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Avventure di una mamma blogger


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Il mio sciroppo di mirtilli e alcool per il Club del 27

 

La sentite l’atmosfera del Natale? Noi del Club del 27 indubbiamente si! E abbiamo pensato di metterci al lavoro con anticipo e proporvi delle idee per il vostro Calendario dell’Avvento. Siete pronti? Questa ricetta va preparata con due settimane di anticipo, perciò avrete tutto il tempo che vi occorre. Lo sciroppo che vi propongo si presta come base di diversi cocktails ad esempio al posto del cassis (una varietà di ribes) in un kir royale oppure per aggiungerlo su dei golosi pancakes,togliendo il gin se preferite. Fornitevi di bottigliette molto piccole, da 30 o 50 ml e realizzate da voi le etichette con tutte le istruzioni per l’uso, spazio alla fantasia…

Se poi avete voglia di spendere di più,unite al contenuto del pacchetto lo champagne per un kit da kir royale da regalare a Natale, ma l’idea di oggi è quella di realizzare la sesta sorpresa del calendario, appunto.

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Ingredienti

800 g di mirtilli surgelati

150 g di zucchero a velo

succo di 1 e 1/2 limoni

500 ml di acqua tonica

10 bacche di ginepro, schiacciate

6-7 tbsp di gin

Unite mirtilli, zucchero a velo e succo di limone in una padella antiaderente su fiamma media e lasciate cuocere il composto finché non sarà ben amalgamato. Filtrate il composto ottenuto, premendo con l’aiuto di un cucchiaio. Pulite la padella da eventuali residui e poi riempitela nuovamente del composto filtrato e aggiungendo l’acqua tonica e le bacche di ginepro.

Fate ridurre la purea per circa 15-20 minuti, su fiamma dolce, mescolando di tanto in tanto, fino ad ottenere una consistenza sciropposa. Aggiungete il gin e continuate a mescolare.

Lasciate raffreddare bene prima di imbottigliare in contenitori sterilizzati.

 

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I miei Fig paste Open Sandwiches per Il Club del 27

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Di Open Sandwiches di Trine Hahnemann, la squadra del Club del 27 ha veramente saputo interpretare lo spirito con  la realizzazione di queste meraviglie per gli occhi e il palato. Si tratta, per lo più, di ricette per condire il pane di segale, che potreste gustare nei Paesi Scandinavi durante quello che viene denominato uno SmÖrgåsbord buffet.

Il mio pane, purtroppo, essendo gluten free, non poteva essere a base di segale, ma non mi sono data per vinta. Ho messo a punto una ricettina per ottenere un pane “nero” altrettanto gustoso, ed eccola qua:

Pane nero al cardamomo

150 g di farina di grano saraceno

150 g di farina senza glutine per pane

175 ml acqua tiepida

6 g  di lievito di birra in polvere

1 cucchiaino di zucchero di canna

un pizzico di sale

8 g di cardamomo in polvere

1 cucchiaino di olio d’oliva

[Gli impasti senza glutine non amano le lunghe lievitazioni, perciò potrete procedere ad infornare immediatamente dopo averli impastati.]

Unite gli ingredienti secchi, e versate il lievito e lo zucchero in acqua tiepida (mai eccedere nella quantità di acqua utilizzata). Se avete una impastatrice, azionatela per pochi minuti e sicuramente meno di dieci. Utilizzate poi dei guanti in lattice per manipolare l’impasto così ottenuto, conferendo la forma desiderata. Io ho messo il mio panetto in uno stampo da plumcake, ma ho ottenuto una cottura disomogenea. Infornando a fuoco forno freddo, senza preriscaldare, sarà sufficiente la placca del forno, ben foderata. (scegliete la modalità anche in base al vostro forno). Prima di procedere vi lascio qui un’alternativa alla mia ricetta, la troverete qui.

PASTA DI FICHI da Open Sandwiches di Trine Hahnemann (trad. a cura di Claudia Primavera)

250 g fichi secchi

200 g datteri denocciolati

2 cucchiai di cocco essiccato non zuccherato

Procedimento:

Tagliate ogni fico in quattro parti, mettetelo in una ciotola e versatevi sopra acqua bollente fino a coprirli.

Lasciate riposare per 30 minuti quindi scolate bene.

