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Avventure di una mamma blogger


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San Giuseppe di Nazareth per la nuova rubrica del mio blog

 

SANTE SCODELLE, la rubrica che mi frulla in testa da diverso tempo, comincia oggi e prende le mosse da quella devozione semplice molto diffusa di celebrare spesso i Santi con la preparazione di un piatto loro dedicato, abbinato dalla tradizione del luogo, o scaturito da un episodio della loro vita, che ha stuzzicato la fantasia mangereccia del cuoco di turno.

Ma Sante Scodelle vuole andare oltre la tradizione di questa o quella ricetta, restituendo alla cucina un suo più preciso contesto, quello dei luoghi geografici in cui i Santi hanno vissuto.

Senza pretese, proverò a delineare dei tratti più umani e concreti di ciascun Santo, lontano da contorni agiografici e  a descrivere alcune di queste figure, così apparentemente distanti, un po’ più da vicino – evitando, mi auguro, scomuniche e anatemi.

Se vi va, potete contribuire alla “raccolta” seguendo le poche indicazioni –non regole- utili per essere tutti in sintonia con lo spirito della rubrica. Non si vincerà nulla, le vostre ricette potete lasciarle con un link nei commenti per i dieci giorni successivi alla pubblicazione di ogni post.

Vi aspetto numerosi!

 

San Giuseppe di Nazareth

Non potevo che iniziare da qui, in un periodo storico, il nostro, deturpato dalla violenza sulle donne, troviamo in San Giuseppe l’uomo del rispetto, l’uomo che fa un passo indietro pur avendo il  cuore turbato dal dubbio, l’uomo che, senza pronunciare neppure una parola di offesa alla sua promessa sposa, già incinta, lascia che a parlare per lui siano le sue azioni generose, a cominciare da quella di accogliere un figlio su cui non avrebbe avuto alcuna effettiva paternità. Di stirpe regale, lascia la sua terra per salvare un Gesù ancora bambino, dalla crudeltà di un tiranno spaventato e determinato a fare strage di innocenti per salvare un regno che si reggeva sul compromesso.

San Giuseppe è anche l’uomo dedito al suo lavoro, un lavoro di artigiano, che richiede dedizione, creatività e competenza, un lavoro svolto per tutta la vita, che diventa connotato principale di questa persona. Non possiamo pensare a lui senza l’appellativo di Santo, Sposo e Lavoratore. Non possiamo conoscere il suo travaglio interiore, perchè di lui abbiamo sempre contemplato la calma e la tenerezza.

Foto dal web

Se dovessi stigmatizzarlo in uno dei tanti dipinti che lo ritraggono, sceglierei quello di Renato Guttuso, al Sacro Monte (Varese), in cui San Giuseppe veste i panni di un uomo Palestinese, riscattando una terra ancora oggi sofferente.

Auguri a chi, come papà, ne segue l’esempio e a chi ne porta semplicemente il nome, che in ebraico vuol dire: aggiunto (da Dio)! E se Dio aggiunge, vuol dire che è necessario!

Ora aggiungiamo un posto in tavola e realizziamo insieme questa gustosa ricetta.

N.B. La foto di copertina è gentilmente realizzata da Tamara Giorgetti del blog Un pezzo della mia Maremma, che ringrazio di cuore.

 

La ricetta: Qatayef

Non le solite zeppole, sorpresi,vero? Ho apprezzato questi originali pancakes in un corso di cucina palestinese, la ricetta infatti è presa dai miei appunti e la foto è quella del corso. Ringrazio Omar per averla generosamente insegnata. Sarà sicuramente contento di prepararvene una nel suo ristorantino a Napoli, via Santa Chiara!

 

Ingredienti per l’impasto:

2 bicchieri di latte

1 bustina di lievito

½ cucchiaio di zucchero

1 pizzico di sale

Farina qb per ottenere un impasto liquido ma sostenuto

-Mescolate tutti gli ingredienti con la frusta e lasciate riposare. Fate cuocere in una padella antiaderente come se fosse una crepe, ma solo su un lato.

