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Avventure di una mamma blogger


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Babà gluten free con gelatina di albicocche per il Calendario del Cibo Italiano

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La testardaggine, indubbiamente, è un difetto. Nel mio caso è uno strumento, che sostituisce planetarie e farine poco malleabili, e ringrazio Dio di esser stata assemblata così. E se così non fossi, oggi non ci sarebbe questa ricetta del Babà senza glutine sul mio blog. Il Babà è un’istituzione e perciò tutti devono aver se non altro la possibilità di mangiarlo anche solo per una volta nella vita. Questa è la mia filosofia, ora passo e chiudo, perché la ricetta è un tantino lunga. L’ho scoperta grazie all’MTC e precisamente la sfida #39. La condivido con piacere per la GN del Babà che il Calendario del Cibo Italiano celebra oggi. Sul sito ne vedrete millemila, non volevo far mancare anche questa. Alla prossima.

Ingredienti

300 g di farina gluten free 

3 uova grandi

100 g di burro

100 g di latte

25 g di zucchero

10 g di lievito di birra

½ cucchiaino di sale fino

 

Lievitino

Sciogliere il lievito di birra con 50 g di latte tiepido e impastarli con 70 g di farina, tutti presi dal totale degli ingredienti. Lasciar lievitare fino al raddoppio, coprendo la ciotola con un telo inumidito. 

Trascorso il tempo di lievitazione riempire una boule con dell’acqua e immergere il lievitino; quando viene a galla, strizzare bene con le mani, prima dell’uso. (da Celiachia Oggi n. 14, pag. 37)

Primo impasto

Versare in una ciotola il resto della farina (230 g), fare la fontana, versarci il lievitino e le tre uova. Impastare schiacciando ripetutamente nella mano l’impasto per amalgamare le uova e aggiungere un cucchiaio alla volta di latte per ammorbidirlo un po’, man mano che se ne senta la necessità, facendo attenzione a non renderlo molle; poi impastare energicamente, sbattendolo verso la ciotola per una decina di minuti. Coprire e lasciar lievitare per 80/90 minuti e comunque fino al raddoppio.

Secondo impasto

In una ciotolina lavorare il burro a pomata, impastandolo con il restante zucchero (25 g) e il sale. Aggiungerlo al primo impasto  una cucchiaiata alla volta facendo  assorbire bene  prima di aggiungere  la successiva. Lavorare per 5 minuti nella ciotola, poi ribaltare l’impasto su un piano da lavoro e iniziare a lavorare energicamente piegandolo e sbattendolo più volte per 15/20 minuti. Qui bisogna avere tenacia e resistenza perché questa è quella fase in cui è possibile ottenere un babà spugnoso e morbido, capace di assorbire e trattenere la bagna.

Quando inizierà a staccarsi dalle mani e piegandolo manterrà una forma tondeggiante, senza collassare e vedremo l’accennarsi di bolle d’aria il nostro impasto è pronto.

 Per poterlo sistemare agevolmente nello stampo preventivamente imburrato, staccare dalla massa dei pezzi di pasta schiacciandoli con pollice e indice, come volessimo strozzarli, ottenendo così 6 palline.

Una volta completato il giro, con l’indice  sigillare gli spazi tra una pallina e l’altra, coprire con un telo umido e lasciar lievitare in forno spento con luce accesa per 2 ore, fino a triplicare di volume.

Accendere il forno  a 220°, raggiunta la temperatura infornare, abbassare a 200° e cuocere per 25 minuti.

Dopo circa 10 minuti di cottura coprire con un foglio di alluminio, per evitare che la superficie scurisca.

A cottura ultimata lasciar intiepidire per 15 minuti e capovolgere il babà possibilmente in una ciotola larga e bassa. 

Per la bagna

1 lt di acqua

300 g di zucchero

2 cucchiai di Tè Matcha in foglie

Versare l’acqua in una pentola e aggiungere lo zucchero, lasciando sobbollire per 10 minuti.

Spegnere, lasciar intiepidire, aggiungere le foglie di tè verde e lasciare in infusione da tre a cinque minuti, passarlo attraverso un colino a maglie strette e versare sul babà ancora tiepido. Ogni 15/20 minuti, aiutandosi con un mestolino, raccogliere lo sciroppo sul fondo del babà e irrorarlo di nuovo. Continuare così finché non si presenta ben inzuppato e tratterrà lo sciroppo più a lungo, cedendolo sempre più lentamente. Adagiarlo su un piatto da portata, facendolo scivolare con molta attenzione.