Mettete i fichi e i datteri denocciolati in un robot da cucina e frullateli bene fino ad ottenere una pasta uniforme.

Formate con la pasta una salsiccia di circa 5 cm di diametro.

Mettete la noce di cocco su un piatto, rotolate il rotolo di pasta di fico sul piatto fino a che non sia tutto ricoperto con la noce di cocco, quindi avvolgerlo in un foglio di carta forno e lasciarlo riposare in frigo tutta la notte.

Tagliate la pasta di fico a fette e metteteli sulla superficie dei vostri open sandwiches.

Credit Mai Esteve

 

 


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I miei Mini Rose cupcakes per Il Club del 27

Non perdere nessuna delle spine che trovi nel cammino,

con una di esse puoi salvare un’anima.

Teresa di Lisieux

 

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La mia personalissima rubrica di Mistica nel piatto tarda a partire, però questo mese con gli amici di MTChallenge abbiamo anticipato di qualche giorno l’uscita del Club del 27 per sorprendervi con una pioggia di petali di rose.

Infatti non sarà un libro a farci compagnia, ma una rosa di ricette alle rose, e scusate il gioco di parole. Io sono rimasta affascinata da questi cupcakes che vi ripropongo nella loro apparente semplicità. Mi hanno dato qualche problema, ma gli ho ripetuti volentieri e penso che diventeranno ricetta di famiglia, perché son piaciuti a tutti. La versione originale è di Urvashi Roe, io ho liberamente interpretato i suoi cupcakes con una farina autolievitante ma senza glutine.

Una dolcissima bontà, e anche se ci ho messo del colorante e tanto zucchero, cosa che di solito preferisco evitare, vi dirò che è stata un’eccezione da provare almeno una volta nella vita!

Come vi dicevo, questo mese vi sorprenderemo con tante ricette alle rose, e per Maggio, non poteva esserci scelta migliore. Andate qui e le troverete tutte.

Mini rose cupcakes

Ingredienti per 24 cupcakes

2 uova grandi

3 cucchiaini di acqua di rose, o 4 per un sapore più forte

115 g di zucchero grezzo

115 g di burro, ammorbidito

115 g di farina autolievitante (per me senza glutine)

Ingredienti per icing

250 g di zucchero a velo, setacciato

80 g di burro ammorbidito

un cucchiaio di latte a temperatura ambiente

un cucchiaio di acqua di rose a temperatura ambiente

colorante rosa per alimenti

zuccherini per decorare

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  1. Preriscaldare il forno a 180°C. Allineare e mettere da parte i pirottini.
  2. Battere dolcemente le uova con l’acqua di rose in un contenitore capiente e aggiungervi lo zucchero.
  3. Mescolare il tutto con un frullatore  fino ad ottenere un impasto leggero e schiumoso. Aggiungere il burro ammorbidito un po’ alla volta continuando a mescolare.
  4. Una volta incorporato il burro, aggiungere la farina ed incorporarla delicatamente fino a quando non diventerà un impasto omogeneo.
  5. Suddividere l’impasto in 24 pirottini (con metà dose io ho riempito 14 pirottini da 4 cm per metà) e cuocere per almeno 15 minuti,finché non saranno dorati. Sfornarli e lasciarli raffreddare del tutto.
  6. Mentre ancora sono nel forno, mettere tutti gli ingredienti per la cremina in una terrina alta e capiente, mescolando fino a quando non risulterà un composto soffice e omogeneo.
  7. Ripartire l’icing con una siringa e decorare con gli zuccherini. 

 

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#quelgrangeniodellamai    – Banner by Mai Esteve

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I miei Salmon Cucumbers per Il Club del 27

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POTLUCKS RECIPE non è uno sciogli lingua, ma una goduriosa raccolta di ricette nate per quelle occasioni in cui <<sei invitato ma porta qualcosa anche tu>> e chi di voi non ha mai ricevuto di simili inviti non è di questo mondo. Per quanto mi riguarda non solo mi capita, ma spesso devo arrovellarmi il cervello e trovare qualcosa di “originale-buono-gustoso-glutenfree-veloce” che solo a dirlo passa la voglia..e invece no. Questa ricetta è stata amore a prima vista, una caduta da cavallo alla San Paolo….

