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Avventure di una mamma blogger


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Brodetto Mediterraneo

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Pesce fresco

Kolev Letz entrò in una taverna. Gli dettero del pesce. Kolev

guardò il pesce e vi si chinò sopra, come se volesse comunicargli

un segreto. Gli si avvicinò l’oste, chiedendogli:

“Reb Kolev, cosa state borbottando al pesce?”

“Ci sto conversando. Gli ho chiesto da dove venisse Ha detto:

dalla Dvina. Ho chiesto: che notizie dalla Dvina? Dice che non lo

sa perché manca già da un mese.”

 

(Tratto da RACCONTI E STORIELLE DEGLI EBREI,

Testi inediti della tradizione yiddish raccolti da E.S. Rajze, Ed Bompiani)  IMG_0231.JPG

Appurato che la Dvina è un fiume russo, resta il fatto che della freschezza o bontà del pescato non è facile esser certi, ameno che non siate degli intenditori. Guida Slow Fish alla mano, ecco qualche suggerimento su come far la spesa di pesce per preparare un brodetto mediterraneo.

  • La FAO ha stabilito dei codici numerici per indicare la provenienza del pesce sui banchi delle pescherie, 37 è il codice che identifica il Mare Mediterraneo.

Diventare consumatori consapevoli può contribuire alla sostenibilità dell’ambiente mare.

  • Per mantenere un equilibrio nella catena riproduttiva dei pesci, è preferibile acquistare, ad esempio, quelli della giusta taglia, cioè non troppo piccoli, per non ostacolarne lo sviluppo. Capasanta e scampo, ad esempio, non al di sotto degli 11 cm, sogliola e nasello almeno 20 cm, e così via.
  • Alcuni pesci sono in grave rischio di estinzione, come pesce spada, tonno rosso, salmone, bianchetti e gamberetti tropicali allevati. A rischio anche cernia bruna e merluzzo.

La cernia bruna del Mediterraneo, ad esempio, è un pesce ermafrodita: nasce femmina, successivamente si trasforma in maschio, andando a vivere più in profondità, fuori dalla portata dei subacquei, che pescheranno, così, più femmine, creando uno squilibrio tra i sessi e una conseguente scarsa sopravvivenza della specie.

  • Cambiare abitudini negli acquisti è difficile, ma ne gioverà l’ambiente e anche le nostre tasche.

Le specie neglette, cioè i pesci meno conosciuti, sono anche meno costosi e altrettanto saporiti, con un basso impatto ambientale. Uno dei pesci più salutari, come lo sgombro, costa poco più di sei euro al kg, pesce che per queste ragioni ho scelto per il mio brodetto mediterraneo.

  • Scegliere pesce di stagione,cioè quel pesce che è di passaggio nel nostro mare in quel particolare periodo dell’anno. Acquistare pesce di stagione, vuol dire acquistare pesce che non ha subito lungo trasporto su ruote, non ha dunque contribuito all’inquinamento atmosferico. Piccole scelte quotidiane alla nostra portata modificano in un senso oppure in quello opposto anche la salute dell’aria che respiriamo.

La ricetta di oggi prende spunto dalla sfida lanciata da Anna Maria  per l’MTC 55 in qualità di vincitrice dello scorso MTC.  Per chi non lo sapesse, Anna Maria Pellegrino è Presidente dell’Associazione Italiana Food Blogger, ecco spiegata l’emozione e la paura di sbagliare qualcosa proprio con colei che il cibo lo attraversa in lungo e in largo, con i suoi racconti che aprono la mente e il cuore. Preziosissimi i suoi consigli, non solo per la tecnica della ricetta di oggi. Preparare un brodetto di pesce, però, non è stato affatto semplice… Se finora ero bravissima a mangiarlo…l’esperienza multisensoriale di prepararlo è stata del tutto capovolta … pulire il pesce è stato quasi terrificante, prima di tutto per via dell’odore molto forte, poi perché la pelle era attaccatissima alla carne sottostante e non avevo delle forbici ad hoc. Ma si può sempre far pulire il pesce al proprio pescivendolo, tranne che in questo caso. La gara ha le sue regole.

