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Avventure di una mamma blogger


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Buon compleanno Club del 27. Il mio pane dolce del sabato.

Il Signore benedisse il settimo giorno e lo dichiarò sacro perché in esso Egli si era astenuto da ogni Sua opera che aveva fatto (Gen 2,3)

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Le versioni senza glutine non sono mai belle come le sorelle maggiori originali, ma hanno sempre il loro perché.

Oggi il Club festeggia il secondo compleanno e ciascun tesserato ha potuto scegliere come festeggiarlo, ecco spiegato il motivo di cotanti dolci e ricette proposte in questi primi due anni. La mia personale scelta è caduta su una vecchia sfida del Mtc, poco prima che entrassi a farne parte: il pane dolce del sabato di Ele, che il Club ha riproposto in una circostanza particolare, e non proprio felice. Volevo riprodurlo senza glutine per un sacco di motivi, e per ricordarvi che se invitate un celiaco al vostro compleanno, abbiate la delicatezza di fargli trovare qualcosa di buono da mangiare insieme…

CREDIT MAI ESTEVE

Qui trovate il resto delle ricette scelte dagli altri membri del Club. Non dimenticate di andare a curiosare anche da loro!!

Eccovi la ricetta originale di Ele:

per due trecce ripiene:
500 gr di farina 0*
2 uova grandi medie (circa 60-62 gr con il guscio)

100 gr di zucchero
20 gr di lievito di birra

125 ml di acqua tiepida
125 ml di olio extra vergine d’oliva
10 gr di sale
100 gr di uva passa
un tuorlo d’uovo
un cucchiaio di acqua
semi di sesamo e papavero
Prima di tutto e importantissimo, setacciare la farina.
Sciogliere il lievito nell’acqua tiepida insieme a un cucchiaino di zucchero e far riposare una decina di minuti fino a far formare una schiuma. Mischiare la farina, il sale e lo zucchero e versarci il lievito e cominciare ad impastare, versare poi l’olio e per ultimo le uova, uno ad uno, fino alla loro incorporazione. Lavorare fino a che l’impasto si stacchi perfettamente dalla ciotola, lasciandola pulita.
Lasciar lievitare per almeno due ore, dopodichè, sgonfiare l’impasto e tagliarlo in due parti uguali. Tagliare poi ognuna delle parti in tre.
Stendere** su un piano infarinato ognuna delle parti lunghe circa 35 centimetri e larghe 15. Spargere l’uva passa sulle tre parti.
Arrotolarle poi sulla lunghezza, in modo da ottenere tre lungi “salsicciotti”.
Unirli da un capo e cominciare ad intrecciare.
Ripetere l’operazione per la seconda treccia. Adagiare le trecce su una placca da forno unta di olio. Lasciare lievitare ancora due ore. 
Sbattere il tuorlo d’uovo con un cucchiaio di acqua e spennellarlo sulla superficie; spolverare di semi di sesamo o papavero.
Infornare in forno già caldo e STATICO a 200°C
per circa 15-20 minuti.
*il mio è senza glutine, ho utilizzato un mix di farine per dolci gluten free; purtroppo il mio lievito non si è attivato del tutto e la lievitazione è andata peggio del previsto.
**Gli impasti gluten free sono molto appiccicosi, si lavorano male:vi consiglio di inumidirvi le mani con dell’acqua e aiutarvi con della carta da forno e delle spatole di silicone. Oppure limitate i liquidi anche se questo andrà a scapito della sofficità 😉
BUON COMPLEANNO CLUB!!!!

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Il mio pollo fritto all’infinito per Il Club del 27

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Febbraio quest’anno è interamente dedicato al Carnevale e perciò si potrebbe friggere ogni giorno…io però col fritto ho una relazione complicata, perciò potendo scegliere quando farlo, ho preferito aspettare l’appuntamento con il Club! Abbiamo potuto scegliere tra alcune ricette della sfida n.63-e forse non friggo da allora;-)

Perché ho scelto di eseguire la ricetta di Mai? Per il numero 8…sarà l’età del prossimo compleanno di mio figlio, a breve, e poi mi ha sempre affascinato il simbolo matematico di Infinito che è un 8 addormentato, non vi pare?