Insomma, fatti e mangiati. Volete provare anche voi? E se gli antipasti non sono ciò che cercavate, prego accomodatevi sulla pagina del Club del 27 perché vi attendono una carrellata di ricette tratte tutte da questo libro di Miss Ali Rosen, per tutti i gusti, le esigenze e con annessi consigli sul trasporto.

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    Questo fantastico banner è opera della mitica Mai Esteve del blog  Il colore della curcuma

 

SALMON CUCUMBERS

Ingredienti per 15/20 dischetti di cetriolo

1 cucchiaio di olio d’oliva

2 cucchiai di scalogno affettato

225 g di filetto di salmone fresco

1 cetriolo Inglese grande (per me un carosello pugliese)

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60 ml di maionese

1 ml di salsa piccante (suggerita Frank’s RedHot)

30 g di capperi

ciuffi di erba cipollina tritata per guarnire

Pepe nero fresco per insaporire

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Scaldare una padella a fuoco vivace. Aggiungere l’olio d’oliva e lo scalogno e cuocere 3 minuti. Spostare lo scalogno su un lato e aggiungere il salmone e cuocere 4 minuti. Rivoltare e cuocere almeno altri 2 minuti, ma non più di 4, dipende dallo spessore del salmone e dal vostro gusto. Rimuovere dal fuoco e far raffreddare.

Tagliare dei dischetti di cetriolo alti meno di 1 cm: devono essere spessi abbastanza da reggere il ripieno sopra, ma non troppo spessi tanto da prevalere. In una ciotola mescolare il sale con la maionese, la salsina piccante, e i capperi. Schiacciare il salmone in piccoli pezzi e versarli nella ciotola. Mescolare bene. Spalmare il composto al salmone sul dischetto di cetriolo, decorando con erba cipollina e pepe.

Come portarli

Si possono conservare in frigo su un vassoio (e poi in un sacchetto di plastica per non farli rinsecchire)se preparati in anticipo, ma la soluzione migliore è quella di assemblarli sul posto, a patto di esser sicuri di avere tempo e spazio per farlo, a vostra disposizione.

 

 

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Le mie TEA EGGS per il Club del 27

Mio figlio da grande potrebbe diventare un “naso”, ed inventerebbe certamente profumi che a Marsiglia gli invidierebbero..non fosse altro che per il fatto di esserne così tanto innamorato, ed in particolare quelli delle spezie. Questo per lui è il periodo dell’anice stellato, per esempio. Va letteralmente a caccia di questa spezia e quando passa dalla nostra Erboristeria, ne fa incetta, al punto che devo tenere i vasi sottochiave o dirgli che l’ho venduto tutto…

Per questo motivo, quando ho visto la ricetta di cui vi parlo oggi su The perfect egg è stato un attimo decidere di realizzarla, perché racchiude nella sua semplicità tutto ciò che lui ama, le uova sode e gli aromi delle spezie… Questo libro che prendiamo in “esame” con il Club del 27 è un vero capolavoro sull’uovo, ci sono uova fatte in tutti i modi che vi invito di leggere sul sito dell’Mtchallenge.

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Credits to Mai Esteve -Il colore della curcuma

Sul mio blog trovate le TEA EGGS, uova cotte e decorate in un infuso profumato di cannella, anice stellato e così via. Spero vi piacerà nella sua semplicità, ma badate: l’esecuzione richiede un po’ di pazienza e delicatezza. Dal bel impatto visivo, anche se la foto non rende giustizia, ho avuto dei problemi con la macchinetta…

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TEA EGGS

Liberamente tradotto da “The Perfect Egg” di Teri Lyn Fisher

Ingredienti

12 uova

1 lt di acqua

1 bicchiere di salsa di soia*

50 g di tè Oolong in foglie

3 frutti di anice stellato

2 stecche di cannella

una buccia d’arancia, di almeno 8 cm larga e 2,5 lunga

10 g di zucchero

*la salsa di soia normalmente contiene glutine, perciò se volete realizzare questa ricetta in modo che sia adatta alle persone celiache, dovete acquistarne una dichiaratamente gluten free.

