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Avventure di una mamma blogger


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Tempo di albicocche. Gelatina bruna e marmellata.

Sapete quale potrebbe essere un vero incubo per un foodblogger?

Ve lo dico io, dover lucidare un Babà e non avere la gelatina (in foto con la rafia gialla) di albicocche a portata di mano!

Perciò, meglio prepararla con un giorno di anticipo. E poi,con quel che resta, prepariamo anche la marmellata per la colazione (nella foto più grande).

Per la gelatina bruna occorre un po’ di succo di albicocche. Dovendo fare anche la marmellata io ho utilizzato per il succo solo una minima parte di purea di albicocche, che è la prima operazione da fare.

Ingredienti per la gelatina “bruna”

0,8 l di acqua naturale (per la gelatina) + acqua per ammollo

200 g di zucchero organico del Perù (per la gelatina,”bruna” appunto)

scorza di mezzo limone  non trattato

12 g di colla di pesce

2 cucchiai di purea* di albicocche

una garza inumidita

In una ciotola piena d’acqua far riposare i fogli di gelatina per dieci minuti. In una pentola su fuoco basso unire acqua e zucchero, mescolando con un cucchiaio di legno, e aggiungere  una scorza di 1/2 limone. Strizzare la gelatina, aggiungerla alla pentola; pulire delle albicocche (io farò la marmellata, ne ho pulite  800 g)*, passarle al passatutto. Inumidire una garza ben pulita e utilizzarla per ricavare il succo di due cucchiai di purea di albicocche. Aggiungere il succo di albicocche alla miscela.

Raggiunto il bollore, cuocere per altri quindici minuti. Far raffreddare cinque minuti, filtrare e riempire i vasetti.

Capovolgerli finché non si saranno raffreddati del tutto e riporre in frigo. Occorreranno almeno dodici ore prima che questa gelatina si rapprenda.Ottima per lucidare un babà, ma anche a colazione.

 

Ingredienti  per la marmellata:

800 g di albicocche già pulite

600 g di zucchero bianco semolato

Passare le albicocche al passatutto. Trasferire la purea così ottenuta in una pentola alta di acciaio, aggiungere lo zucchero e mescolare su fuoco basso con un cucchiaio di legno. Ripetere spesso l’operazione per evitare che si attacchi al tegame.

Quando il composto cambia consistenza e il suo colore acquista trasparenza si può togliere dal fuoco. Occorreranno dai 30 ai 45 minuti. Preparare dei vasetti, almeno tre da 330 g cad. Riempirli quando il composto è ancora caldo, tappare bene e capovolgere. Coprire i vasetti con un canovaccio e lasciar raffreddare a T ambiente per diverse ore.

Entrambe le preparazioni sono prive di glutine.


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Una ricetta di Artusi: la conserva di susine…con variazioni sul tema.

L’ultima volta che ho fatto la marmellata era estate, se non ve lo ricordate leggete qui…ora ho qui davanti un cestino di frutta che dell’estate custodisce i tesori: le susine red beautymature al punto giusto che sarebbe un peccato non farne dei vasetti da gustare quest’inverno!

Stavolta non sono a casa di mamma e alla ricetta devo provvedere da me…c’è il libro dell’Artusi in giro da giorni [Artusi, La scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene], scomodarlo per una marmellata?

Perché no!

Oltre tutto apprendo che la conserva di more di cui sopra “ha la rinomanza di calmare il dolor di gola”.

Invece, delle susine il buon Artusi non era evidentemente un appassionato,visto che qui c’è scritto che si tratta di una delle conserve “meno apprezzate” …e poi, per variare sul tema, io sto utilizzando il tipo red beauty, quelle viola, per intenderci, mentre lui suggerisce la varietà regina claudia, cioè quella gialla.

Pazienza! Per me va bene uguale.

Ed ecco le quantità:

60 g di zucchero per ogni 100 g di frutto “in natura”…cioè “come vengono dalla pianta”

Tradotto, credo voglia dire di pesare la frutta prima di snocciolarla e così ho fatto.

Dopo il lavaggio e una veloce bollitura, ho frullato e trasferito nuovamente in pentola. Ho aggiunto lo zucchero e pazientemente ho “assistito” alla lunga cottura con un cucchiaio di legno, rimestando ogni tanto.

Poi si riempiono subito i vasetti, preparati nel frattempo, e si richiudono solo quando sono ormai raffreddati.

Prosit!

Ed ecco l’idea per un packaging fatto in casa…basta qualche ritaglio di tessuto (pezzi quadrati) e del filo di spago:

e per finire le Etichette create da Mara di Home Shabby Home e disponibili nel suo blog 😉

 

Con questa ricetta partecipo al contest di Simona di Farinefioriefili

Alla prossima!!!