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Avventure di una mamma blogger

Per amore del bergamotto.

2 commenti

Il gesto amorevole di proteggere un albero dal vento è antichissimo, e la Mitologia lo attribuisce alla dea sumera dell’amore, Inanna, anche dea della fecondità e della bellezza.

Il gesto di Inanna è stato ripetuto infinite volte nel corso dei secoli, soprattutto nei confronti degli alberi appartenenti alla famiglia degli Agrumi, sottratti al giardino degli dei da Eracle, che li usò come moneta di scambio per l’immortalità.

Fu una delle Esperidi, disperata custode di questo giardino, che raggiunse la Calabria con una pianta di arancio, attratta da quella lingua di terra sulla costa tirrenica che oggi corre per 75 km da Villa San Giovanni a Brancaleone sullo Ionio, zona di produzione dei bergamotti, dove questi agrumi misteriosi, nati probabilmente da una impollinazione casuale, crescono spensierati e naturali, da aver conquistato il marchio DOP.

Ripercorrendo velocemente le varie epoche storiche, partirei con voi dalla Casa del Frutteto di Pompei, le cui pareti affrescate propongono un’eterna primavera fatta di cedri pieni di frutti. Studi degli anni Settanta hanno infatti ipotizzato che limoni venivano coltivati in aria vesuviana contrariamente a chi attribuisce agli Arabi l’introduzione di questa specie.

Il contadino di epoca romana conosceva senza dubbio l’importanza di una buona esposizione come il privilegio dato da un muretto a secco di protezione. Nonostante i moralismi di Seneca, i suggerimenti di Columella, insieme alle ingegnose attrezzature dei giardinieri, hanno aperto la strada allo studio delle serre. Con la caduta dell’Impero, si perdono le tracce scritte  sull’uso di serre, ma l’Europa del XII si pregiava di ben 742 monasteri circercensi, i cui monaci si dedicarono anche a ricerche in campo agricolo, aperti anche alle innovazioni portate dai Saraceni, inerenti la genetica delle piante, nuove tecniche idrauliche e agronomiche, per non parlare degli interventi degli Arabi su Pantelleria e la probabile costruzione per mano loro dei jardini. Ogni jardinu un solo albero di agrumi, per proteggerlo dal clima ostinato.

Così gli agrumi conquistarono la Penisola, attraendo studiosi e viaggiatori. Allo stesso modo, risalendo in barca il lago da Salò a Gargnano, sarete incuriositi e attratti dal luccichio di serre di dimore bellissime, di grande pregio architettonico, come Villa Bettoni. Si chiamano limonaie, la zona del Garda ne è ricca. Tralasciando l’epoca medicea e l’Orangerie di Re Sole e della terra germanica, facendo una virata storica faticosa vi riporto in Piemonte, dove al suo ritorno dalla Sicilia, Vittorio Amedeo volle adornare la sua residenza di agrumi, essendosi innamorato del profumo inebriante del Bergamotto.  Fu così che nacque la Citroniera della Venaria Reale. Il Committente fu proprio Vittorio Amedeo II di Savoia, divenuto Re di Sicilia dopo il trattato di Utrecht del 1713, l’architetto era siciliano, Filippo Juvarra, realizzatore di un grande capolavoro architettonico, dopo la Cappella di Sant’Umberto, nota ai più.

Per amore del bergamotto siamo arrivati fin qui, in occasione della Giornata Nazionale celebrata oggi dal Calendario del Cibo Italiano, dove vi rimando per fantastiche ricette e maggiori informazioni.

A me premeva sottolineare l’importanza di un gesto gentile, fosse anche quello di proteggere un albero dal vento, perché la gentilezza ha certamente una radice divina.

Fonte

Limonaie, Orangerie·Serre di I. MALABARBA

Foto dal web

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Autore: Sonia C.

Tutto ciò che viene dalla mia cucina è cresciuto nel cuore (Paul Eluard)

2 thoughts on “Per amore del bergamotto.

  1. Un articolo ammaliante e delizioso, grazie Sonia!

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