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Avventure di una mamma blogger


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I miei Salmon Cucumbers per Il Club del 27

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POTLUCKS RECIPE non è uno sciogli lingua, ma una goduriosa raccolta di ricette nate per quelle occasioni in cui <<sei invitato ma porta qualcosa anche tu>> e chi di voi non ha mai ricevuto di simili inviti non è di questo mondo. Per quanto mi riguarda non solo mi capita, ma spesso devo arrovellarmi il cervello e trovare qualcosa di “originale-buono-gustoso-glutenfree-veloce” che solo a dirlo passa la voglia..e invece no. Questa ricetta è stata amore a prima vista, una caduta da cavallo alla San Paolo….

Insomma, fatti e mangiati. Volete provare anche voi? E se gli antipasti non sono ciò che cercavate, prego accomodatevi sulla pagina del Club del 27 perché vi attendono una carrellata di ricette tratte tutte da questo libro di Miss Ali Rosen, per tutti i gusti, le esigenze e con annessi consigli sul trasporto.

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    Questo fantastico banner è opera della mitica Mai Esteve del blog  Il colore della curcuma

 

SALMON CUCUMBERS

Ingredienti per 15/20 dischetti di cetriolo

1 cucchiaio di olio d’oliva

2 cucchiai di scalogno affettato

225 g di filetto di salmone fresco

1 cetriolo Inglese grande (per me un carosello pugliese)

Sale ql

60 ml di maionese

1 ml di salsa piccante (suggerita Frank’s RedHot)

30 g di capperi

ciuffi di erba cipollina tritata per guarnire

Pepe nero fresco per insaporire

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Scaldare una padella a fuoco vivace. Aggiungere l’olio d’oliva e lo scalogno e cuocere 3 minuti. Spostare lo scalogno su un lato e aggiungere il salmone e cuocere 4 minuti. Rivoltare e cuocere almeno altri 2 minuti, ma non più di 4, dipende dallo spessore del salmone e dal vostro gusto. Rimuovere dal fuoco e far raffreddare.

Tagliare dei dischetti di cetriolo alti meno di 1 cm: devono essere spessi abbastanza da reggere il ripieno sopra, ma non troppo spessi tanto da prevalere. In una ciotola mescolare il sale con la maionese, la salsina piccante, e i capperi. Schiacciare il salmone in piccoli pezzi e versarli nella ciotola. Mescolare bene. Spalmare il composto al salmone sul dischetto di cetriolo, decorando con erba cipollina e pepe.

Come portarli

Si possono conservare in frigo su un vassoio (e poi in un sacchetto di plastica per non farli rinsecchire)se preparati in anticipo, ma la soluzione migliore è quella di assemblarli sul posto, a patto di esser sicuri di avere tempo e spazio per farlo, a vostra disposizione.

 

 

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Super loaves su Mag about Food per il tema del mese

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Questo è solo un assaggio! Oggi sul sito MTC si parla di lievitati a riposo lungo con Super Loaves!!! Correte a leggere le numerose ricette realizzate con lieviti madre. Troverete anche la mia, realizzata con un lievito madre gluten free a base di farina di ceci e di riso e qualche consiglio utile 😉

Non ve ne pentirete,

a presto.


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Quasi una crême brûlée di caprino, con macedonia di verdure e agrumi, patate fritte e albumi alla menta. L’altro modo di gustare una tortilla de patatas.

Nada te turbe nada te espante

Quien a Dios tiene nada le falta…

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Oggi un leggero guizzo artistico per completare un discorso piuttosto impegnativo ma con leggerezza, appunto. La nostra geniale Mai Esteve, avendo vinto la sfida sull’Afternoon tea, ha voluto metterci in padella  alla prova con le padelle, prova doppia, che, per quanto mi riguarda, era iniziata con una saporita tortilla al caprino.

Spremi e spremi, dovendo un po’ stravolgere e ricostruire la prima proposta, mi sono appellata alla santa patrona delle patate fritte, nonché mia santa preferita, che, lo sento, mi tiene sotto la sua ala protettrice, Teresa la Grande (cioè Teresa d’Avila). Si. Spagnola pure lei. Anche perché di una “quota rosa” c’era bisogno, vista la piega maschile che la gara stava assumendo, con San Giorgio che scorrazza dappertutto al galoppo del suo cavallo, salvando donzelle di qua e di là.