Prima di decorare il babà, bisogna “lucidarlo” con della gelatina di albicocche. Io non ne avevo, perciò l’ho preparata il giorno prima, utilizzando uno zucchero per me un po’ speciale, lo uso nelle grandi occasioni, è lo zucchero bruno del Perù.

La ricetta è qui, ho fatto un post a parte, anche se non è difficile prepararla, volevo alleggerirvi un po’ la lettura.

Per la crema allaVaniglia

250 ml di panna fresca da montare

1 cucchiaio di zucchero a velo

1 ml di estratto di Vaniglia senza glutine

uvetta sultanina per decorare

Montare bene la panna con lo zucchero a velo, aggiungendo l’estratto poche gocce alla volta. Decorare a piacere, utilizzando dell’uvetta sultanina

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Una ricetta per Audrey

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Tutti ricordiamo Audrey in Vacanze Romane, oppure Sabrina, o soprattutto Colazione da tiffany ma non sono stati questi successi cinematografici ad accrescere un affetto fraterno nei suoi confronti. Ho ammirato di lei la vicenda umana che l’ha portata negli ultimi anni della sua vita a prodigarsi per gli ultimi, soprattutto i bambini africani, diventando ambasciatrice Unicef e toccando con mano quelle realtà. L’amore per il prossimo l’ha staccata dalle copertine patinate dei magazine di moda per portarla in giro per il mondo dimenticato, regalando a occhi emarginati la maturità della sua bellezza, una maturità non anagrafica, ma del cuore. Ho ammirato di lei la capacità di essere a casa solo una mamma, benché fosse ormai un’attrice di successo. Ho ammirato le sue sane abitudini,nonostante gli ambienti mondani. Allo sguardo dei suoi figli tutto questo non è sfuggito, e l’ho ritrovato in una delicata biografia scritta dal figlio Luca Dotti, romano. Si, perché Audrey è anche italiana, se vogliamo. Anzi, questo ci onora. Audrey at Home è stato il mio auto-regalo lo scorso Natale. Tra quelle pagine di vita privata, luoghi e amicizie raccontate dal figlio, anche molte ricette, spesso appuntate su un pezzo di foglio, e rafforzate da tantissimi tips e consigli, rendono il libro speciale e unico. Non pensate che la mia sia una recensione, è solo un semplice omaggio, che spero farà piacere leggere a chi passerà di qui. E’ scritto, purtroppo in inglese, perciò forse non accessibile a tutti, e le ricette non sono state illustrate visivamente. Ho riprodotto la sua torta preferita, che vedete in foto. La ricetta è stata ricostruita dal figlio Luca e la moglie, Domitilla, ma la certezza che Audrey la preparasse proprio così, non possiamo averla. La completa una glassa, che io non ho fatto. Vi lascio la traduzione degli ingredienti e del procedimento indicato nel libro. Volevo pubblicare il post nel giorno del suo compleanno, il 4 maggio, ma non mi è stato possibile. Ad ogni modo, siamo qui oggi a ricordarla e mangiare un pezzo di torta in sua memoria. A proposito, era buonissima.

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Tradotto liberamente da Audrey at Home, Memories of my mother’s kitchen

di Luca Dotti con L. Spinola

Ingredienti per la torta per uno stampo da 28 cm

210 g di cioccolato fondente

90 g di burro non salato + altro burro per lo stampo

3 uova

180 g di zucchero

25 g di farina

Ingredienti per il fondant (che io non ho realizzato)

180 g di cioccolato fondente a pezzi

100 g di burro non salato

30 ml di latte

Pre-riscaldare il forno a 200 °C e imburrare lo  stampo.

Usare 180 g su 210 e  mettere a bagnomaria con il burro. In un’altra ciotola, di media grandezza, lavorare le uova con lo zucchero, aggiungere successivamente la farina e tre cucchiai di acqua. Alla fine unire il cioccolato cremoso. Aggiungere il cioccolato rimasto e cuocere da 20 a 30 minuti.

 

 


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A Pasqua prepara un dolce gluten-free alle mandorle

Non sono tutti usignoli

che cantano in mezzo ai fiori,

ma campanelle d’argento

che suonano l’alba….