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Credit Mai Esteve #quelgrangeniodellaMai

Per completare il concetto matematico vi dirò di più: un insieme infinito e numerabile è indicato da una lettera ebraica Aleph  (\aleph ) e questo è un rimando alla persona che ci ha regalato la ricetta del coleslaw …che sicuramente conosceva l’alfabeto ebraico ❤

Michael.

E ora non posso che lasciarvi la ricetta di Mai, che io ho dovuto realizzare senza glutine. 

Trovate le altre bellissime ricette qui.

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LATTICELLO homemade allo zenzero

300 g latte parzialmente scremato

300 g yogurt magro

15 ml succo di limone filtrato

5 cm di zenzero

 

In una ciotola versate lo yogurt e il latte e stemperateli, infine aggiungete il limone. Lasciate a temperatura ambiente per 15 minuti circa.

Dividete il latticello in due recipienti, in uno adagiate 4 pezzi di pollo, devono essere il più coperti possibili. Versate il resto del latticello nell’altro recipiente, grattugiate lo zenzero e massaggiateci il pollo, poi versare il tutto dentro. Coprite con la pellicola e mettete in frigo per almeno 4 ore, ancora meglio se tutta la notte come ho fatto io.

 

POLLO FRITTO

Ingredienti per 4 pezzi di pollo con ossa e pelle

3 uova medie

100 g farina + mix di 8 spezie

100 g  Formenton otto file** + 25 g farina di mais + 1 cucchiaio di farina

sale

1,5 l olio evo per friggere

**per me Senza Glutine

 

mix di 8 spezie

1 cucchiaino abbondante di curcuma

5 grani di pepe nero

5 foglioline di curry

i semi di 5 bacche di cardamomo

mezzo cucchiaino di fieno greco

mezzo cucchiaino semi di senape

mezzo cucchiaino semi di coriandolo

mezzo cucchiaino semi di finocchio

 

In un padellino scaldare i semi di 5 bacche di cardamomo, il fieno greco, i semi di coriandolo e quello di finocchio. Scaldandoli lasciano andare gli olii essenziali e il sapore e profumo ci guadagna così come le loro proprietà benefiche. Trasferirle in un mortaio e pestarle aggiungendo il resto di spezie e un cucchiaino scarso di sale grosso. 

 

Sempre in un sacchetto alimentare, capiente, mescolateci la farina e il mix di spezie 

mettete due pezzi per volta di pollo, quello marinato allo zenzero, (lasciati sempre a scolare sopra una gratella per almeno mezz’ora) e infarinateli agitando sempre il sacchetto finche la farina speziata si sia impregnata bene attorno a tutti i pezzi di pollo, se è necessario pressate bene. Poi scuoteteli eliminando così la farina in eccesso. 

Trasferite i pezzi di carne nell’uovo battuto e regolato di sale, se serve aiutatevi con una forchetta, dopodiché trasferiteli in un altro piatto, capiente, dove avrete mescolate le farine di mais più un cucchiaio di farina bianca. Passateli nella farina pressando nuovamente le carni coprendo così tutto il pezzo per bene. Una volta tutto panato procedete con la frittura.

Immergete 2 pezzi di pollo alla volta. Osservate sempre l’olio sia sempre a una temperatura adeguata. Quando il pollo avrà una colorazione dorata ed omogenea, a me mi ci sono voluti 11/12 minuti di cottura, dovuto alla panatura robusta, scolatelo dall’olio ed appoggiatelo sul piatto con la carta assorbente.

 

maionese alla curcuma pepe nero e senape:

1 uovo intero

300 ml d’olio di girasole

2 cucchiai di succi di limone

1 cucchiaino di senape
1 cucchiaino di curcuma
sale e pepe qb

Versare tutti gli ingredienti nel frullatore tranne metà dell’olio. Cominciare a frullare a basa potenza e quando gli ingredienti si sono amalgamati cominciate a versarci il resto dell’olio a filo.