In realtà, mi piacerebbe approfondirlo un discorso sulla mistica del piatto, solo che ancora un modo non l’ho trovato, perciò gustatevi questa ricetta e quel che sarà, sarà…

Quasi una crême brûlée di caprino

Occorrente:

un colino cinese

una padella

cocotte

ciotola con acqua per bagnomaria

Ingredienti per la crême

3 tuorli

30 g di caprino

200 ml di latte

sale qb

pepe nero ql

Altri ingredienti per completare il piatto

patate

albumi avanzati

3g di inulina

1 cucchiaino di tapioca

sale qb

foglioline di mentuccia a julienne

olio per friggere

1 cetriolo

buccia grattugiata di arancia e qualche spicchio

olio e aceto

erba cipollina

Iniziate con le uova, separando i tuorli dagli albumi e mettendo questi ultimi da parte. Salate gli i tuorli, versateci sopra il latte bollente. Di seguito, aggiungete il caprino grattugiato e mescolate bene per farlo sciogliere. A questo punto, filtrate tutto con un colino cinese, versate in due cocotte (io ne ho utilizzata una più grande)  e disponete in un’altra terrina da forno piena d’acqua. Infornate a 180 °C  e cuocete a bagnomaria per almeno 20 minuti, o fino a quando, muovendo la cocotte, non noterete che la crema si è addensata.

A parte, montate gli albumi con il sale, l’inulina e le foglioline di mentuccia tagliate a julienne. Aggiungete la farina di tapioca, continuando a montare. Scaldate una padella piccola antiaderente e fate friggere la frittata di albumi su entrambi i lati pochi minuti. Succesivamente effettuate dei ritagli trinagolari e tenete da parte.

Tagliate a concassè il cetriolo pugliese, grattugiate la buccia d’arancia e ritagliate qualche spicchio. Condite la macedonia con olio, aceto e sale.

In un’altra padella, portate a temperatura dell’olio di semi vari.  Nel frattempo pelate e affettate le patate, lasciandole in ammollo. Successivamente, togliete l’acqua, fate asciugare su carta da cucina e friggetele, ottenendo un colore ben dorato (se vi piace, date la forma delle patate della busta, come ho fatto io).

Per comporre il piatto, usate la fantasia, la cosa importante, nel mio casa è stata la presenza di tutti gli elementi utilizzati nella tortilla classica, in maniera tale che mangiando la crême utilizzando le patate fritte al posto delle stoviglie, si apprezzasse ad ogni boccone la tortilla al caprino.

La macedonia è solo d’accompagnamento (e anche un escamotage per tappare un buco provocato da assaggio non autorizzato!!)

Mai spero sarai contenta 😉

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Banner di Mai Esteve

 


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Tortilla al caprino con contorno di peperoni arrostiti per chiudere il cerchio dell’MTC. Il numero 72.

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In MTC siamo giunti ad un nuovo inizio, il cerchio si chiude sugli stessi ingredienti delle prime due sfide: l’uovo e la patata…

Io vi ho conosciuti con le castagne e non vi ho più mollati se non per una breve parentesi(di cui mi pento pure)…

Oggi un bacio in fronte lo do a quel gran genio della Mai che su tutto quel che fa mette il sigillo del bello e del buono, lo do volentieri anche perché mi ha spianato la strada, evitando il glutine, che è la mia bestia nera..

…e la voglio fare breve, perché questa è la prima proposta di una sfida un po’ particolare ed unica che darà un refresh per le prossime sfide

-per quei fortunati che resteranno in gara classe-

E rimanere, piacerebbe pure a me!!!!

E allora inizio così,

e poi andrò a spremermi le meningi per la versione fantasiosa!

Intanto buon appetito a tutti!!!

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Tortilla al caprino ed erba cipollina

con peperoni arrostiti la morte sua(per accompagnare)

Per una padella da 22 cm:

600 g di patate

7 uova medie

1/2 cipolla bianca (astenersi scalogno!)

