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Avventure di una mamma blogger


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Bianco Mangiare, il lato dolce del Medioevo sul Calendario del Cibo Italiano

Oggi vi parlo di un dolce attualissimo, viste le restrizioni alimentari sempre più frequenti rispetto al glutine, il lattosio e le uova. Il Bianco Mangiare è il dolce giusto per tutti, fatto solo di latte vegetale, amido e una piccola quantità di zucchero bianco, che le persone diabetiche potrebbero facilmente sostituire con la polvere di Stevia.

Ne parla anche Artusi, riportandolo nel suo libro più noto, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, dove propone l’utilizzo della colla di pesce. Io vi propongo una versione ispirata al Ricettario Salentino, Cucina Salentina di L. Congedo, dove ho anche trovato la ricetta del latte di mandorle fatto in casa; bisogna partire proprio da qui per realizzare questo dolce delizioso. Seguitemi e non dimenticate di visitare il sito del Calendario, dove troverete notizie e ricette a bizzeffe, in occasione della Giornata Nazionale dedicata a questo dessert.

Latte di mandorle

Ingredienti

100 g di mandorle già pelate

350 ml di acqua calda

un canovaccio di lino grezzo

Con un robot da cucina sminuzzare le mandorle il più possibile e raccoglierle dentro un canovaccio di lino grezzo, annodando con un po’ di spago. Lasciare in infusione in acqua per 4-6 ore e successivamente spremere un paio di volte per far fuoriuscire il latte del tutto.

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Bianco Mangiare

Ingredienti per 4 persone

300 ml di latte di mandorle

1 cucchiaio di amido di mais o tapioca

50 g di zucchero semolato

buccia di limone

polvere di cannella qb

Stemperare l’amido nel latte di mandorla su fuoco basso e aggiungere lo zucchero, mescolando di tanto in tanto per evitare che si attacchi al fondo della pentola. Quando si sarà addensato, si può servire in ciotola oppure lasciato raffreddare si può sformare. Il dolce si completa con della buccia di limone  e della polvere di cannella, ma può essere accompagnato anche da briciole di meringa alla liquirizia o altro abbinamento, insomma un po’ come vi piace. Io l’ho decorato con della granella di mandorle che avevo messo da parte. Vi garantisco che questo dolce sarà l’unico ricordo del menu che lo ha preceduto, ottimo come dopocena!

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Sambocade, il cheesecake.

2016-05-18

“Sambocade dalla parola latina Sambucus” …questa ricetta si è impigliata tra i cunicoli della mia testa come un pesciolino nella rete. Non ne conoscevo l’esistenza fino a qualche settimana fa, quando l’ho trovata citata nella presentazione di un libro di pasticceria inglese su un blog che amo molto. Si tratta di una ricetta vecchia di secoli e secoli, visto che la sua prima comparsa è in un trattato di cucina inglese,The forme of the cury e risale al 1390, pieno Medio Evo…

“Take and make a crust in a trap & take cruddes and wryng out þe wheyze and drawe hem þurgh a straynour and put hit in þe crust. Do þerto sugar the þridde part, & somdel whyte of ayren, & shake þerin blomes of elren; & bake it vp with eurose, & messe it forth.”

 

…perciò ho pensato che si trattasse del “nonno” di tutti i chessecakes.

Anzi, dalle ultime ricerche è saltata fuori l’esistenza di ricette di cheesecakes nell’Antica Grecia, datate 200 AD.

Nella versione originale è previsto l’impiego di formaggi tipicamente inglesi come il “cottage cheese” e il “double cream”, introvabili qui dalle mie parti. La ricotta, invece, ce l’ho! Allora ho pensato di prendere questa ricetta e di fargli un bel lifting per svecchiarla e alleggerirla un po’…

Ho dovuto ricorrere ad un tool 2.0 come FoodPairing per avere un’idea sugli abbinamenti ed eventuali sostituzioni, così ho appurato che esiste un ottimo match aromatico tra il cottage cheese e lo yogurt…allora l’ho sostituito con quest’ultimo. Per il double cream ho giocato un po’ di fantasia e ho optato per il più italiano mascarpone,anche se sicuramente più “soft” come consistenza, per la verità ho chiesto consiglio ad Alessandra Van Pelt Gennaro!! Tutto vero 😉

I fiori di Sambuco, non pervenuti, li ho sostituiti con un ottimo succo di bacche selvatiche amaro una ciocca di Sambuco 100%.

L’umorismo Inglese, a sentire mio marito, ce l’ho…

ErboristicaMente. Tra le proprietà della pianta di Sambuco, c’è quella di favorire la sudorazione, favorire i processi digestivi nelle mamma che allattano, la proprietà vaso tonica, emolliente e antinfiammatoria. Inoltre è utile nelle affezioni delle vie respiratorie e nel trattamento delle allergie.

Ora non mi resta che ringraziare gli amici di Assaggi di Viaggio per la bellissima proposta; il cheesecake è stato in assoluto la prima cosa che ho imparato la prima volta che ho messo piede in cucina (molto tardi, per la verità) e, come si sa, il primo amore non si scorda mai!

NB= MI SCUSO PER LE FOTO OTTENUTE CON LO SMARTPHONE …caro Babbo Natale, regalami una REFLEX!!!

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Impasto gf del guscio (teglia diametro 24 cm)

150 g di fariba di riso bio

50 g fecola di patata

90 g di burro freddo non salato

una presa di sale fino

50 ml di acqua ghiacciata

50 g di zucchero semolato

Ripieno

250 g di ricotta artigianale di pecora

250 g di mascarpone

125 g di yogurt magro

50 ml di succo di bacche selvatiche di sambuco (è un succo molto scuro e amarognolo)

3 tuorli

3 albumi

75 g di zucchero semolato

1 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere

acqua di rose qb

Procedimento

Preparare l’impasto per la frolla velocemente e mettere a riposo in frigo per almeno un’ora. Successivamente, stendere la frolla con l’aiuto di fogli di carta da forno e rivestire una teglia. Ricoprire lo strato di frolla con un altro foglio di carta da forno e versare almeno due etti di ceci o fagioli, per la cottura in bianco del guscio. Saranno utili per non far gonfiare troppo la pasta frolla. La cottura in bianco si ottiene per almeno 15 minuti a 180-200°C.

Nel frattempo preparare il ripieno, separando dapprima i tuorli dagli albumi. Lavorare i tuorli con lo zucchero, fino a che non cambiano colore, e montare gli albumi a neve con un pizzico di sale. (ho eseguito tutta la preparazione con una semplice frusta di metallo, senza ausilio di planetaria o frullini elettrici). Aggiungere poco alla volta ai tuorli, la ricotta, lo yogurt e il mascarpone. Successivamente aggiungere i chiodi di garofano e il succo di mirtillo. Aggiungere l’acqua di rose e poi unire gli albumi, mescolando dal basso verso l’alto, fino ad ottenere un composto omogeneo.

Nel frattempo, togliere dal forno il guscio e terminare la cottura in bianco. Togliere dal guscio i legumi e la carta da forno, versare il composto nel guscio e rimettere in forno per la cottura definitiva a 175 °C per 45-50 minuti.

Ultimata la cottura, far raffreddare nella teglia e tenere in frigo tutta la notte, poi sformare e servire con dei frutti di bosco freschi.

Con questo cheesecake

partecipo al MTC n. 57

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