Insalata di patate:

3 patate medie bollite.

mezza cipolla rossa (che ho dimenticato di comprare e messo del porro)

un gambo di sedano

3 cetriolini sotto aceto + 2 cucchiai del loro liquido di conserva

2 cucchiai di maionese (fatta in casa)

1 cucchiaio di gin

un pizzico di sale e uno di zucchero

 

Tagliate le patate a dadi grossi irregolari, aggiungeteci il sedano tagliato a fette sottile una volta lavato e privo delle filamenta. Sbucciate la cipolla, ne serve la metta, ma anche un pò meno a secondo i gusti. tagliatella a fette sottile e aggiungete al resto assieme ai cetriolini anche questi fatti a rondelle sottili.

A parte mescolate i liquidi con la maionese e condite il tutto. Conservare nel frigo coperto. L’indomani è ancora più gustosa!

Coleslaw da qui

 

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Zucca ripiena alla Persiana per il Club del 27

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La cucina Orientale ha sempre esercitato su di me un grande fascino al punto che appena sono state proposte le ricette di Gennaio, nel nostro Club del 27,non ho avuto dubbi e ho scelto questa ad occhi chiusi!Vi basterà avere a disposizione delle zucche adatte ad essere ripiene, la varietà migliore è quella “acorn” ma tutto sommato servirà solo da contenitore per cuocere la carne, di agnello o vitello, secondo il vostro gusto.

Qui trovate tutte le proposte del mese!

Banner Credit Mai Esteve

Ingredienti per 4 persone

2 zucche tagliate a metà per la lunghezza e svuotate

3 cucchiai d’olio d’oliva

sale Kosher

pepe macinato al momento

655 g di carne macinata di agnello o vitello

1 limone e mezzo (zeste)

1/2 cipolla gialla

3 spicchi d’aglio grattugiati

3 cucchiai di prezzemolo tritato

3 cucchiai di menta fresca e altre foglioline per guarnire

1 cucchiaio di cumino in polvere

1 cucchiaio di coriandolo in polvere

una punta di cucchiaino di cannella in polvere

185 g di yogurt bianco da latte intero

1 cucchiaio e mezzo di succo di limone spremuto al momento

30 g di chicchi di melagrana (per me melassa di melagrana)

 

Preriscaldate il forno a 200°C. Foderate il vostro vassoio con carta da forno.

Posizionate le vostre mezze zucche con la concavità rivolta verso l’alto, nel vassoio foderato. Ungetele sia all’interno che all’esterno con 2 cucchiai di olio e condite le cavità con sale e pepe. Cuocetele per mezz’ora fino ad ottenere un colore dorato ed una tenera consistenza.

In una ciotola, mescolate la carne trita, le zeste di limone, cipolla, aglio, prezzemolo, menta e le altre spezie in polvere (cumino, coriandolo e cannella), con l’olio avanzato.

A parte, in un’altra ciotolina, unite il succo di limone e parte della menta avanzata. Regolate di sale e pepe. Aggiungete la salsa allo yogurt sul ripieno,insieme a dei chicchi o melassa di melagrana, qualche fogliolina di menta fresca e servite.

 

 


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Risotto allo zafferano e altri aromi d’Oriente in moka per l’Mtc s-cool.

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E’ l’Iran il Paese con le più estese coltivazioni di Zafferano, famosa spezia dal tipico colore giallo del suo pigmento principale, la crocina. L’odore, invece, gli deriva dal safranale, l’olio essenziale di cui è ricco.

Il viaggio in Iran resta un sogno nel cassetto, il risotto, invece lo si può avere con più facilità, o quasi, e in fin dei conti abbiamo del buono zafferano anche in patria, ad esempio ad Arnara, Frosinone, ed è quello che ho utilizzato io.

La base di partenza è quella del risotto alla Parmigiana, che trovate qui, ma, essendo una prova anche di creatività, ho aromatizzato il brodo di carne con semi di coriandolo e radice di liquirizia, nella moka.