50 g di formaggio caprino a dadini

ciuffi di erba cipollina sminuzzati

2 peperoni rossi

olio per cuocere le patate

sale qb

(Fa testo solo il post di Mai, ma comunque di seguito è come l’ho fatta io)

Partite da una quantità superiore di patate, una volta sbucciate, ne occorreranno 600 g, senza ammollo. Affettate le patate in pezzi piccoli e irregolari, così anche la cipolla. Scaldate un po’ d’olio nella vostra padella e immergete le patate a fuoco basso. Non dovranno friggere, ma neppure spappolarsi. Dopo i primi minuti, aggiungete le cipolle e regolate di sale. Continuate la cottura per almeno venti minuti. Nel frattempo triturate l’erba cipollina e tagliate a dadini il formaggio. Unite le uova e frullatele per amalgamarle.

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Una volta che le patate vi sembreranno cotte al punto giusto, toglietele dalla padella e liberatele dall’olio in eccesso, che metterete da parte per altro uso. Tuffatele nel “cuscino” di uova, insieme agli altri ingredienti, mescolate e riversate nella padella, in cui farete cuocere almeno cinque minuti per lato. Un consiglio per capovolgere la tortiglia senza incidenti: inumidite un piatto delle stesse dimensioni della padella, che farà da coperchio al momento opportuno, così da non far appiccicare l’uovo 😉 Funziona!!!

Lavate i peperoni e tagliateli a listarelle, togliendo eventuali semini. Infornate a 150 °C per almeno 40 minuti. Lasciateli raffreddare del tutto prima di spellarli (facilita la procedura).

Condire a piacere con olio e sale.

Con questa Tortilla partecipo

alla prima parte

del MTC 72

 

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Le mie TEA EGGS per il Club del 27

Mio figlio da grande potrebbe diventare un “naso”, ed inventerebbe certamente profumi che a Marsiglia gli invidierebbero..non fosse altro che per il fatto di esserne così tanto innamorato, ed in particolare quelli delle spezie. Questo per lui è il periodo dell’anice stellato, per esempio. Va letteralmente a caccia di questa spezia e quando passa dalla nostra Erboristeria, ne fa incetta, al punto che devo tenere i vasi sottochiave o dirgli che l’ho venduto tutto…

Per questo motivo, quando ho visto la ricetta di cui vi parlo oggi su The perfect egg è stato un attimo decidere di realizzarla, perché racchiude nella sua semplicità tutto ciò che lui ama, le uova sode e gli aromi delle spezie… Questo libro che prendiamo in “esame” con il Club del 27 è un vero capolavoro sull’uovo, ci sono uova fatte in tutti i modi che vi invito di leggere sul sito dell’Mtchallenge.

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Credits to Mai Esteve -Il colore della curcuma

Sul mio blog trovate le TEA EGGS, uova cotte e decorate in un infuso profumato di cannella, anice stellato e così via. Spero vi piacerà nella sua semplicità, ma badate: l’esecuzione richiede un po’ di pazienza e delicatezza. Dal bel impatto visivo, anche se la foto non rende giustizia, ho avuto dei problemi con la macchinetta…

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TEA EGGS

Liberamente tradotto da “The Perfect Egg” di Teri Lyn Fisher

Ingredienti

12 uova

1 lt di acqua

1 bicchiere di salsa di soia*

50 g di tè Oolong in foglie

3 frutti di anice stellato

2 stecche di cannella

una buccia d’arancia, di almeno 8 cm larga e 2,5 lunga

10 g di zucchero

*la salsa di soia normalmente contiene glutine, perciò se volete realizzare questa ricetta in modo che sia adatta alle persone celiache, dovete acquistarne una dichiaratamente gluten free.

