GiocaSorridiMangia

Avventure di una mamma blogger

Il sartù è servito. Con esperimento in appendice.

12 commenti

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

 Aleeeeeèè Oh-OOOOOOh Aleeeeèè OOh-OOOOOh. Ho sformato un vero sartù di riso e non potete immaginare la gioia!!Neanche fossi allo stadio, stamattina. Quando mai. E’ l’appuntamento mensile con la mia scuola di cucina, oggi tutti a lezione da Marina!

Antefatto. Il maritino pensava di  scombinare i programmi, improvvisandosi imbianchino durante le vacanze di Pasqua…ma questo non potrà  mai accadere,se fai parte dell’MTC. Hai sempre una ricetta nuova da provare, e che ricetta.

Si, è vero. Sgomento iniziale. Mai visto, mai mangiato un sartù napoletano. E allora? Tu che l’estate prepari la salsa di pomodoro e ne hai ancora due bottiglie proprio lì, dove tuo marito ha allestito i suoi lavori … un sartù rosso sta per essere architettato.

 

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Eccole in cima alla scaletta dei lavori, <presto fai una foto e scappa in cucina a fare il sugo di pomodoro alle carote!! Poi te lo dico a cosa ti servirà!> -parlava la vocina di Marina, che intanto era in giro per la Calabria, e noialtri a sgobbare in cucina.

Te possino!!

-Procurati della buona polpa di manzo, dei pisellini freschi, dei funghi e lascia perdere Foodpairing che non hai molto tempo!! Mettici,piuttosto, la caciottina che tieni sempre a portata di mano, il Gruviera sarà per la prossima volta!!- insisteva la vocina.

Per il sugo di pomodoro alle carote

2 grosse carote

1 scalogno intero

3/4 l di salsa di pomodoro fatta in casa (edizione 2016)

5 cucchiai olio evo bio

sale qb

Preparate un battuto di carote e in una pentola dal fondo spesso fate andare uno scalogno lasciato intero, ad imbiondire nell’olio. Aggiungete le carote e dopo qualche minuto versate la salsa di pomodoro, che deve essere di ottima qualità. (Io ho attinto alla mia riserva aurea, che è agli sgoccioli…)

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Per le polpette di manzo

150 g di polpa di manzo macinata

1/2 uovo sbattuto

prezzemolo

parmigiano qb

pangrattato senza glutine qb

sale qb

500 ml olio di semi di arachidi per friggere

Impastate tutto velocemente, formando delle polpettine. Portate l’olio a temperatura e friggetele. Riponetele in un piatto con della carta assorbente e tenetele da parte.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Per il ripieno

150 g di piselli freschi

250 g di funghi misti

60 g caciotta mista a dadini

1 mestolo di sugo di pomodoro alle carote

1 spicchio d’aglio in camicia

vino bianco qb

olio evo da agricoltura biologica

sale qb

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Mix di Pleurotus ostreatus,Agaricus bisporas, Shiitake,Nameko e Porcini

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

foto come da regolamento

Fate andare l’aglio in camicia in poco olio. Aggiungete i piselli freschi e, dopo qualche minuto, aggiungete il misto di funghi. Regolate di sale e lasciate cuocere, dopo aver fatto evaporare l’alcol del vino bianco. A cottura ultimata, filtrate l’acqua  ottenuta e mettete tutto da parte.

Per il riso in rosso

350 g di riso parboiled

1,2 l di acqua

2 mestoli di sugo di pomodoro alle carote

sale qb

3 uova fresche

parmigiano qb

burro e pan grattato per lo stampo*

Portare a ebollizione l’acqua con un po’ di sugo al pomodoro, regolando di sale. Versate il riso a pioggia e cuocete almeno 10 minuti – diciamo per i 3/4. Mettete il riso a raffreddare e poi iniziate ad aggiungere un uovo alla volta con un po’ di parmigiano.

*Ho usato uno stampo tondo in pyrex di diametro 14 cm e h8 cm. E’ stato molto utile imburrare per bene lo stampo, ripassarlo con del pan grattato (per me senza glutine) e tenerlo in frigo una mezzora. E’ un metodo che consiglio, ma non l’ho inventato io. E’ del doc Meyers del neo blog The Doctor is in the Kitchen

Quando è tutto pronto, iniziate a costruire il guscio di riso con l’aiuto di un cucchiaio. Se la consistenza del vostro impasto è quella giusta, non avrete nessuna difficoltà. Poi versate il ripieno, iniziando con le polpettine. Prima di richiudere il guscio, mettete un po’ di sugo di pomodoro. Infornate a 180°C per 30 minuti. Prima di sformare il sartù, fatelo raffreddare bene ed eseguite l’operazione con l’aiuto di una grossa spatola in silicone. A me è andato tutto liscio!! -stranamente 😉

Servite con una salsa. Se volete, potete usare la mia, aromatizzata ai funghi.