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Per il brodo:

una gallina di circa 2 kg

5 l di acqua

3 foglie di alloro verde

un mazzetto di prezzemolo

1 carota

Per aromatizzare alla moka:

2 moke grandi da 6 tazze

750 ml di brodo di carne (vedi sopra)

2 pezzi da 2cm di radice di liquirizia ciascuno

2 cucchiaini di semi di coriandolo

2 prese di pistilli di zafferano di Arnara

 

un misurino di za’atar per guarnire il piatto

 

Per il riso (2 persone)

170 g di Carnaroli

40 g di burro

30 g di Parmiggiano

1 tazzina (da caffè) di vino bianco

mezza cipolla

1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva

500 ml di brodo di gallina aromatizzato alla moka (vedi sopra)

OLYMPUS DIGITAL CAMERAPreparare un risotto è come officiare una liturgia. Ogni volta, è come fosse la prima volta e non si è mai pronti abbastanza! Proprio per affrontare gli imprevisti, è bene ricontrollare sempre di avere tutto a disposizione. Il burro, ad esempio, deve essere freddissimo ed è preferibile tagliarlo già a dadini e tenerlo in frigo a portata di mano per il momento della mantecatura, insieme al formaggio già grattugiato. Questi suggerimenti, e tanto altro ‘sapere’, arrivano dalle prof della scuola più bella del web, Giuliana, Greta e Maria Pia, che ringrazio di nuovo e spero di non aver deluso.

Il soffritto bisogna prepararlo a parte, tritando al coltello la cipolla. Questa volta ho preferito usare dell’olio d’oliva al posto del burro, che, invece ho mantenuto per la tostatura.

Non occorre risciacquare il riso, si può procedere direttamente senza questo passaggio.

Dopo aver preparato il brodo, che è il passaggio più lungo (può richiedere anche tre ore), l’ho filtrato e fatto un po’ riposare. Al momento della preparazione vera e propria del risotto, ho prelevato circa 700 ml del brodo e l’ho suddiviso all’interno di due moke grandi, dove normalmente si mette l’acqua quando si fa il caffè. Ho riempito i filtri delle due moke con uguali quantità di semi di coriandolo, radice di liquirizia e pistilli di zafferano. Le moke sono state avviate al fornello come per fare il caffè, ma in realtà in questo modo ho ottenuto un brodo aromatizzato e colorato! All’assaggio non è stato necessario regolare di sale, perché la sapidità era perfetta e ben equilibrata. In caso contrario, se fosse risultata eccessiva,avrei potuto mitigare con un po’ del brodo che avevo tenuto da parte, che, comunque non era stato salato.

Dopo la tostatura (di quasi 5 minuti), ho aggiunto il vino; una volta fatto evaporare del tutto,ho iniziato ad aggiungere il brodo direttamente dalla moka e poco alla volta.

Ho aggiunto il soffritto di cipolla e continuato a mescolare il riso col cucchiaio -forato artigianalmente. Trascorsi i primi 15 minuti ho iniziato ad assaggiare il riso, ma ho lasciato andare ancora qualche minuto perché era indietro di cottura.

Al secondo assaggio, ho tolto dal fuoco, lasciato un minuto per il riposo e iniziato a mantecare con burro e formaggio a pioggia. In questa fase è utile aiutarsi muovendo la pentola in avanti e indietro, mentre si manteca col cucchiaio.

Dopo aver impiattato, ho guarnito con una scia di za’atar, per completare il tocco orientale dell’aroma.

Lo za’atar libanese è una miscela di erbe aromatiche e sesamo che normalmente è aggiunta su pane e focacce, ma su questo risotto fa da ciliegina sulla torta! Favorite.

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Risotto alla Parmigiana per l’Mtc s-cool!

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E’ notizia di questi giorni: sulla Luna è germogliato il cotone,inviato dalla Cina con una sonda. Ma non sarebbe stato meglio inviare delle piantine di riso? Resterò con il dubbio. L’unica cosa certa è invece la bontà di questo risotto! Docente di eccezione Giuliana Fabris, in collaborazione con Greta De Meo e Maria Pia Bruscia, che con la loro esperienza hanno generosamente spiegato le regole d’oro per la perfetta riuscita di un risotto degno di questo nome. Il mio non è ancora perfetto,ma ci sto lavorando. Infatti questa prova è la prima della terza lezione dell’MTC s-cool.

