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Avventure di una mamma blogger

American Hamburger senza glutine con patate e salsa di pomodoro

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Mentre son seduta nel mio angolino del pc, trasmettono in TV l’attesissimo atterraggio di Samantha Cristoforetti e gli altri due astronauti della missione “FUTURA”, durata ben 200 giorni nello spazio…il primo ad uscire è il collega russo…..ed ecco il secondo, è lei, Samantha che sorride, sembra star bene…ed io sono contenta per lei e fiera, sempre più convinta che il futuro, davvero, finalmente, possa esser coniugato al femminile…

Non credevo che questo post sarebbe “venuto alla luce”  in contemporanea con questo evento eccezionale, ma sono contenta che sia successo, perché oggi volevo proprio parlare dei limiti che sono fatti per essere superati, della vita che è fatta di sfide con se stessi, di piccole conquiste, che, giorno dopo giorno, danno sapore e significato alle sofferenze e ai sacrifici quotidiani, e che mente chi dice il contrario!

Me ne da’ occasione l’MTC di giugno, il numero 49 e la ricetta proposta da una “nutrizionista fuori dalle righe” -un po’ come me- l’autrice del blog Saparunda‘s kitchen che propone degli strepitosi buns che io ho dovuto, come sempre, realizzare senza glutine. Per la salsa, invece, mi sono lasciata ispirare qui, si tratta di Food 52, un blog che amo visitare spesso.

Dopo tutto il paracadute che portava giù la Soyuz ricorda un po’ questi panini americani, simbolo del benessere del sogno americano e dei suoi paradossi, nel bene e nel male…ma parliamo solo di bene anzi di bontà e gusto!!!

Mi sono piaciuti proprio tanto, con quel dolce-salato che si equilibrava alla perfezione (modestia a parte)..Qualche piccola modifica rispetto alla ricetta originale è stata necessaria per via della lavorazione senza glutine, come anche i tempi di lievitazione che non possono essere prolungati, e in effetti, credo che qualcosa sia andato diversamente da come me lo aspettavo, forse perché i panini hanno continuato la lievitazione mentre il forno raggiungeva la temperatura, ed ecco come mi spiego l’effetto a carta geografica delle loro cupolette 😉

Ingredienti e procedimento per i buns

  250 g di farina *

  130 g di latte

  20 g di burro

  10 g di zucchero

  5 g di strutto (per chi non potesse sostituibile con il burro)

  5 g di sale

  4 g di lievito di birra fresco

  1 cucchiaino di miele

*per la preparazione senza glutine ho utilizzato solo 230 g di farina, un preparato senza glutine per pane e pizza a marchio Coop.

(dal blog Saparunda’s kitchen)Intiepidire il latte, scioglierci il lievito con il miele e lasciar riposare per una decina di minuti. In una boule di vetro capiente setacciare la farina, formare una fontana, versare il latte poco per volta e lasciarlo assorbire mescolando con un cucchiaio di legno. Aggiungere lo strutto ed il burro a temperatura ambiente e il sale e lo zucchero. Impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Coprire con della pellicola e un panno e lasciar lievitare fino al raddoppio (per le lavorazioni senza glutine occorrono tempi brevi anche di 45 min).

Prendere l’impasto,sgonfiarlo leggermente cercando di formare un rettangolo che poi piegherete (più o meno come un asciugamano): dividetelo idealmente in tre parti, sovrapponete la parte di destra al centro ed idem con la sinistra (al centro, sopra la destra). Ora rigirate di 90° e fate lo stesso. Far riposare così l’impasto, con la chiave (la parte della piega) rivolta verso il basso e coperto da un panno per una mezz’oretta. Formare poi i buns (con queste dosi mi vengono 4 panini da circa 80-90 g l’uno). Poggiarli su una teglia coperta da carta da forno e con il palmo della mano schiacciarli leggermente.
Far riposare coperti da pellicola per una mezz’oretta.

Passare con uovo e latte e infornare a 180°C per 20 minuti esatti. E voilà...

***

Per la salsa ho utilizzato la mia conserva personale di pomodori, fatta in casa e messa in olio evo fatto scaldare insieme all’aglio, come vi dicevo l’ispirazione è sul blog Food 52. Invece il controrno è il preferito di mio marito: patate rosolate nell’aglio. Ecco come si procede: tagliare le patate pasta gialla a dadini e metterle in ammollo in acqua per almeno due ore, cambiando l’acqua almeno una volta. Questo passaggio agevola la perdita di amido, per ottenere una miglior rosolatura. Per la cottura, utilizzare una padella dal diametro grande, così da far più spazio alle patate, per essere a contatto con il calore del fornello. Noi usiamo rigorosamente olio evo locale, metro zero! L’aglio è quasi d’obbligo.