Avevo paura che il fumetto non venisse bene per la mancanza di crostacei…in realtà prepararlo  non era un passaggio obbligatorio, ma morivo dalla voglia di imparare che, dopo aver pulito bene gli scarti dai residui di sangue, ho usato solo quelli ed ho ottenuto un buon sapore finale.

D’altra parte, come ci ha ricordato Anna Maria, questa ricetta nasce sulle barche dei pescatori, dove spesso c’era spazio per un solo tegame, per cui il fumetto probabilmente non veniva affatto preparato.

L’accompagnamento, invece, è necessario… e immaginandomi pescatore del passato, magari salpato da un porticciolo salentino, con molta probabilità avrei portato con me delle friselle, tipico pane secco, ottenuto con acqua e farina, con una cottura lunga e con possibilità di lunga conservazione, ma anche, per così dire, “tascabile”. Esigenze terapeutiche, purtroppo, mi obbligano ad una preparazione senza glutine, ma questo particolare non ci spaventa, vero? Forse le frise meriterebbero un post a sé ma oggi non sono loro le protagoniste e soprattutto, sbriciolate nel brodetto, non faranno altro che assorbirne tutto il suo sapore, e restituirlo in bocca amplificato.

Anna Maria ci chiede di raccontare quando un momento legato al cibo ha fatto la “differenza”? 

Beh, cara Anna Maria, da quando, tre anni fa a mio figlio-che oggi ne compie 5- fu diagnosticata la celiachia, per me fu un colpo … ricordo che avevo aperto questo blog da pochi mesi…per me, e soprattutto per lui, non sarà un momento, sarà per sempre..Togliere il glutine per esigenze terapeutiche, e non per una moda, come talvolta capita di sentire, non è stato semplice e ancora continua a non esserlo, in una società in cui i diritti di pochi non vengono sempre trattati col dovuto rispetto. Stiamo ancora continuando a declinare inviti laddove non ci viene garantito un piatto senza glutine, e credimi, accade spesso … ma non voglio annoiare o appesantire nessuno, tu ce lo hai chiesto, io ho voluto rispondere 😉

Tornando alla ricetta, ho usato l’ origano come aroma, perché è la pianta del cuore, della mia infanzia, della mia nonna, che acquistava il pesce dal furgoncino del venerdì, perché il mare dalla provincia di Lecce è distante e negli anni Ottanta funzionava così. L’origano, poi,  è ricco di sali minerali, vitamina A e C, ferro, manganese, calcio, acidi grassi omega 3.

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La sua tassonomia è complicata, per la presenza di piante appartenenti anche ad altre famiglie, ma comunemente definite con lo stesso nome. L’Origanum vulgare comprende quello “greco”, mentre quello cosiddetto “turco” è una varietà di Origanum onites, cui si aggiunge il syriacum e il dictamus, con un fiore dal colore più roseo. Se invece vivete in Messico o negli States, è molto probabile che abbiate acquistato un “origano” non proprio botanicamente tale. In quei Paesi, infatti, è commercializzato un origano prodotto dalla Lippia, una pianta appartenente alle Verbenaceae, ma il cui aroma ricorda molto bene quello dell’origano. Note anche le sue proprietà curative nel trattamento di bronchiti e altre affezioni delle vie respiratorie, nonché il mal di denti.  In Aromaterapia, il suo olio essenziale (dermocaustico) aiuta le persone ipocondriache a cancellare malattie immaginarie. Mia mamma, ancora oggi, lo raccoglie in piccoli bouquet e lo lascia essiccare, poi con la pazienza di sempre, lo sbriciola, lo ripone in vasetti minuscoli e lo mette nei pacchetti che periodicamente spedisce ai miei fratelli che vivono a mille km di distanza.

Brodetto Mediterraneo con friselle senza glutine e origano

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Ingredienti per 2 persone

1 kg di pesce misto fra scorfano, gallinella, sgombro  e sarago

400 g fra cozze

1 spicchio di aglio

½ cipolla bianca

1 costa di sedano

1 carota

½ bicchiere abbondante  vino bianco

Olio evo km 0

origano km 0

Friselle senza glutine (farina deglutinata, acqua e un filo di spago per “strozzarle” a metà cottura nel forno).

 

Preparazione

Pulire le cozze, eliminare le barbe e lasciarle in acqua fredda e sale.

