuol dire “benessere”. L’ho adoperato perché il gusto acidulo di questo latte fermentato, secondo me, lega con quello delle mele Royal Gala che ho usato nel ripieno dello Strudel, e siccome ho voluto  abbondare con la cannella,perché la adoro, questa crema di accompagnamento ne ha bilanciato il sapore molto speziato …

Devo però riconoscere al signor Fischer lo spunto del succo di mela per spennellare la sfoglia a metà cottura. Anche qui però ci ho messo del mio…ho preparato una tisana con i filtri alla mela scoperti a ottobre scorso, nella giornata che l’AISM dedica alla ricerca per la lotta alla sclerosi multipla con la vendita delle mele in molte città d’Italia, da Nord a Sud.

Ma forse vorrete la ricetta e qualche fotina … vi accontento subito;-)

Ingredienti per la sfoglia:

125 g di mix di farine senza glutine coop*

1/2 bicchiere di acqua tiepida

5 g di olio e.v.o. km 0

farina di riso q.b. per stendere l’impasto

[*a base di amido di mais, latte scremato, fibre di semi di psyllium e guar]

Per spennellare a metà cottura:

50 g d’acqua per la tisana

1 filtro alla mela

Ingredienti per il ripieno

150 g mela a fette Royal Gala

80 g biscotti al burro senza glutine (della nonna)

30 g pinoli scelti

50 g zucchero grezzo di canna

75 g di burro fuso

la buccia grattugiata di 1 limone

cannella in polvere q.l.

zucchero a velo per completare

kefir krem

1 tuorlo bio grande

125 ml kefir bio freddo

40 g zucchero a velo

15 g amido di mais

Preparare la sfoglia: disporre la farina a fontana sulla spianatoia, spargere l’olio e aggiungere poco a poco l’acqua tiepida, lavorando l’impasto per una decina di minuti, fino a renderlo elastico. Dare la forma di sfera e lasciarlo riposare coperto per mezzora. Dividere le mele in quarti, sbucciarle e togliere i semi. Tagliarle a fette sottili, versarle in una ciotola, aggiungendo zucchero, cannella,pinoli e la buccia del limone grattugiata. Mescolare bene e lasciare macerare al fresco.

Stendere la pasta con il matterello direttamente su un canovaccio infarinato (io ho usato farina di riso, ma si può anche usare maizena). Bisogna tirare una sfoglia sottile, quasi trasparente. Successivamente spennellare con metà del burro fuso la sfoglia, cospargere i 2/3 della superficie con i biscotti sbriciolati, su cui si versa il preparato con le mele che si è fatto macerare.

Arrotolare la sfoglia alzando il canovaccio dal lato del ripieno, al fine di far rimanere sopra la parte di sfoglia senza il ripieno. Aiutandosi sempre col canovaccio, collocare lo Strudel sulla piastra del forno rivestita con carta da forno, spennellare con il rimanente burro fuso e infornare a 220°C, a forno già caldo. (Se occorre, abbassare la T di 10°C. Ognuno conosce il suo forno:-)

Dopo 20 minuti di cottura, spennellare ancora la sfoglia utilizzando la tisana di mela e lasciar cuocere per altri 10-15 minuti.

Preparare la kefir krem una “normale” crema pasticcera, mescolando su fuoco basso il tuorlo e lo zucchero a velo. Versare a filo il kefir a T ambiente, rimestando continuamente con un cucchiaio di legno e aggiungere l’amido di mais. Si raddenserà molto presto, perciò al primo segnale togliere dal fuoco e far raffreddare un po’ prima di utilizzare la sac a poche.

Servire lo Strudel con un po’ di zucchero a velo e la crema accanto sul piattino, decorando a piacere.

Se si preferisce, si può rendere più la crema liquida evitando di aggiungere l’amido di mais, perché il kefir ha già una certa consistenza. (In questo secondo caso la si può servire in una tazzina da caffè.)

Con la ricetta di questo Strudel partecipo alla sfida n.36 del MTC di Febbraio

La sfida n. 36 termina qui, ma il post continua con una foto del blog Le Dernier Cri

con cui vorrei fare un piccolo “omaggio” alla Turchia di oggi, dilaniata da una guerra intestina di cui l’eco in Italia arriva a tratti…mentre la musica che ho in testa da quando ho iniziato a preparare lo strudel è quella di Voglio vederti danzare di Franco Battiato. Se ne avete piacere, possiamo ascoltarla insieme