Procedimento

Portare l’acqua a bollore in una casseruola. Con un mestolo scanalato per evitarne la rottura, immergere delicatamente le uova in acqua. Portare nuovamente l’acqua a leggero bollore e cuocere le uova per 5 minuti. Rimuovere dal fuoco. Usando un mestolo, rimuovere le uova dall’acqua e tenere l’acqua da parte nella pentola stessa. Lasciar raffreddare le uova abbastanza da poter essere maneggiate. Col manico di un cucchiaio, colpire su tutta la superficie il guscio di ciascun uovo per formare delle crepe. Aggiungere all’acqua messa da parte la salsa di soia, la cannella, l’anice stellato,le zeste, il tè e lo zucchero e poi mescolare il tutto. Rimettere le uova nell’infuso, posizionare sul fuoco, riportare lentamente a bollore e cuocere per 10 minuti. Rimuovere dal fuoco e coprire la pentola, lasciando riposare le uova da 6 a 10 ore. Più le uova riposeranno, più deciso sarà il loro sapore. Toglierle dall’infuso. Queste uova possono essere servite calde oppure fredde. Ad ogni modo, vanno sbucciate subito prima di essere servite. Per servirle calde, metterne alcune (ancora col guscio) in un contenitore termico, ricoprire con dell’acqua bollente e chiudere la pentola. Lasciare lì le uova per 10 minuti, toglierle dall’acqua, pulirle e servirle. Quelle che avanzano, con tutto il guscio, possono essere conservate in frigorifero, ben chiuse in un contenitore ermetico.

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Il mio Pear-Cheese Tumble per il Club del 27

-Mi stai appiccicata come una mosca!Mamma!

Dalle dichiarazioni amorose di mio figlio, quando sta per addormentarsi, deduco di appartenere alla categoria delle mamme “insetto”…quindi l’idea che mi ero fatta, di essere come un porcospino, viene meno…ma, poi, da chi avrà imparato tali espressioni?

Meglio non indagare e cambiare subito argomento, ad esempio parlare di un nuovo libro con ben 150 ricette, tutte corredate degli apporti nutrizionali (!) e da 100 fotografie mozzafiato, di pietanze dolci e salate, dal tocco easy & magic! E’ questa la linea degli editori di Wonder Pot, ultimo nato in casa Better Homes and Gardens, testata storica statunitense since 1922.

E’ stata questa la scelta de Il Club del 27 a cui contribuisco anche questo mese con la mia tessera n.100. Tra le  ricette a nostra disposizione, ho scelto un dessert alle pere e formaggio, intraducibile in Italiano e cotto al forno.

Credit MAI ESTEVE

Pere e formaggio, un binomio indissolubile, abbellito dalla panna montata e dalla granola alla vaniglia, questa -per me-sconosciuta.

  • NOTA. La ricetta della granola non era inclusa, perciò ci siamo date un po’ da fare e, alla fine, io ho deciso di preparare una granola molto semplice, fatta salva la vaniglia, come richiesto.

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Per la granola alla vaniglia

75 g di miele

1 cucchiaio di olio evo

100 g di avena

80 g di granella di nocciole

sale qb

1 cucchiaino di estratto di vaniglia

In un pentolino, fate sciogliere il miele con l’olio. Mettete in una ciotola l’avena, la granella e il sale, versate il miele liquefatto ed amalgamate tutto. Foderate una teglia da forno con della carta forno e stendete il composto. Infornate per 20 minuti a 160°C. Rimescolate ed infornate per altri 10-15 minuti. Mettete la granola in un barattolo di vetro ed aromatizzatela con la vaniglia. Tenete da parte.

PEAR-CHEESE TUMBLE

traduzione a cura di Daniela Sippi

da Wonder Pot

120 g di mascarpone

100 g di zucchero di canna

55 g di burro fuso

1 cucchiaino di zenzero macinato

1 kg di pere tritate e sbucciate

2 tazze di granola alla vaniglia (vedi sopra)

Panna montata (opzionale)

Preriscaldare il forno a 190°C. In una grande ciotola mescolare i primi quattro ingredienti. Aggiungere le pere e mescolare per amalgamare. Versare la miscela di pere in una teglia da forno. Cospargere con la granola (se, come me, avevate già cotto la granola, aggiungetela a fine cottura). Cuocere, scoperto, per 30-35 minuti o fino a quando il ripieno è spumeggiante ai bordi e la granola è dorata.

Servire caldo.

Se lo si desidera, decorare con panna montata.