Ingredienti crema al limone:

200 g di zucchero

3 ½ cucchiai di maizena

2 limoni succo

1 ½  cucchiai di buccia di limone non trattato grattugiata

3 ½ bicchieri di acqua

 

-Una volta versati gli ingredienti in una pentola capiente, fate cuocere mescolando con una frusta fino ad ottenere una consistenza quasi gelatinosa (la crema deve risultare trasparente).  Versatela in un recipiente e conservatela in frigorifero.

 

Sciroppo per bagnare:

1 lt di acqua

3-4 bicchieri di zucchero semolato

Buccia di limone

-Lasciate bollire sul fuoco per un po’, spegnete e tenete da parte.

Montaggio del dolce:

 

Olio di semi per friggere

-Farcite le crepes con la crema al limone, spalmandola sul lato che non è stato cotto in padella, ripiegatele a metà, sigillando bene i bordi, ripassatele in olio caldo per una veloce frittura e immergetele ancora calde nella bagna che avete da parte. Scolate e mettete su un piatto di portata per servire.

 

I PARTECIPANTI ALLA RACCOLTA


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Zeppoline senza glutine per il calendario del cibo italiano

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Il progetto del Calendario Italiano mi sta davvero a cuore e mi spiace non poter contribuire più spesso di così. Oggi si celebra la Giornata Nazionale delle Zeppole di San Giuseppe  e per la sottoscritta è arrivato il momento di cimentarsi con queste meraviglie di pasticceria, con tutte le difficoltà del caso. Veramente, prima di lasciarvi la ricetta delle mie zeppoline senza glutine, non posso ignorare la figura di San Giuseppe, a cui sono abbinate. E per la verità, poche sono le informazioni su questo Santo, venerato come “Sposo di Maria” ma è pure la persona che si è curata della crescita di Gesù. Ora, senza addentrarmi in argomenti dottrinali, da cui poi non usciremmo più, vi dico solo che quest’uomo deve esser stato un grande papà. Non a parole, ma con i fatti. Nessuna frase gli è attribuita nei Vangeli, gli è dato solo un mestiere, quello di falegname, appunto concreto..mani che plasmano il legno. Sappiamo che è stato anche un “profugo”, in Egitto. Sappiamo che apparteneva alla dinastia dei Re. Sappiamo tante cose. Tutte informazioni utili per accettarlo come amico, compagno di strada. O anche no. Nessun obbligo. Ecco, se dovessi scegliere di sintetizzarne l’insegnamento, lo farei con le parole di don Tonino:-Non basta mettere in vita, bisogna mettere in luce.-

Credo sia ciò che ha fatto San Giuseppe con Gesù. Adesso però tengo fede alla mia promessa e vi presento le mie zeppoline.

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Ingredienti

200 ml di acqua

180 ml di farina di riso integrale

sale

1 noce di burro

1 uovo

buccia di limone grattugiata

crema pasticcera bianca e nera (al cioccolato fondente)

Se è difficoltoso preparare dolci senza glutine, l’impasto choux lo è ancora di più perché cotto due volte. Ma provarci può dare grandi soddisfazioni. Il consiglio è quello di lavorare a piccole dosi e per difetto di liquidi. Per questo motivo, non prendete le mie quantità per definitive, ma lavorate passo dopo passo e se necessario modificatele a vostro comodo.

Iniziamo. Portate l’acqua a bollore col burro e  salate. Versate la farina a pioggia e mescolate fin quando non si sia rappresa. (Potrebbe occorrerne più del previsto). Togliete dal fuoco e fate raffreddare bene. Su una spianatoia continuate la lavorazione, a impasto freddo, aggiungendo l’uovo e la buccia di limone grattugiata. (le uova, se più di uno, vanno aggiunte una alla volta). Aiutatevi con della carta da forno (questi impasti sono particolarmente appiccicosi).

Lavorate piccoli pezzi dello spessore di un dito e lunghi da 10-15 cm e arrotolateli su se stessi.Friggete le zeppoline e successivamente decoratele con della crema pasticcera. Si possono spolverare di zucchero prima della decorazione.