Lope de Vega, Liriche

Aggiornato di recente

Vi lascio la ricetta tradizionale dei quaresimali, buonissimi biscottini alle mandorle, che ho rielaborato ovviamente senza glutine. Il lavoretto del mio bimbo è per le Palme 2015, con colombina ricoperta di riso, gluten free anche lei.

Lope de Vega è un vecchio amico del blog, per chi ha avuto la pazienza di seguirmi fino ad oggi…Buone feste e a presto!

Ingredienti

120 g di farina per dolci Senzaltro

100 g di maizena

2 uova

220 g di mandorle tostate

200 g di zucchero

buccia di 1/2  limone grattugiata

succo d’arancia

Disporre su una spianatoia la farina a fontana, aggiungere le mandorle tostate e tritate grossolanamente e lo zucchero. Incorporare le uova, la buccia di limone grattugiata e del succo d’arancia. Impastare a mano ottenendo un panetto omogeneo. Dare una forma allungata, adagiando i pezzi, dopo averli un po’ schiacciati, dentro una terrina imburrata.

Cuocere in forno mezz’ora a 170°C, togliere dal forno per tagliarli in pezzi più piccoli e rimetterli altri 10′ a cuocere.


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I dì di festa …ricette dolci per carnevale e dintorni.

Coincidenza vuole che si susseguano due post compleannosi, ma questa volta è per farmi gli auguri da sola!

Ebbene si,oggi compio gli anni e ho deciso di festeggiare con un post semplice semplice, diretto, breve e brioso, insomma tutte qualità che mi rappresentano bene…e lo faccio con una ricetta ovviamente gluten free…solo che sono incerta sul nome perché io le ho sempre chiamate chiacchere ma la signora Moroni del tubo catodico le vuol chiamare frappe…chiamiamole come più ci piace, certo è che sono buonisimme e la versione senza glutine nulla ha da invidiare a quelle glutinose. Invece il pagliaccetto in foto è un lavoretto del mio ometto, bello vero?

Ingredienti per un vassoio grande

150 g farina senza glutine

1 tuorlo

un pizzico di sale

1 cucchiaio di zucchero semolato

buccia e succo di limone

30 g burro

latte se necessario (o liquore o vino bianco) q.b.

olio di semi di girasole per friggere

zucchero a velo senza glutine per decorare

Disporre la farina su una spianatoia e procedere come al solito,aggiungendo il tuorlo,l o zucchero e il burro a dadini. Aggiungere un pizzico di sale e continuare a lavorare l’impasto, fino ad ottenere un panetto morbido.

Bagnare con un po’ di succo di limone e grattugiarne anche la buccia.

Se occorre, bagnate con del latte, come ho fatto io, se invece i dolci sonodestinati agli adulti si può usare vino o un liquore al limoncello.

Stendete con un matterello e ritagliate dei rettangoli di pasta oppure altre forme, triangoli e rombi. Potete effettuare dei taglietti al centro di ogni forma e farvi ripassare all’interno una parte della figura.

Proseguite con la frittura, ma poche forme alla volta, che lascerete asciugare su della carta assorbente prima di sporre su un vassoio e spolverare con lo zucchero a velo.

Buone da gustare anche nei giorni seguenti.

Buon carnevale e alla prossima.


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Di PIL e altri discorsi da spiaggia.

 

 

Se mi chiedessero quale sia stato il tormentone estivo di quest’anno, risponderei con un hashtag del tipo #mammacompralo …

a tre anni il mondo circostante, evidentemente, per il mio piccolo ometto, è solo prodotto da acquistare, per dirne una.

Trascorrendo diversi giorni al mare, le tentazioni sono tante, non ultimo il cocco “fresco”.

Ben altri sono invece i temi che gli adulti affrontano in spiaggia, ma sempre di natura economica…non che stia lì ad ascoltar discorsi altrui, ma nelle giornate più ventilate è complice il vento, si sa.

A quanto pare, anche quest’anno, è tutta colpa del PIL …sappiamo tutti a cosa serve,vero? Repetita juvant.

Il PIL misura la quantità di transizioni monetarie registrate in un Paese tralasciando parametri in nero, baratti e scambi nei settori informali e tutti i servizi di volontariato all’interno delle comunità e delle famiglie”.

Va da sé che la crescita costante del PIL rappresenti per un Paese crescita economica, ma, badate bene, solo di transizioni registrate…in una visione quantitativa di questo tipo sfugge tutto ciò che si può attribuire alle “qualità” della vita. Ma anche queste possono essere misurate. Lo sapevate? Esistono degli Indicatori del tipo Calvert-Henderson che ne misurano ben dodici, utilizzando coefficienti monetari solo dove appropriati.