Ingredienti per 4 persone

400 g di riso carnaroli

1 l circa di brodo di carne

50 g di Parmigiano Reggiano

1 cipolla bianca

70 g di burro freddissimo e un altro po’

1 bicchiere di vino bianco a temperatura ambiente

 

Per il mio brodo di carne

500 g di bovino

5 carote baby

sedano, solo i gambi

un finocchio con le sue codine

3,5 l acqua

sale qb

Iniziate preparando il brodo. Lavate bene tutti gli ortaggi e pelate le carote, unite la carne, aggiungete l’acqua e portate a bollore. Si formerà la schiuma, che deve essere asportata con un cucchiaio. Lasciate cuocere su fuoco basso per almeno un’ora e mezzo. Regolate di sale verso fine cottura. Filtrate e tenete da parte.Se lo preparate con un giorno di anticipo, tenetelo in frigo e poi riportatelo a leggero bollore il giorno dopo, al momento.

Preparate del soffritto, tritando la cipolla con un coltello. (Evitate di frullare,potrebbe alterare il risultato finale). Potete usare del burro, oppure olio d’oliva. In questo caso ho usato una noce di burro. Fate attenzione a non bruciacchiare la cipolla. Tenete da parte.

In una pentola capiente in alluminio, con pareti basse, fate andare un po’ del burro a disposizione, circa 20 grammi. Iniziate direttamente la tostatura del riso, senza risciacquarlo. Aiutatevi con un cucchiaio in legno con foro (io l’ho forato per l’occasione 😉 Noterete che il cucchiaio farà un po’ fatica. Dopo qualche minuto, circa tre potrete sentir rumoreggiare (è il canto del riso!). Iniziate a versare il vino, che dovrà evaporare del tutto. Il brodo, invece, va versato poco per volta.Dopo aver versato il primo brodo, aggiungete la cipolla che tenevate da parte. Continuate ad aggiungere il brodo. Quando il riso sarà cotto, ma ancora un po’ al dente, togliete dal fuoco e iniziate a mantecare dopo un breve riposo. Aggiungete, quindi, il burro dal frigo ed il formaggio grattugiato. Aiutatevi con dei movimenti della pentola, in avanti e indietro, e con il vostro cucchiaio.  Impiattate e servite subito.


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Lonza di maiale con castagne prugne e mele per il Club del 27

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La partecipazione a IL  CLUB DEL 27 è stata la  naturale conseguenza di una precedente “conoscenza”…quella della community che va sotto il nome di MTChallenge, un nutrito gruppo di food bloggers che amano parlare di cibo e raccontarlo in un certo modo, con lo stile di chi ha con questo argomento un rapporto autentico ed equilibrato, e vuole trasmetterlo a quanti la pensano allo stesso modo.

By the way….la sottoscritta è entrata in questa family troppo tardi,complici le castagne di un novembre di ormai sei anni fa, o giù di lì. Oggi quelle famose castagne son tornate a trovarmi,come scelta della ricetta che vi presento e che rappresentò la sfida di quel novembre, numero 34. Io ho scelto, per il Club, di realizzare la lonza di maiale, una ricetta che illo tempore fu la proposta di Rosaria.

Qui troverete tutte le altre proposte che sono state selezionate oggi per voi.

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1.250 g di lonza di maiale con osso
400 g castagne
2 mele annurche  rosse
4 prugne
1 cipolla rossa grande
1 bicchiere di vino rosso 
sale
olio
alloro
rosmarino
salvia
pepe
noce moscata

Per prima cosa sbucciare le castagne e lessarle in acqua e 1/2 bicchiere di vino rosso, un pizzico di sale e una foglia di alloro. Arrivare fino a metà cottura delle castagne. Spegnere e separare la castagne dal loro brodo. Filtrarlo e metterlo da parte. Pulire le castagne dalle pellicine e mettere da parte.
In una teglia con un filo d’olio sistemare la lonza che prima è stata massaggiata con il sale e un trito di rosmarino. Infornare in forno caldo a 200°C per una mezz’ora.
Nel frattempo, lavare e tagliare a pezzi grossi le mele e le prugne. Pulire la cipolla a tagliarla. In una ciotola mescolare tutto e condire con sale, pepe,della noce moscata grattugiata e un pochino di vino rosso (meno di mezzo bicchiere).
Aggiungere il tutto nella teglia della lonza insieme ad un pochino di brodo delle castagne.
Coprire tutto con un foglio di alluminio e reinfornare a 180°C per 3 quarti d’ora circa.