Procedimento

Portare l’acqua a bollore in una casseruola. Con un mestolo scanalato per evitarne la rottura, immergere delicatamente le uova in acqua. Portare nuovamente l’acqua a leggero bollore e cuocere le uova per 5 minuti. Rimuovere dal fuoco. Usando un mestolo, rimuovere le uova dall’acqua e tenere l’acqua da parte nella pentola stessa. Lasciar raffreddare le uova abbastanza da poter essere maneggiate. Col manico di un cucchiaio, colpire su tutta la superficie il guscio di ciascun uovo per formare delle crepe. Aggiungere all’acqua messa da parte la salsa di soia, la cannella, l’anice stellato,le zeste, il tè e lo zucchero e poi mescolare il tutto. Rimettere le uova nell’infuso, posizionare sul fuoco, riportare lentamente a bollore e cuocere per 10 minuti. Rimuovere dal fuoco e coprire la pentola, lasciando riposare le uova da 6 a 10 ore. Più le uova riposeranno, più deciso sarà il loro sapore. Toglierle dall’infuso. Queste uova possono essere servite calde oppure fredde. Ad ogni modo, vanno sbucciate subito prima di essere servite. Per servirle calde, metterne alcune (ancora col guscio) in un contenitore termico, ricoprire con dell’acqua bollente e chiudere la pentola. Lasciare lì le uova per 10 minuti, toglierle dall’acqua, pulirle e servirle. Quelle che avanzano, con tutto il guscio, possono essere conservate in frigorifero, ben chiuse in un contenitore ermetico.

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Un tè on the road con madeira cake e biscottini ripieni per l’MTC 71.

 

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Tutti a bordo, si parte! Mi porto appresso tutta la community: direzione Paradiso Bath…Valeria ci invita tutti a bere un tè con lei, però vuole farlo preparare a noi. Io la mia proposta l’ho già fatta,ma approfitto della magnanimità della Redazione che concede di partecipare, questo mese con due proposte.

Siccome siamo nel week-end ed è ufficialmente iniziata la stagione delle scampagnate, il tè è nel camper.

 

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Iniziamo dal tè. In questa seconda proposta vi parlo di una collezione di infusi, gli Infusi Positivi che sono realizzate con delle piante raccolte manualmente nel loro tempo balsamico e scelte per infondere Fiducia, Amore, Serenità, Amicizia, Allegria oppure Speranza. Io ho scelto la parola Fiducia, composta da foglie di tè verde e scorze di mandarino (Citrus nobilis Lour.). Gustatelo con me e lasciatevi trasportare dalle note positive.

Infuso

200ml acqua minerale bollente (basso residuo fisso e poco sodio)

1 cucchiaio di miscela della Fiducia in foglie

Tempo: da 5 a 10 minuti

Zuccherare a piacere.

Madeira cake senza glutine

ispirata ad una ricetta da Salt is Essential di Shaun Hill

letta qui e realizzata senza glutine.

 

170 g di burro non salato, a temperatura ambiente + per imburrare lo stampo
170 g di zucchero semolato
la scorza grattugiata di 1 arancia ed un limone + un cucchiaio di succo di limone
4 uova (per me 3 grandi)
170 g x2 di mix senza glutine per dolci già zuccherato
un cucchiaino scarso di lievito in polvere
un pizzico di sale
Preriscalda il forno a 170°/150° ventilato. Imburra uno stampo da 225 g.
Monta a crema il burro con lo zucchero e le scorze degli agrumi – un robot da cucina o uno sbattitore elettrico andranno benissimo – quindi aggiungi le uova, una alla volta.
Per ultimo, aggiungi il succo del limone, la farina, il lievito ed il sale.
Versa a cucchiaiate l’impasto nello stampo preparato e cuoci per c.ca 1 ora.
Lascia raffreddare per un poco prima di trasferire la torta su una gratella.

Ho scelto questa cake per capire come realizzare una 4/4 senza glutine e penso di averci azzeccato. Il nome Madeira rimanda al vino molto amato dagli Inglesi, infatti la torta nacque per accompagnarlo, ma vi dirò che sta benissimo anche con questo infuso dal retrogusto amarognolo. Diventò poi a pieno titolo un dolce apprezzato nella pasticceria inglese insieme alle altre Sponge.