Crescita spesso è un concetto associato a quello di Sviluppo, ma -da biologa- mi preme sottolineare che

lo sviluppo è una proprietà fondamentale della vita, pertanto il concetto di “sviluppo” dovrebbe superare

l’ambito prettamente economico

e abbracciare dimensioni sociali, ecologiche e spirituale.

Nel 2007  la conferenza “Beyond GDP” ovvero “Oltre il PIL” si fece carico di diffondere e favorire una crescita buona, a emissioni zero e riciclo continuo, perseguita da altre iniziative successive…

Quel che occorre è una transizione di valori, che deve partire a livello individuale, come si intravede su canali PBS e in serie televisive quali Ethical Markets…andrò presto a curiosare.

Non voglio tediarvi oltre, traete, se vi va, le vostre conclusioni, oppure andate al supermercato, acquistate un cocco  e aspettate il prossimo post, vi dirò cosa farne!!!

 

 

 


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Piccoli crescioni con marmellata di albicocche e pensieri tra le giunchiglie.

 

 Non ne ho un chiaro ricordo, ma guardando il mio bimbo che si diverte a seguire i buffi contorni delle nuvole, son certa di aver giocato anch’io così da piccola. Quando si diventa adulti, ahimè, non si gioca più. La dimensione ludica appartiene ai bimbi e, contente o no, alle mamme. Io sono contenta, grazie a lui, di poter tornare spesso bambina, ma non guardo più le nuvole, a meno che non sia costretta a farlo dalla sua insistenza infinita.

Aspetto tutto l’anno la fioritura delle mie giunchiglie, sono le mie “nuvole” da grande, e se tardano a schiudersi, come quest’anno, inizio a preoccuparmi, perché le loro infiorescenze bianche e affollate danno libero sfogo ai miei pensieri, e mentre le guardo, seguendone i contorni dolci e candidi, i miei pensieri, uno ad uno, si “srotolano” come il lungo filo di un aggrovigliato gomitolo.

Stamattina non ho resistito, dopo aver tirato fuori dal frigo un impasto con cui preparar la colazione, sono scesa in giardino e ne ho recisa una, per tenerla in casa e poterla guardare tutto il giorno.

Ops, l’impasto del crescione è lì che aspetta…vado a cuocere e vi svelo come (e perché) stamattina si inizia così!!!

Sempre di gioco si tratta, o almeno voglio prenderla così la sfida mensile del MTChallenge la vincitrice di Maggio è Tiziana del Blog L’ombelico di Venere che ci propone la piadina romagnola ma declinata in versione dolce ovvero  mini crescioni che ho farcito con una marmellata di albicocche -o quel che resta- avendola preparata quasi un mese fa 😉

La ricetta dunque è gentilmente offerta da Tiziana ed ecco la mia versione che però è senza glutine per via del bimbo, e senza strutto, ahimè, causa ipercolesterolemia, ma credetemi, buona uguale!!

 

 

 Ingredienti per i crescioni

500 g di farina 00*  deglutinata Coop
125 g di acqua
125 g di latte parzialmente scremato fresco
100 g di strutto 80 g olio evo Km0
15 g di lievito per torte salate** per dolci vanigliato
10 g di sale fine
1 pizzico di bicarbonato di sodio
Ingredienti e procedura per la marmellata

800 g di albicocche già pulite

600 g di zucchero bianco semolato

Passare le albicocche al passatutto. Trasferire la purea così ottenuta in una pentola alta di acciaio, aggiungere lo zucchero e mescolare su fuoco basso con un cucchiaio di legno. Ripetere spesso l’operazione per evitare che si attacchi al tegame.

Quando il composto cambia consistenza e il suo colore acquista trasparenza si può togliere dal fuoco. Occorreranno dai 30 ai 45 minuti. Preparare dei vasetti, almeno tre da 330 g cad. Riempirli quando il composto è ancora caldo, tappare bene e capovolgere. Coprire i vasetti con un canovaccio e lasciar raffreddare a T ambiente per diverse ore.