Trascorso questo tempo, eliminare il foglio di alluminio e continuare la cottura per altri 20/25 minuti..
A fine cottura, raccogliere il tutto e frullarlo con un minipimer, fino a formare una purea non troppo liscia.

 

#quelgrangeniodellaMai

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Seconda lezione:la pasta! Io speriamo che me la “cacio”. Spaghetti cacio e pepe & sedanini al ragù di cinghiale, tutto gluten free.

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Dove vivo io, c’è spesso sole e bel tempo. Un paesaggio colorato di rosso e macchiato del verde degli ulivi. La macchia, quella mediterranea, è molto ben rappresentata a queste latitudini, anzi penso di essere nel cuore di quello che è definito “salento”, un termine abusato, quasi sporcato da interessi che poco hanno da spartire con la sincerità di questa terra.

D’altro canto, valori come sincerità, amicizia, solidarietà e onestà, perdono sempre più terreno nel mondo odierno, lasciando  il posto a tutt’altro. Lungi dal voler sembrare catastrofica, oggi vi parlo di ciò che, a tavola, esprime l’esatto opposto: un confortante e onesto piatto di PASTA ben mantecato, italiano fin nel midollo, terapeutico per noi…..

gli spaghetti senza glutinecacio e pepe“,ricetta italianissima nelle classifiche e romana nell’essenza. Un piatto apparentemente semplice nell’esecuzione, che in realtà può mettere in seria discussione la bravura di qualsiasi chef.

Parliamo dell’ abc della cucina italiana, una cucina fatta di regioni che si parlano, contaminandosi l’un l’altra pur rimanendo rispettose delle loro singole identità. Un piatto in cui il pecorino romano stagionato almeno dodici mesi farà la differenza!

Il pepe tra i migliori che potrete reperire e macinare al momento. Il resto, e molto altro ancora, ce lo ha spiegato Greta,con una generosità disarmante, nelle dispense sulla cottura e mantecatura della pasta-cioè la lesson number two dell’MTC- i trucchetti e le “mosse” giuste per far gustare una pasta degna di questo nome, anche senza glutine! A seguire, per i pastaioli sugo – “addicted”, troverete un piatto di sedanini di riso e mais al ragù di cinghiale, insomma, avete materiale tra cui scegliere, oppure fate entrambi!

Cacio e pepe di Greta De Meo

Ingredienti: per 4 persone

Attrezzatura:

una pentola capiente per bollire la pasta

Una padella per mantecare

Una bastardella d’acciaio

Una pinza

Una frusta

 

400 g di spaghetti (per me n. 5 Barilla senza glutine)

120 g di pecorino stagionato grattugiato fino

Pepe nero

Lessate la pasta in abbondante acqua poco salata. Mentre la pasta cuoce sciogliete il formaggio in una ciotola aiutandovi con una frusta, aggiungendo poca acqua per volta, fino ad ottenere una crema, tenete in caldo.

Tirate su la pasta 3 minuti prima del punto di dente e continuate la cottura nella padella con un filo d’olio, il pepe e abbastanza acqua per permettere la cottura. Fate riprendere calore sempre mescolando e agitando la pasta nell padella così da creare un’emulsione tra amidi e grasso, continuate fino ad arrivare a cottura. Fuori dal fuoco e lontano dal fornello caldo aggiungete velocemente la crema di pecorino, saltate la pasta velocemente e servite fumante, la cacio e pepe non può aspettare. Aggiungete un altro pizzico di pepe sul piatto prima di servire

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 Per il ragù di cinghiale ho seguito le indicazioni qui, partendo da cinghiale da caccia.

Ingredienti

120 g Sedanini di riso e mais (senza glutine)

1,5 lt acqua

sale grosso qb

300 g circa di ragù

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