  • NOTA.Le unità di misura originali sono quelle americane in cups ed ounces a cui fanno riferimento gli apporti nutrizionali espressi invece in g, mg   e cal. Io vi lascio gli apporti nutrizionali originali per porzione, ma garantisco  che le quantità indicate nella traduzione di Daniela sono certamente affidabili 😉

Per porzione:474 cal., 19 g grassi(di cui 10 g grassi saturi), 47 mg di colesterolo, 88 mg di sodio, 73 g di carboidrati, 39 g di zuccheri,  7 g di proteine, 8 g di fibre.

Oggi tutti noi partecipanti a questa Rubrica “Il Club del 27”

ci stringiamo in un grande abbraccio,

attorno alla famiglia di Barbara Pivetta

per darLe l’ultimo saluto.

Mancherai!!! 

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La mia MuffinCake per Il Club del 27

 

 

Oggi emozione emozione!! Non ho vinto alla lotteria, però ho la tessera n.100 del Club più bello del web, il Club del 27…ebbene sì. Dopo anni in MTC mi sono fatta un regalo, bello bello, ed eccomi qua con un post che esce di 27, e sarà così finché non mi cacciano. Preparatevi a sopportarmi anche a fine mese, insomma.

Ma entriamo subito nel vivo: fino allo scorso mese questo spazio del MTChallenge approfondiva il Tema del Mese…da oggi un progetto nuovo, un libro intero su cui la community si confronta per poi darvi il meglio del meglio. Ovviamente, non fermatevi qua, andate a leggerle tutte le ricette! Vi assicuro che per le vostre papille gustative sarà come fare lo yoga o giù di lì. Siccome non so da dove iniziare, scelgo di presentarvi a grandissime linee il libro di Sarah Randell Marmelade: A Bittersweet cookbook , un ricettario in lingua inglese che raccoglie nella prima parte le ricette di una dozzina di marmellate, con varianti,  e abbinamenti – non sempre obbligati- con altrettante ricette in cui le marmellate trovano impiego. 26804115_1666525040074871_376345731_n

LEMON SUNSHINE MARMALADE (traduzione a cura di Chiara Picoco)

1 piccola mela (renetta) ca. 200 g
1,4 kg di limoni (ca. 11-12)
2 kg di zucchero semolato
1 cucchiaino di bicarbonato

Pelare e togliere il rosolo alla mela mettendo gli scarti su una garza doppia. Tagliare la mela a dadini e trasferirli in una padella con 4 cucchiai di acqua. Cuocere a fuoco lento, parzialmente coperto, per 10-15 minuti fino a quando non sarà morbida, mescolare di tanto in tanto e aggiungere acqua se necessario.

Nel frattempo tagliare i limoni a metà e spremerli raccogliendo il succo in un contenitore graduato, eliminare i noccioli e aggiungere un po’ di polpa al succo spremuto.
Tagliare le bucce di limone in quarti (eliminare prima le estremità) e sminuzzare la scorza mantenendo la parte bianca interna e metterla in una ciotola capiente. Aggiungere acqua al succo fino ad ottenere 1,5 l di liquidi e mettere nella ciotola con la scorza.
Unire le 4 estremità della garza formando un sacchettino, stringere e legare con lo spago mantenendo un’estremità abbastanza lunga da poterla tenere all’esterno della pentola. Mettere anche il sacchettino nella ciotola e sommergerlo con il liquido. Coprire e lasciar riposare tutta la notte.
Mettere la mela cotta in un’altra ciotola e lasciar raffreddare coperta.
Il giorno seguente versare il tutto in una pentola, compresa la mela cotta, tirare il sacchettino di garza a lato e portare ad ebollizione ridurre poi la fiamma e cuocere a fuoco lento per 30-45 minuti mescolando di tanto in tanto. A questo punto rimuovere il sacchettino spremendolo bene cercando di estrarre più pectina possibile e aggiungere lo zucchero – la marmellata sembrerà molto liquida ma continuare la cottura fino a quando lo zucchero non sarà completamente sciolto. Togliere dal fuoco e aggiungere il bicarbonato poi portare nuovamente sul fuoco (attenzione che inizialmente bollirà in modo vigoroso).
Aumentare il calore e far sobbollire per 20-25 minuti*

Lasciar riposare 15 minuti poi trasferire in barattoli sterilizzati, chiudere e lasciar raffreddare completamente.