Eviscerare e pulire tutto il pesce, sfilettarlo e mettere da parte le carcasse.

Disporre i filetti in un vassoio, coprire con pellicola e mettere in frigo.

Tritare finemente la cipolla e l’aglio.

Fumetto di Anna Maria:

In una casseruola scaldare un paio di cucchiai di olio evo, tostare, premendo con un mestolo, le carcasse fino a farle dorare, versare 3 litri di acqua freddissima e qualche cubetto di ghiaccio, portare a bollore, unire la costa di sedano e la carota, abbassare il fuoco, schiumare e far ridurre il liquido della metà. Filtrare, mettere da parte e tenere al caldo.

In un tegame basso e largo far dorare dolcemente il trito di cipolla e aglio, aggiungere le cozze, unire qualche mestolo di fumetto, il vino, farlo evaporare e far cuocere a fuoco basso fino a quando non si apriranno.Infine, unire i filetti di pesce tagliati a tocchetti e cuocere per altri 5’, senza mai mescolare. Spolverare di origano e servire.

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 Con questa ricetta partecipo
al MTC n.55
mtc2b55


1 Commento

Alimenti Speciali per persone normali: la mia pizza home-made & gluten free.

Una diagnosi che cambia la vita in un baleno: la celiachia. Non hai il tempo di sentirti crollare il mondo addosso, perché sei già lì nella tua cucina a “far pulizia” in tutti i sensi. La raccomandazione è secca, perentoria:

<<signora tolga il glutine da questo momento e per sempre>>.

Il glutine, questo “sconosciuto”.

In realtà, è solo un suo componente che causa il problema, la gliadina, pochi aminoacidi bastano a scatenare una reazione avversa nel meccanismo di difesa immunitaria,che scaglia i suoi anticorpi in giro per l’intestino, finendo con l’aggredire anche il self, per questo la malattia è definita autoimmune.

Far la spesa i primi giorni dura una vita, il glutine può essere dove non te lo aspetti. Perciò, muniti di prontuario dell’AIC, si fa prima. Si capisce cosa vuol dire curarsi col cibo, perché è l’unica “cura” che c’è, al momento, per la celiachia.

Solo che non credo sia il celiaco ad aver “bisogno d’aiuto”, ma gli altri.Occorrerebbe educare le persone all’accoglienza e al rispetto per l’altro, sgomberare il campo da pregiudizi e luoghi comuni.

Ed ecco la ricetta della mia pizza home-made & gluten free:

Ingredienti:

  • per l’impasto:

–       400 g di farina deglutinata CONAD

–       10 g lievito di birra fresco (ma NON liquido!)

–       acqua tiepida q.b.

–       sale q.b.

–       un pizzico di zucchero bianco

–       olio e.v.o. km 0

  • condimento:

– 1 hg di prosciutto cotto

–  2 hg di scamorza affumicata

– salsa di pomodoro home-made

– origano

Preparare l’impasto in tempo utile, considerando che deve lievitare per almeno quattro ore, e procedere su una spianatoia o direttamente in una ciotola alta e capiente, unendo sale e farina. Creare lo spazio per l’acqua tiepida in cui sciogliere il lievito di birra con un pizzico di zucchero. Dopo aver iniziato a lavorarlo un po’ per amalgamare gli ingredienti, aggiungere dell’olio e.v.o. Ricoprire l’impasto con carta pellicola, avvolgere in uno strofinaccio asciutto e mettere a riposo.

Preparare le teglie in cui si vuol far cuocere la pizza. Io ho utilizzato delle pirofile in Pirex rotonde, che poi ho portato direttamente a tavola, ma vanno bene anche quelle del forno.

Dopo aver steso l’impasto nella teglia, con l’aiuto di un altro po’ di farina, la carta da forno e il mattarello (ricordate che le stoviglie devono essere pulite da un eventuale contatto precedente con glutine!), si può condire, iniziando con la salsa di pomodoro ( io ho usato quella della mia “riserva personale”) , poi il prosciutto a striscioline, la scamorza a spicchi, l’origano a pioggia,un filo d’olio e.v.o.

Infornare a 200°C in forno pre-riscaldato, cuocere per 30’.

pizza gf

Avete preparato una pizza speciale del tutto normale!

Con questo post partecipo al Contest

Fai la tua buona azione!