 Salsa al pomodoro e funghi

150 ml acqua di cottura dei funghi filtrata

200 ml sugo di pomodoro e carote

1 cucchiaio amido di tapioca

sale qb

Con questa ricetta

partecipo al MTC n. 65 Il Sartù

Esperimento in appendice e fuori gara

OLYMPUS DIGITAL CAMERAOLYMPUS DIGITAL CAMERA

Inizialmente avevo pensato di realizzare un finto sartù, di risino che vedete in foto…ma poi ho pensato: chi me lo fa fare? Ad ogni modo, avendo avuto questa curiosità ho approfittato dell’occasione e ho testato la cottura di questo riso di konjac, la farina a zero carboidrati. Posso dirvi che la resa è quattro volte il peso secco e la consistenza piuttosto collosa. Ma sulla tenuta, questo esperimento è da portare avanti, magari ..nelle prossime puntate.

Arrivederci.

Annunci

Autore: Sonia C.

Tutto ciò che viene dalla mia cucina è cresciuto nel cuore (Paul Eluard)

12 thoughts on “Il sartù è servito. Con esperimento in appendice.

  1. E’ bello il tuo sartù e mi piace anche la forma sferica. Mi viene da sorridere pensando che devo ancora fare il sartù e questo fine settimana si imbianca e naturalmente la cucina ………. per fortuna è da cuocere in forno 😉
    Brava

    • Grazie Manu!! Noi abbiamo iniziato ad imbiancare dallo sgabuzzino, dove si accede unicamente dalla cucina..e non ti dico il disagio, ma alla fine ne vale di gran lunga la pena!!Buon lavoro 😉

  2. Guarda che mentre voi sgobbavate io soffrivo con voi e per voi: e vai a Pizzo, e parcheggia a Pizzo, e siediti al sole che picchia sopra il mare, e prendi il Negroni…ma anche il tartufo di Pizzo! Mica facile eh…
    Certo che fare il sartu’ con i lavori in corso in loco non doveva essere una passeggiata, complimenti per la determinazione😀 una curiosità: come mai usi il riso parboiled ?

    • Ah ah…era una battuta la mia…o licenza poetica..fai tu. Questo post l’ho riscritto più volte…alla fine ho voluto allegerirlo di tante cose, perciò sei finita in mezzo…anzi a Pizzo. Ho usato il parboile per essere “paraculo”…e penso di aver avuto un buon risultato (in paraculaggine, ovviamente;-)

  3. Intanto complimenti per la tenacia! E poi anche per il tuo esperimento. In questa community c’è sempre da imparare. Grazie

  4. Pure gli esperimenti con il koniac (di cui non conoscevo l’esistenza) ti sei messa a fare! Non sono una gran bevitrice, ma alla prima lettura avevo capito cognac e non mi tornava mica.. ma è colpa mia, a volte divento ‘briaca anche solo con l’acqua!!
    complimenti!

  5. buono veramente!!!
    Bellissima proposta

  6. Carnaroli, la prossima volta, perche’ la paraculaggine non ti serve, Sonia. Non quando fai un sartu’ cosi, partendo da zero e costruendolo -bene- pezzetto per pezzetto. Mica solo tuo marito, si e’ messo a fare i lavori manuali 🙂 Pero’, davvero, confida di piu’ nelle tue capacita’, perche’ sei ogni giorno piu’ brava. molliamo il salvagente, insomma, che puoi andare al largo da sola
    sul koniac, non so… secondo me hai fatto bene a non usarlo… sara’ che qui mangio una infinita’ di riso e ormai un po’ di palato me lo sono fatto, ma non mi ispira mica tanto… meglio il Carnaroli, dai 🙂

    • Sissignore!
      Ora te lo dico perché ho usato il parboiled – e Marina non me ne voglia- è banale davvero, in realtà!! È che la nostra dispensa quel giorno traboccava di parboiled, che ci posso fare 😉
      Comunque, grazie Alessandra, davvero.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...