Per comporre i buns ho utilizzato delle fette di mozzarella fresca e gli hamburger che preparo spesso al mio bimbo, con vitello tritato, formaggio e uova, dosi 1 uovo ogni 300 g di carne.

Utilissimo il post di Cristiana!!!

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Con questi buns partecipo

al MTC n 49

perché è il mio “paracadute”

😉

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Autore: Sonia C.

Tutto ciò che viene dalla mia cucina è cresciuto nel cuore (Paul Eluard)

11 thoughts on “American Hamburger senza glutine con patate e salsa di pomodoro

  1. L’atterraggio della Cristoforetti purtroppo me lo sono perso, non ero in casa. Ho solo visto l’undocking dal sito della Nasa ma poi sono dovuta uscire.Confidavo nei Tg… ma qui giusto due paroline, due immagini e stop. E sono rabbiosa perché quando possiamo urlare al mondo l’orgoglio italiano (come per le tante scoperte di ricercatori italiani all’estero) non lo facciamo mai. Bah… vabbè… sarò anche esagerata anche io, sicuro è più importante fare un servizio infinito su Italia Croazia per le qualificazioni…
    Ma passiamo alla ricetta. Solo a guardare la morbidezza dei tuoi buns senza glutine mi sono commossa. Sono MERAVIGLIOSI, complimenti!!!
    Per non parlare di quelle patate all’aglio. Se i vampiri esistessero veramente si terrebbero a minimo 100 km dalla sottoscritta, perché non potrei cucinare senza e come hai scritto tu, l’aglio è d’obbligo e con le patate sta una favola!
    Bellissimo il tuo burger e se mi fai un posticino lo utilizzo volentieri anche io come paracadute… :)))

    • Grazie, “collega”,grazie di tutto!!! I complimenti son sempre graditi, ma questi ancor di più! Sali pure,c’è posto anche per te, per atterrare più comodamente su questa Terra 😉

  2. food 52 è il mio blog da comodino, da tempo immemorabile. le patate all’aglio sono da provare prima di subito, il panino senza glutine è morbidissimo e l’insieme è un hamburger ricco, sano e golosissimo. E posso dire, che queste nutrizioniste eretiche mi piacciono un sacco?

  3. Mi sono persa l’atterraggio, ma non, per fortuna, questi “paracadute”! Belli!

  4. Anche io ho notato subito la morbidezza del panino, non è facile cucinare senza glutine, anzi io spesso faccio esperimenti e lo trovo difficilissimo. Un hamburger semplice, ma magico, perchè è il ritorno all’essere bambino, alla spontaneità che si evince leggendo il tuo post e che, di questi tempi, è merce rara e preziosa. Complimenti!

    • Grazie Helga, ti seguo sempre con piacere e apprezzo molto il tuo commento…la spontaneità a volte è frutto della “fretta” ma è anche una scelta…tutto ciò che è troppo costruito non rientra nel mio orizzonte 😉

  5. Le sfide vanno affrontate con coraggio e si devono superare. Vincerle è il non plus ultra, ma di sicuro anche se non le si vincono si ha lo stesso modo di imparare e superare, per fare meglio la prossima volta. Te lo dicevo la volta scorsa, te lo ripeto ora: se una pasta senza glutine è abbastanza semplice da realizzare, di fronte a un lievitato non posso che dire chapeau.. magari a forma di paracadute 🙂

    • Grazie Paola, sei davvero gentile…già…facile non è…ma cerco di dare gusto a qualcosa che è piombato improvvisamente e che mio figlio si porterà dietro tutta la vita. E’ una terapia, l’unica,per il momento, e mi do da fare.Baci.

  6. Complimenti davvero. Io ho provato qualche volta a preparare qualche impasto senza glutine, per amici celiaci o anche solo per curiosità, ma mi è venuto sempre tutto un mezzo fallimento. Questi panini invece sono di una sofficità che non hanno nulla da invidiare agli impasti glutinati. Complimenti anche, e soprattutto, per lo spirito con cui affronti le difficoltà.
    Buona domenica. Manuela.

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