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Credit Mai Esteve – Il colore della curcuma

NOTE

  • Seguendo alla lettera questo procedimento la marmellata manterrà il suo colore brillante, ma non si raddensa come ci si aspetterebbe da una marmellata. Probabilmente il tempo di riposo che in questo caso è stato di otto ore, non è stato sufficiente ad estrarre la pectina. L’indicazione era “tutta la notte”…perciò otto ore mi sembrava accettabile. Inoltre la tempistica indicata per la cottura, a mio avviso, è vaga. Occorrerebbe suggerire un qualche trucchetto, una prova, per saggiare la consistenza della marmellata, evitando di caramellare tutto o scurire troppo il colore brillante che invece la caratterizza. Indubbiamente l’autrice scrive per un pubblico esperto in marmellate 😉

*I tempi di cottura, in realtà, sono stati quasi raddoppiati (!)

 

Per fare la marmellata, o qualsiasi conserva, la materia prima deve essere di ottima qualità e possibilmente incontaminata. Sarà superfluo, ma a me piace insistere su questo punto.

Nella fattispecie ho utilizzato dei limoni da agricoltura biologica che riesco a reperire a metro zero grazie ad un gruppo di acquisto solidale. In particolare, la varietà di limoni si chiama Limetta di Galatone, sono piuttosto piccoli ma molto succosi. Si tratta di alberi poco diffusi, conosciuti anche come “Limetta romana”, “Limoncella” o “Patriarca”, di origine indiana. La maturazione è proprio in questa stagione. Nel Salento la loro coltivazione è limitata a giardini storici e piccole collezioni agrumarie. (Varietà frutticole tradizionali del Salento, di F.Minonne)

Ora, bando alle ciance e venite a vedere come ho scelto di impiegare questa buonissima marmellata di limoni.

MUFFIN CAKE DI PERE, DATTERI E MARMELLATA CON CRUMBLE

ALLA NOCE MOSCATA

liberamente tradotta dall’originale

150 g di burro

2 banane medie mature

2 pere mature ma sode

150 g di datteri di Medjool snocciolati

3 cucchiai della marmellata preferita (per me Lemon Sunshine)

1 arancia (solo zeste)

175 ml di mascarpone (in originale “double cream”)

100 g di zucchero semolato

2 uova grandi

250 g di farina auto-lievitante (non meglio specificata, perciò io ne ho usata una senza glutine!)

1 cucchiaino colmo di lievito in polvere

1 cucchiaino di noce moscata grattugiata al momento

un pizzico di fiori di garofano in polvere

Per la copertura di crumble

40 g di burro freddo a piccoli pezzi

50 g di farina autolievitante

40 g di zucchero demerara

25 g di fiocchi di avena (per me di mais)

1 cucchiaino di noce moscata appena grattugiata

Procedimento

Preriscaldare il forno elettrico a 200°C. Fondere tutto il burro e lasciarlo raffreddare un po’. Pulire e schiacciare le banane. Aprire le pere e tagliarle in piccoli pezzi (non è necessario togliere la buccia, ma io l’ho fatto) e spezzettare anche i datteri.

In una ciotola, mischiare insieme la marmellata, le zeste, il mascarpone, lo zucchero, le uova ed il burro fuso.

Per preparare il crumble di copertura, strofinare il burro con la farina fino ad ottenere delle briciole, poi unire allo zucchero, cereali e noce moscata.

Aggiungere i 250 g di farina in una ciotola più capiente, insieme al lievito e un pizzico di sale, poi aggiungere la noce moscata, i chiodi di garofano, banane, pere e l’impasto.Amalgamare il tutto senza lavorarlo troppo.

Stendere i 3/4 dell’impasto in una teglia sagomata di 23-24 cm leggermente imburrata (io ho usato carta da forno). Cospargere con i datteri, poi aggiungere il resto dell’impasto, e il crumble di rivestimento. Cuocere in forno per un’ora, finché ringonfia e si assesta al centro. Dopo 45 minuti controllare e se è troppo scurito in superficie, coprire con un foglio (vi consiglio vivamente questa accortezza, io non l’ho coperta e infatti si è annerita).

Lasciare raffreddare in teglia.

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