Per aggiungere un’altra categoria ho azzardato una preparazione glutinosa -così non perdo la mano con le farine 00- e ho scelto di dare un tocco personale con questa ricetta della famiglia di mio marito, i “calzoncelli”…dei biscottini di frolla ripieni di crema alle nocciole. Gradite? Per la ricetta, ringraziamo mia suocera 😉

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Biscottini ripieni di crema alle nocciole.

1 kg di farina 00

300 g di burro o olio di mais

100 g di zucchero semolato

4 uova grandi

1 cucchiaino di lievito

buccia di un limone

Farcia

Crema di nocciole

Lavorare le uova con lo zucchero, aggiungere la farina, il lievito e la buccia grattugiata di un limone. Quando l’impasto sarà liscio e sodo, stenderlo quanto più sottile e iniziare a farcire con la crema di nocciole, distanziando bene i mucchietti.

Ricoprire con altra frolla e su ogni mucchietto, staccare un biscotto con lo stampo.

Preriscaldare il forno a 180°C, infornare e cuocere per 10/15 minuti. Questi biscotti si conserverebbero a lungo, se non fosse che finiscono prima.

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Con questa seconda proposta partecipo alla sfida sul tè MTC 71!!

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Zeppoline senza glutine per il calendario del cibo italiano

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Il progetto del Calendario Italiano mi sta davvero a cuore e mi spiace non poter contribuire più spesso di così. Oggi si celebra la Giornata Nazionale delle Zeppole di San Giuseppe  e per la sottoscritta è arrivato il momento di cimentarsi con queste meraviglie di pasticceria, con tutte le difficoltà del caso. Veramente, prima di lasciarvi la ricetta delle mie zeppoline senza glutine, non posso ignorare la figura di San Giuseppe, a cui sono abbinate. E per la verità, poche sono le informazioni su questo Santo, venerato come “Sposo di Maria” ma è pure la persona che si è curata della crescita di Gesù. Ora, senza addentrarmi in argomenti dottrinali, da cui poi non usciremmo più, vi dico solo che quest’uomo deve esser stato un grande papà. Non a parole, ma con i fatti. Nessuna frase gli è attribuita nei Vangeli, gli è dato solo un mestiere, quello di falegname, appunto concreto..mani che plasmano il legno. Sappiamo che è stato anche un “profugo”, in Egitto. Sappiamo che apparteneva alla dinastia dei Re. Sappiamo tante cose. Tutte informazioni utili per accettarlo come amico, compagno di strada. O anche no. Nessun obbligo. Ecco, se dovessi scegliere di sintetizzarne l’insegnamento, lo farei con le parole di don Tonino:-Non basta mettere in vita, bisogna mettere in luce.-

Credo sia ciò che ha fatto San Giuseppe con Gesù. Adesso però tengo fede alla mia promessa e vi presento le mie zeppoline.

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Ingredienti

200 ml di acqua

180 ml di farina di riso integrale

sale

1 noce di burro

1 uovo

buccia di limone grattugiata

crema pasticcera bianca e nera (al cioccolato fondente)

Se è difficoltoso preparare dolci senza glutine, l’impasto choux lo è ancora di più perché cotto due volte. Ma provarci può dare grandi soddisfazioni. Il consiglio è quello di lavorare a piccole dosi e per difetto di liquidi. Per questo motivo, non prendete le mie quantità per definitive, ma lavorate passo dopo passo e se necessario modificatele a vostro comodo.

Iniziamo. Portate l’acqua a bollore col burro e  salate. Versate la farina a pioggia e mescolate fin quando non si sia rappresa. (Potrebbe occorrerne più del previsto). Togliete dal fuoco e fate raffreddare bene. Su una spianatoia continuate la lavorazione, a impasto freddo, aggiungendo l’uovo e la buccia di limone grattugiata. (le uova, se più di uno, vanno aggiunte una alla volta). Aiutatevi con della carta da forno (questi impasti sono particolarmente appiccicosi).

Lavorate piccoli pezzi dello spessore di un dito e lunghi da 10-15 cm e arrotolateli su se stessi.Friggete le zeppoline e successivamente decoratele con della crema pasticcera. Si possono spolverare di zucchero prima della decorazione.