Procedimento per i crescioni di Tiziana
[Ho eseguito manualmente tutte le operazioni, non mi piace usare l’impastatrice, resistendo alle baby intrusioni in cucina del mio assistente treenne…ma ci son riuscita. Riporto con copia/incolla dal blog di Tiziana le parti che interessano la mia versione, ma rimando al suo blog per l’intera ricetta, che è una variante della piadina romagnola, mai eseguita prima dalla sottoscritta!!]

Fate scaldare al microonde il latte e l’acqua per pochi secondi in modo che siano tiepidi. (…) Su di un tagliere disponete la farina e fate un buco al centro con la mano. All’interno mettete lo strutto a pezzetti l’olio con il lievito, il bicarbonato e il sale, schiacciatelo con la forchetta per ammorbidirlo, aggiungete l’acqua e il latte. La consistenza inizialmente potrebbe essere un pochino appiccicosa e la pasta si attaccherà al tagliere ma impastando per una decina di minuti, cambierà staccandosi e diventando molto morbida e liscia. Se il liquido è troppo poco si sfalda e risulta un po’ dura. Mettete l’impasto in una ciotola e coprite con la pellicola per alimenti. Lasciate riposare 48 ore al fresco, massimo 20°C, se fosse più caldo potete lasciare riposare la pasta in frigorifero e metterla a temperatura ambiente 2 ore prima dell’uso. 

Se volete preparare i mini crescioni dividete l’impasto iniziale in 24 palline da circa 35 grammi, lasciateli riposare almeno mezz’ora. Disponete ogni pallina sul tagliere appena infarinato, schiacciatele con le dita e stendetela con il mattarello un po’ più sottile rispetto alla piadina perché se fosse troppo grossa non cuocerebbe bene all’interno e nei bordi. Su una metà disponete due cucchiaini di confettura lasciando un pochino di bordo esterno vuoto. Chiudete i crescioni rovesciando la parte di pasta senza ripieno sull’altra, sigillate il bordo prima con la punta delle dita poi con i rebbi di una forchetta facendo attenzione a non forare il crescione. Questo passaggio è molto importante perché è molto facile che in cottura il crescione si apra facendo uscire il ripieno, specialmente se è un pochino liquido come avviene per la salsa di pomodoro o alcune confetture. Io solitamente non piego perfettamente il crescione a metà in modo da poter rigirare un po’ il bordo su se stesso e procedo poi con la chiusura con la forchetta. In questo modo rimane un pochino più “sigillato”. Cuocete da entrambi i lati, quando girate i crescioni la parte del bordo non toccherà la teglia perché, mentre la prima parte cotta si sarà appiattita, l’altra sarà gonfia, spingete quindi con una paletta in bordo facendogli toccare la teglia, in questo modo si cuocerà. A fine cottura mettete i crescioni in piedi in modo che si cuocia anche la parte della piega.

Polverizzate con zucchero a velo e buona colazione!

Con questa versione di “piadina”

gioco all’MTChallenge di Giugno

perché è un divertimento sano!


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Aspettando Babbo Natale, vi racconto il progetto di Mary per i nostri bimbi: Playground

“I playground, i nostri parchi giochi, che all’estero sono spesso originali, segnalati e ben tenuti, nel nostro bellissimo paese purtroppo sono spesso trascurati, anonimi, uguali gli uni agli altri e non ci sono informazioni sul loro posizionamento o dotazione.
Io credo il parco giochi possa rappresentare una buona soluzione sia per fare giocare il bambino quando è in viaggio con mamma e papà sia per dare l’opportunità al bambino di giocare e al tempo stesso allenare creatività, fisico, relazioni.. non c’è bisogno di trascorrere un’intera giornata a Gardaland o in un mini club, spesso la soluzione potrebbe essere dietro l’angolo.
Il mio blog vuole raccogliere informazioni al momento mancanti (descrizioni, immagini, opinioni..) riguardanti i parchi giochi che esistono in Italia, in ogni paese o città che sia.”

 

Queste sono le parole di Mary con cui mi ha presentato il suo progetto sui parchi per i nostri bambini. Vi propongo di partecipare attraverso il suo blog o comunque passate a vedere cosa c’è di bello…io presenterò un nuovo parco giochi a Lecce dal design ultra moderno,in  alternativa all’area giochi della Villa Comunale, situata in centro.

Qui vi lascio una fotina … invece per gli auguri di Natale c’è ancora tempo, anzi se state cercando idee per il menù natalizio, non abbiate fretta, vi suggerirò qualcosina tra qualche giorni!

Bacetti.